Travel Angels: tre ragazze che mollano tutto e girano il mondo

Le Travel Angels sono tre ragazze che hanno cambiato vita dedicandosi ai viaggi, assistendo chi vuole compiere esperienze alternative, in particolare donne, viaggiatori solitari, persone interessate al volontariato internazionale e ad altre forme di turismo a basso impatto sociale e ambientale ma ad alto impatto emozionale!

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Daniela, Eli, Claudia. Tre ragazze che a un certo punto della loro vita hanno deciso di cambiare strada, incamminandosi nella direzione della scoperta, del viaggio, del fascino esotico dell’ignoto. Provenendo da tre percorsi differenti, si sono incontrate seguendo il copione invisibile e imperscrutabile del destino. Così è nata la scintilla, che è divampata in un’idea: unirsi e diventare Travel Angels. Il minimo comune denominatore è stato il femminile e non solo perché il progetto è nato da tre donne…

angels1Come vi siete incontrate e com’è nata l’idea di diventare “Travel Angels”?

 

Daniela: Il nostro è stato un incontro inizialmente virtuale: seguivamo a vicenda i nostri blog, abbiamo iniziato a conoscerci tramite i nostri racconti, i commenti ai blog e poi è nata una chat tra noi tre e l’idea di costruire qualcosa insieme. Poi finalmente lo scorso anno ci siamo trovate di persona in Olanda (da me) per una tre giorni di risate, chiacchiere e alla scoperta di Den Haag rigorosamente in bici. Sembrava davvero di conoscerci da tanti anni!

 

Eli: Lì abbiamo definito l’obiettivo delle Travel Angels, ovvero di ispirare altre donne a viaggiare da sole, a non avere paura, organizzando anche incontri e viaggi accompagnate a turno da una di noi tre, per ispirarle a lasciarsi andare e – perché no – a cambiare vita, se necessario.

 

Claudia: È davvero incredibile come da incontri fortuiti in rete possano nascere dei progetti comuni (e delle amicizie) scoprendo delle ”anime gemelle” con cui sentirsi così in sintonia. Il nostro incontro e la nascita delle Travel Angels ne è un esempio!

 

Tre donne in giro per il mondo, spesso da sole. È difficile?

 

Daniela: I limiti sono solo nella nostra mente. Molto spesso viaggiare da sole è più facile e appagante che in gruppo. Io ora viaggio sempre con la mia bambina di sei anni e non potrei chiedere miglior compagnia! In viaggio poi si fanno sempre nuove amicizie e si incontrano altri viaggiatori, quindi in realtà non si è mai davvero soli.

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Eli: Io ho sempre viaggiato da sola – Iran, Oman, India, Nepal e Sud-Est Asiatico – e non mi è mai successo niente. Certo, non tutti sono per il viaggio in solitaria, non bisogna forzare la propria natura. Ma se si sente il desiderio di farlo, perché farsi trattenere dalla paura? Basta stare un po’ i occhio (come sempre, quando si viaggia) e aprirsi alla conoscenza del diverso. Portali come Couchsurfing o Airbnb sono ottimi per conoscere gente del posto: si parte da lì e nascono belle avventure.

 

Claudia: È molto più semplice e gratificante di quanto ci si aspetti. Purtroppo quello del viaggiare soli/sole è un concetto che non fa molto parte della cultura italiana, ma le cose stanno cambiando: sempre più donne stanno affrontando la decisione di partire per un viaggio in solitaria… i riscontri sono sempre entusiastici.

 

Spesso il settore turistico ha un forte impatto ambientale e sociale sulle mete. Qual è la vostra idea di “viaggio sostenibile”?

 

Daniela: Un viaggio sostenibile mira a valorizzare e a prestare attenzione al luogo che si visita: scegliere strutture locali dove appoggiarsi (piuttosto che grandi catene multinazionali), immergersi nella cultura e nelle tradizioni del luogo rispettandole e osservare senza danneggiare. Sembrerà scontato, ma purtroppo ancora oggi sono in molti a rovinare l’ambiente gettando rifiuti o con semplice inquinamento acustico e visivo: ad esempio, se viaggiamo in paesi asiatici, evitiamo di vestirci in maniera provocante e rispettiamo la cultura locale coprendoci gambe e spalle.

 

Eli: Noi siamo anche forti sostenitrici del volontariato. In un mondo che gira intorno al proprio ego, fare un’esperienza di volontariato internazionale cambia la propria vita, ha un impatto positivo su chi si aiuta e aiuta i propri amici a riflettere sull’importanza del darsi gratuitamente. I racconti di un volontario che rientra lasciano il segno, lanciano un seme.

 

Claudia: Un viaggio sostenibile è, secondo me, un “viaggio in punta di piedi”, un viaggio cioè che cerchi di dare il meno possibile nell’occhio e che venga incontro alla realtà locale: quindi viaggi con i mezzi locali (mischiandosi alla gente del posto), attenzione per l’ambiente, scelta di strutture gestite dai locali… sempre adattandosi il più possibile alle abitudini del luogo che stiamo per visitare.

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Una delle prossime mete sarà l’Iran, con i nostri amici di Destinazione Umana. Raccontateci di più su questo viaggio che molti considererebbero rischioso, scomodo o addirittura pericoloso. Invece…

 

Eli: Invece l’Iran è uno dei paesi più belli, accoglienti e sicuri che abbiamo visitato. Io ho viaggiato da sola in Iran per ben tre volte, toccando con mano l’ospitalità degli iraniani, la comodità dei trasporti pubblici e la ricchezza della sua cultura. I mass media hanno contribuito a creare un’immagine falsa di questo meraviglioso paese e vi invitiamo a visitarlo con noi per farvi cambiare idea.

 

Claudia: A mio avviso è un paese ancora incompreso: spesso l’Iran viene bollato a priori come un paese pericoloso e non adatto alle donne. Tutte le persone che sono state in Iran mi hanno sempre detto il contrario invece (e tutte ne tornano estasiate).

 

Cosa consigliereste a chi vorrebbe cambiare vita, magari dedicandosi ai viaggi, ma è frenato dalle “solite” paure (non ho abbastanza soldi, devo lasciare gli affetti, meglio il posto fisso ecc.)?

 

Daniela: Le paure fanno parte del gioco! Per chi vuole cambiare veramente vita la miglior cosa è senza dubbio buttarsi e iniziare a godersi la vita. Se si inseguono i propri sogni si rischierà solo di essere più felici.

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Eli: Tutte noi Travel Angels abbiamo cambiato vita – chi lasciando il posto fisso, chi andando a vivere in Kenya prima e in Olanda poi – senza avere miliardi da parte. Ci vogliono determinazione, un po’ di sana incoscienza e la consapevolezza che la vita è una sola e non ci è dato sapere quanto vivremo. Seguire il cuore e vedere dove ci porta è sempre la scelta giusta. Anche se si ha paura.

 

Claudia: Le paure all’inizio sono normali, sarebbe anomalo il contrario! Un pizzico di paura aiuta anche a tenere la testa sulle spalle e stare all’erta, basta però che quella paura non ci blocchi. Io ragiono sempre pensando agli eventuali rimpianti: la vita è una sola e se sentiamo che vogliamo cambiarla dobbiamo almeno provarci onde evitare di trovarsi un giorno a pensare “chissà se l’avessi fatto…”.

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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