Recuperiamo le cerimonie per salvare il Pianeta

Le cerimonie sono un aspetto fondamentale per risvegliare la nostra consapevolezza e recuperare l'armonia con il Pianeta su cui viviamo. È l'insegnamento dello sciamano eschimese e ambasciatore ONU Angaangaq Angakkorsuaq, che sarà in Italia il 22 marzo per una conferenza-cerimonia.

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Angaangaq viene da un Paese che non ha mai conosciuto la guerra e porta una cultura millenaria dove la sopravvivenza dipendeva da una vita in armonia con i ritmi della natura e tra gli uomini, nelle condizioni ambientali durissime dell’Alto Nord.

 

Angaangaq Angakkorsuaq ha pubblicato due libri. Nel primo, “Sciogliete il ghiaccio nei vostri cuori” (Verdechiaro edizioni), racconta gli insegnamenti dei suoi antenati su tutti gli aspetti della vita. Il secondo, “La saggezza dello sciamano. 21 cerimonie per vivere con consapevolezza e forza interiore” (Terra Nuova edizioni), è un manuale pratico, ricco di spunti su come trasformare veramente il nostro approccio alla vita applicando questi insegnamenti nella quotidianità.

 

Fin da bambino, Angaangaq è stato educato da sua nonna prima e, dopo la morte di lei, da sua madre, a diventare sciamano. Da giovane uomo, gli Anziani del suo popoli gli affidavano il compito di andare nel mondo per svegliare le persone, spiegando loro che la calotta polare si stava sciogliendo. Già nel 1963 infatti, due cacciatori eschimesi notarono che un piccolo rivolo d’acqua stava scendendo dal Grande Ghiaccio – in pieno inverno a – 60°! –, un segno evidente che qualcosa non stava andando per il verso giusto nell’equilibro della Terra. E infatti oggi, dopo quarant’anni, questo rivolo è diventato un fiume enorme e lo spessore della calotta polare è diminuito di 3 chilometri.

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Successivamente, Angaangaq è divenuto rappresentante degli indigeni presso le Nazione Unite, viaggiando e parlando davanti a molte persone per renderle consapevoli del cambiamento in atto che avrebbe avuto delle conseguenze drammatiche per tutto il pianeta. Presto però si è reso conto che nessuno lo ascoltava veramente. Riceveva tanti applausi e complimenti, ma nessuno voleva capire davvero ciò che diceva e soprattutto nessuno era pronto ad attuare un cambiamento reale.

 

Questo era chiaramente molto frustrante per lui e un giorno si sfogò con sua madre chiedendole consiglio come arrivare alle persone. Lei gli disse: “Figlio, devi sciogliere il ghiaccio nei cuori degli uomini, perché solo sciogliendo il ghiaccio nel suo cuore, l’uomo avrà la possibilità di cambiare e di usare la sua conoscenza con saggezza”.

 

Con questa missione nel cuore, dal 2004 Angaangaq iniziò a lavorare direttamente con le persone in seminari, cerchi, discorsi in convegni e congressi, allo scopo di portarle a un cambiamento spirituale. Questo infatti è un passaggio necessario di fronte a una situazione di cambiamento climatico che sta già stravolgendo la nostra vita: sul piano ambientale abbiamo alterazioni delle temperature, piogge, siccità, tempeste, tsunami, terremoti, mentre sul piano psicologico violenza, guerre, fame, stress, depressione…

 

Sempre più persone si rendono conto che il nostro stile di vita ci sta portando verso il suicidio globale e hanno deciso di cambiare rotta e cercare nuove vie. Non è un caso che gli insegnamenti indigeni siano tornati in auge oramai da parecchi anni, portati da sciamani, saggi, uomini e donne di medicina. Infatti, questi popoli hanno vissuto per millenni in armonia su questa Terra e possono indicare la via per ritrovare l’equilibrio perso.

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Il punto è: come può accadere questo? Come possiamo riappropriarci della saggezza dei nostri antenati? Proprio questo è il lavoro di Angaangaq: far comprendere che l’antica saggezza è valida e viva per noi com’era allora. L’insegnamento fondamentale è che la vita in se stessa è una cerimonia, degna di essere celebrata con una cerimonia. Ciò significa che la nostra vita ci è stata data per vivere in bellezza e pace, secondo le indicazioni del nostro cuore.

