Mamme unite contro l’inceneritore

Contro il progetto dell'inceneritore di Sesto Fiorentino che minaccia il futuro dei loro figli, un gruppo di genitori ha dato vita al Comitato delle Mamme No Inceneritore. Forte di migliaia di adesioni, il movimento organizza varie iniziative finalizzate alla difesa del diritto alla salute dei cittadini e alla divulgazione delle alternative possibili agli impianti di incenerimento di rifiuti.

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No all’inceneritore, sì all’alternativa. Quale? I rifiuti zero, naturalmente. Ma partiamo dall’inizio. Su Sesto Fiorentino incombe dal 2000 un progetto regionale per la costruzione di un inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti. Da subito si sono creati comitati di opposizione che per tanto tempo hanno studiato e informato sulle conseguenze che un’opera del genere porterebbe sulla salute dei cittadini.

 

Grazie alla costruzione di questa consapevolezza è nato nel 2015 il Comitato delle Mamme No Inceneritore  di Firenze, una realtà composta prevalentemente dalle nuove generazioni di genitori preoccupati per il futuro dei loro figli. Tra le iniziative “dal basso” più famose del 2016, le Mamme hanno realizzato il progetto “Che aria Tira?”, un sistema di centraline auto costruite per il monitoraggio della qualità dell’aria nella piana Fiorentina.

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Nel giro di un anno le adesioni sono cresciute esponenzialmente e, soprattutto grazie ad un grande lavoro sul web, le Mamme hanno creato un tam tam sempre più diffuso intorno ai motivi della loro lotta: organizzano assemblee per informazioni medico-sanitarie, incontrano le scuole e fanno rete in tutta Italia con quanti vivono la stessa situazione di pericolo: dalle mamme vulcaniche della Terra dei Fuochi alle Mamme Volanti di Brescia. “Abbiamo creato una rete molto estesa – spiega Isabella Quagliotti, una delle fondatrici del Comitato – e combattere la stessa battaglia ha portato anche alla formazione di fantastiche amicizie”.

 

Tutto nasce dalla consapevolezza che dell’inceneritore non solo non c’è bisogno (l’Empolese, Lucca e ovviamente Capannori hanno tutte imboccato la strada della strategia rifiuti zero) ma non risolve il problema dello smaltimento. Dove andrebbero infatti a finire le ceneri dei rifiuti? Secondo quanto pianificato nel progetto ufficiale andrebbero mischiate al cemento per le costruzioni, un’idea venduta come innovativa ma che secondo il comitato potrebbe avere ulteriori effetti negativi sulla salute.

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La lotta delle Mamme No inceneritore va nella direzione giusta e Isabella è molto positiva nelle aspettative. “Se non fossimo sicuri che tutti i nostri sforzi ci daranno ragione non riusciremmo a sostenere tanta fatica e tanto impegno”. Un primo importante risultato è stato raggiunto a novembre con una discussione del TAR che ha emesso una sospensiva del progetto per l’assenza di opere di mitigazione nella zona, per quanto “non c’è filtro che tenga” – come sottolinea Isabella – perché una volta avviati i forni aumenta il rischio di incidenza di patologie correlate a questo tipo di inquinamento (oltre 300 medici ammettono il rischio tumorale), soprattutto tumori e effetti avversi per la salute riproduttiva (come malformazioni congenite, gemellarità, basso peso alla nascita).

 

Il prossimo 5 ottobre si attende la sentenza del Consiglio di Stato sulla richiesta di appello della Regione Toscana seguita alla sospensiva del TAR. Insieme alle Mamme No Inceneritore speriamo che questa volta la Legge stabilisca Giustizia.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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