Scuola, famiglia e agroecologia: la pedagogia dell’alternanza in Brasile

Nasce in una cittadina rurale del Brasile una scuola pensata per i figli degli agricoltori e basata su alcuni principi fondamentali: esperienza, famiglia e agroecologia come strumento per un futuro sostenibile. Presso l'Escola Familia Agricola viene proposta la pedagogia dell'alternanza, un modello educativo che prevede che gli studenti dimorino per due settimane a scuola e per le seguenti due settimane a casa.

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“Il problema di oggi è che la scuola pubblica è tutta incentrata sul lavoro nella grande impresa, implicando così l’urbanizzazione e l’abbandono della terra, non incentivando la vita nel campo e la vita sana che ad essa è annessa”.

 

Queste parole sono state pronunciate nel 2012 da Geraldo Perira Ramones, presidente dell’A.R.E.F.A.M.A., acronimo di Associaçao Regional Escola Familia Agricola Margarida Alves, un’assemblea di paese realizzata nella città di Simonesia.

 

Siamo in Brasile, nello stato del Minas Gerais. Il Comune di Simonesia comprende circa 20.000 abitanti. La cittadina si erge tra la boscaglia della Mata Atlantica, la tipica foresta tropicale costiera brasiliana, oggi ridotta al 7% della sua dimensione originale. La maggior parte della popolazione vive grazie all’agricoltura familiare e alla coltivazione del caffè seguendo il modello agroecologico. Il degrado e l’alto tasso di criminalità delle grandi città brasiliane qui non è ancora arrivato ed i cittadini di Simonesia lottano quotidianamente affinché i loro figli possano non conoscerlo mai.

 

In questo contesto, si è sentita l’esigenza di adottare un modello scolastico che permettesse ai giovani che vivono nelle aree rurali di avere accesso ad un’educazione di qualità senza trasferirsi nelle città. Fu così che nel 2008 entrò in vigore l’E.F.A.Margarida Alves, nella comunità di Conceiçao de Ipanema.

 

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Foto di Andrea Pronti

Nel mese di maggio del 2009 iniziarono le attività scolastiche, al primo anno gli studenti iscritti erano solo 21, ma nell’anno seguente gli immatricolati erano già 61. Per la costruzione dell’E.F.A.M.A. il governo diede un piccolo sostegno di 40.000 R$, più o meno 12.000 €, che fu utilizzato per acquistare l’appezzamento di terra dove sorge oggi la scuola, il resto fu costruito grazie alla pratica dei mutirão, ovvero uno scambio reciproco di lavoro basato sul mutuo aiuto prestato gratuitamente; pratica spesso usata dai contadini anche per la costruzione di serre e la raccolta del caffè. Ci fu una vera mobilitazione da parte di molte associazioni per il sostegno alla realizzazione dell’E.F.A.M.A., dato che tutti compresero che nella scuola e nei suoi studenti risiedeva il futuro successo della lotta agricola.

 

L’Escola Familia Agricola, sintetizzato nell’acronimo E.F.A., è una scuola studiata per i figli degli agricoltori. Corrisponderebbe alla nostra scuola secondaria di primo grado, dato che gli studenti hanno dagli 11 ai 14 anni. È una conquista importante perché oltre ad offrire un insegnamento di qualità e stimolare la permanenza dei giovani nelle aree rurali, incentiva l’agricoltura familiare e l’agroecologia come strumenti per uno sviluppo sostenibile e in armonia con l’ecosistema circostante. Possibilità del tutto negate in una scuola pubblica cittadina.

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Foto di Andrea Pronti

L’E.F.A. è incentrata su alcuni principi essenziali. Innanzitutto, la scuola deve essere situata in una zona rurale. La didattica è incentrata sull’esperienza e sul valore della famiglia e della comunità d’origine degli allievi. La comunità, a sua volta, partecipa attivamente alle decisioni riguardanti la gestione e l’insegnamento nella scuola. Per permettere questa continuità fra scuola e famiglia viene praticata la pedagogia dell’alternanza. Questo modello pedagogico prevede che gli studenti dimorino per due settimane a scuola e per le seguenti due settimane a casa, in questo modo la scuola diventa una sorta di seconda famiglia-comunità. Durante il periodo di permanenza scolastico i ragazzi e le ragazze imparano a vivere insieme coltivando la terra e producendo il cibo, questo perché il modello scolastico dell’E.F.A. prevede che gli studenti stessi producano tutto quello che consumano.

Gli studenti sono consapevoli, lottano e studiano per la realizzazione di un mondo migliore, si tramandano il rispetto per la terra e per l’ambiente in cui vivono. L’educazione all’E.F.A. è incentrata per preparare i giovani alla vita e al lavoro, ma non una vita impostata sulla dinamica “produci e distruggi”, tipica della produzione intensiva destinata al grande mercato, bensì sul modello dell’agricoltura familiare e sul rispetto del bioma Mata Atlantica attraverso le pratiche agroecologiche.

 

Attraverso il modello pedagogico dell’E.F.A. gli abitanti di Simonesia hanno raggiunto due obiettivi. Da un lato, offrono agli studenti locali una formazione di qualità senza dover imporre ai propri figli di trasferirsi nelle grandi città; dall’altro educare la popolazione locale ad un sistema di produzione e di consumo in armonia con l’ecosistema circostante è il modo migliore per preservarlo.

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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