 

Come facciamo ad aver accesso e dare ascolto al nostro cuore? Con le cerimonie. In molti di noi, questa parola può provocare delle associazioni sgradevoli, una cosa che siamo stati costretti a fare, un dovere formale. Invece per Angaangaq la cerimonia è un gesto che ha importanza per la persona, che trasmette, perciò che va fatta con attenzione e amore. Un gesto vivo perché sentito, vissuto, significativo, che dà un senso alla vita quotidiana, perciò diventa supporto, creazione, guarigione.

 

Può essere un’azione che normalmente compiamo di routine, senza badarci, come alzarci la mattina e prendere una tazza di caffè. Sentiamo il suo aroma, il calore, il sapore e come ci connette con tantissime persone nel mondo: chi ha curato la pianta, chi ha raccolto i frutti, elaborato, trasportato… e l’acqua pulita che ci arriva in casa. Questa consapevolezza ci porterà a un approccio del tutto diverso e un gesto normalissimo sarà diventato una cerimonia, perché grazie alla nostra consapevolezza diamo valore a quello che siamo e quello che facciamo.

 

La cosa che ci manca di più sono le cerimonie. Non c’è niente di più importante nella vita delle cerimonie. Quando chiedi aiuto a uno sciamano, egli farà una cerimonia con te. Lo farà per innalzare il tuo spirito. Lo farà per farti guarire. La cosa che manca di più a voi uomini dell’occidente sono le cerimonie. Credete che le cerimonie siano misteriose e difficili. Come la vita che vi sembra molto complicata. Invece, siete voi che la rendete tale. Voi uomini dell’occidente avete perso il senso del gioire alla vita. Vi siete dimenticati delle cerimonie. E di più: avete dimenticato che vi siete dimenticati delle cerimonie.

 

“La vita, in se stessa, è una cerimonia, degna di essere celebrata con una cerimonia”. Che cosa vuole dire? Celebrare la nostra vita, amare noi stessi, amarci per il semplice fatto che siamo qua, così come siamo, vedere la nostra bellezza e, di conseguenza, la bellezza degli altri. Nel mondo sciamanico si dice che la nostra forza viene dal nostro amore per noi stessi. Più ci amiamo, più siamo forti. “Impara ad amare te stesso per accedere al pozzo di forza dentro di te e rendilo vivo. Così avrai la forza e la capacità di vedere la bellezza negli altri”.

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Una bellissima cerimonia proposta da Angaangaq è la CERIMONIA PER TRATTARE TE STESSO CON AMORE:

 

Mettiti comodo, facendo corrispondere la distanza tra i piedi alla larghezza delle anche, le ginocchia rilassate. Stendi le braccia in avanti, con i palmi delle mani rivolti uno verso l’altro. Chiudi gli occhi a questo mondo, apri il tuo cuore e avvolgi le braccia come due ali intorno a te. Ascoltati, fonditi con te stesso. Lasciati andare, lasciati letteralmente cadere e senti te stesso. Solo tu sei importante, nient’altro. Ringrazia il Creatore per la tua esistenza. Sii felice della tua unicità e di quanto tu sia meraviglioso. Sii felice di essere come sei. Senti tutto quello che c’è da sentire: la tua pelle quando le mani la accarezzano, il calore del tuo corpo, forse un formicolio qua e là, il battito del cuore là dove si fa sentire, la gioia dell’abbraccio o anche la leggerezza. Quando avrai goduto di tutto questo fino in fondo e senti che ti sembrerà sufficiente, finisci la tua cerimonia. Ringrazia te stesso.

 

COSA TI DÀ QUESTA CERIMONIA

 

Sentirai che il rapporto con te stesso diventerà più dolce e amorevole. Più farai questo esercizio, più ti renderai conto di quando e in quali occasioni ti critichi, e comincerai a trattarti con più cura e indulgenza. Avrai più gioia di te stesso, sarai più rilassato e avrai voglia di provare cose nuove. Ma soprattutto ti ascolterai di più, farai cose che ti fanno bene e troverai il tuo centro.

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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