Avviciniamoci al mondo della decrescita: ecco tre libri e tre documentari

Una lista di possibili vie per addentrarsi, in modi diversi, alla decrescita. Un viaggio che può partire dalle immagini o dalle parole, con un unico comune denominatore: vivere in un mondo più sano e sostenibile.

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Tante solo le vie per raggiungere un obiettivo. Ognuno di noi può incuriosirsi verso un determinato argomento attraverso una parola, una suggestione, o un sapore, un’immagine. Così, dato che abbiamo ricevuto alcune richieste su come avvicinarsi alla decrescita, vi suggeriamo alcuni testi o alcuni film e documentari, prendendo spunto proprio dal sito del movimento nazionale, che vi invitiamo a visitare per una maggiore completezza dell’informazione.

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Ecco tre testi che abbiamo selezionato per avvicinarvi alla decrescita:

 

“La decrescita felice, la qualità della vita non dipende dal PIL”, di Maurizio Pallante
I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l’avvicinarsi dell’esaurimento delle fonti fossili e le guerre per averne il controllo, i mutamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, l’aumento dei rifiuti, le devastazioni e l’inquinamento ambientale. Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti con l’ausilio dei mass media continuano a porre nella crescita del prodotto interno lordo il senso stesso dell’attività produttiva. In un mondo finito, con risorse finite e con capacità di carico limitate, una crescita infinita è impossibile, anche se le innovazioni tecnologiche venissero indirizzate a ridurre l’impatto ambientale, il consumo di risorse e la produzione di rifiuti. Per saperne di più, clicca qui.

 

“La decrescita, i giovani e l’utopia, comprendere le origini del disagio per riappropriarci del nostro futuro”, di Jean-Louis Allion
Essere giovani, oggi, è un’impresa colossale. A sedici anni ci si ritrova soli a fare i conti con il senso della propria esistenza e con un mondo che cade a pezzi, in uno scenario in cui il futuro da “terra promessa” si è trasformato in minaccia. Sradicati dal proprio passato, senza la possibilità di proiettarsi in un qualche futuro, senza guide, è quasi impossibile trovare la propria strada e non si può che brancolare nel buio in un eterno presente, facili prede del mercato e dei suoi miraggi. Per saperne di più, clicca qui.

 

Dall’economia all’eutéleia: scintille di decrescita e d’anarchia, di Alessandro Pertosa
Il Movimento per la decrescita felice si propone di mettere in rete le esperienze di persone e gruppi che hanno deciso di vivere meglio consumando meno; di incoraggiare rapporti interpersonali fondati sul dono e la reciprocità anziché sulla competizione e la concorrenza; di utilizzare e favorire la diffusione delle tecnologie che riducono l’impronta ecologica, gli sprechi energetici e la produzione di rifiuti; di impegnarsi politicamente affinché questi obiettivi siano perseguiti anche dalle pubbliche amministrazioni, dallo Stato e dagli organismi internazionali. A tal fine è necessario elaborare un paradigma culturale alternativo al sistema dei valori fondato sull’ossessione della crescita economica illimitata che caratterizza il modo di produzione industriale. Dall’attuale concezione di un “fare finalizzato a fare sempre di più”, il lavoro dovrà tornare a essere un “fare bene” finalizzato a rendere il mondo più bello e ospitale per tutti i viventi. Di questa elaborazione, resa drammaticamente urgente dalla necessità di impedire che l’effetto serra esca fuori controllo, le Edizioni per la Decrescita Felice si propongono di essere un tassello, costituendo un laboratorio di idee per un rinascimento ancora possibile.

 

Ed ora, tre film imperdibili per immergersi nella cultura della decrescita:

 

“Home”, regia di Arthus-Bertrand
Un documentario sull’ambiente e i cambiamenti climatici, è liberamente visibile su youtube.

 

“Il vento fa il suo giro”, di Giorgio Diritti (2005)
Vi ricordate l’intervista fatta da Daniel Tarozzi a Giorgio Diritti?
Questo film racconta uno spaccato della vita in montagna, nel quale molti di voi potranno riconoscersi in alcuni aspetti.

 

“Basilicata coast to coast”, di Rocco Papaleo (2010)
Rappresenta il debutto come regista di Rocco Papaleo e di Max Gazzè come attore. Un film che ci permette di riflettere su tanti aspetti della nostra vita: dal modo in cui ci spostiamo freneticamente da un posto all’altro a come intendiamo il viaggio e la vita.

 

Se non vi sono bastati questi suggerimenti, vi consigliamo di continuare la vostra ricerca sul sito della decrescita.

 

Tratto da Piemonte che Cambia 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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