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5 Mag 2017

Da Biella a Melbourne: l’educazione salverà il mondo?

Scritto da: Daniel Tarozzi

Un pezzo di Cittadellarte – Fondazione Pistolezzo si è spostato da Biella a Melbourne, in Australia, per discutere di educazione in occasione del Quarto Forum Rebirth. Per approfondire l’argomento abbiamo intervistato la coordinatrice dell’evento, Chiara Tinonin, che ci svela il senso di queste giornate.

In questi giorni a Melbourne, in Australia, si svolge il Quarto Forum Rebirth. Questa volta, il format creato da Cittadellarte si svolge all’interno dell’ Arts Learning Festival.

Il Forum Rebirth di Melbourne sarà dedicato all’educazione come “chiave di volta” per attivare la comunità attraverso l’impegno diretto e quotidiano e sarà accompagnato dalle oper-azioni collettive Terzo Paradiso, aperte ai partecipanti del Forum e a tutta la comunità.

Per la prima volta il Forum Rebirth sperimenterà la collaborazione con Harvard Graduate School of Education – Project Zero sviluppata da Cittadellarte attraverso una serie di workshop a Cambridge, insieme a ISV, Independent Schools Victoria.

Per saperne di più su questa iniziativa abbiamo deciso di intervistare Chiara Tinonin, coordinatrice del Forum australiano.

Cominciamo dalla fine! Quali sono per te le parole chiave di questo percorso che state avviando in Australia?
Non è semplice… In ordine sparso: educazione, arte, cambiamento, innovazione, dialogo, relazione, trinamica.

Come si inserisce la trinamica e il pensiero che essa sottende in questo contesto?
In modo fondante e fattivo! La trinamica, infatti, è la metodologia che guida tutto il workshop. Il nostro obiettivo consiste nel creare momenti di confronto vero, in cui si affermano concetti e si affrontano poi i loro esatti contrari, alla ricerca di una sintesi arricchente ed arricchita.

I facilitatori – che saranno presenti a tutti i tavoli di lavoro – metteranno quindi in atto il meccanismo della tesi, dell’antitesi e della sintesi.

Perché un forum proprio in Australia e proprio adesso?

Verrebbe da dire che nulla accade a caso! L’Australia, infatti, è una parte di Occidente completamente ad Oriente, ed è quindi in grado di costruire un ponte tra questi due mondi. E – “guarda caso” – dopo i Forum di Milano e Cuba ci è “capitato” questo forum in Australia e nei prossimi mesi – sempre “per caso” – ci saranno una serie di eventi analoghi in molte importanti località asiatiche.

Veniamo al merito di queste giornate. Di cosa parlerete?
Questo forum è incentrato sull’education. Il contesto in cui si muove è lo stato di Victoria (non a caso, tra i promotori troviamo l’Indipendece School of Victoria). È stato lanciato un appello, un invito a proporre progetti educativi, modelli nuovi, a tutte le duemila realtà scolastiche dello Stato. Con innovazione non intendiamo solo un nuovo modo di fare le cose nell’ambito dell’insegnamento, ma ci rivolgiamo ad un orizzonte molto più ampio che include – ad esempio – idee sugli spazi di apprendimento o le attività culturali e di integrazione.

Ci sono molte scuole in Australia che propongono progetti di costruzione di altre strutture scolastiche in aree del cosiddetto “Terzo Mondo”. Non sono solo progetti di beneficenza, ma indagini multiculturali.

Chiediamo e sollecitiamo, inoltre, una forte attenzione sulla sostenibilità ambientale. L’Australia, infatti, è prevalentemente desertica – la zona abitata è quella costiera – quindi c’è una grande attenzione al recupero e al riciclo e all’utilizzo delle materie prime. Le scuole diventano di conseguenza luoghi di primaria importanza in cui educare e sensibilizzare su questi temi.

Chi partecipa al forum e cosa accaderà una volta terminate queste giornate?

Oltre ai promotori, i partecipanti sono prevalentemente le scuole e in particolare gli insegnanti, i presidi e la società civile. Questo ci permetterà di avviare con loro un cantiere lungo un anno, in cui potremo sviluppare progetti nelle scuole e tra le scuole con l’obiettivo di creare un dibattito tra i partecipanti, che permetta un lavoro interscolastico e tra le diverse organizzazioni. Per esempio, gli architetti che hanno partecipato ad un determinato progetto potranno incontrare altri presidi e offrire connessioni che possano portare al cambiamento.

Abbiamo parlato di ISV. Qual è il ruolo di Harvard Graduate School of Education – Project Zero?

Project Zero è l’altro protagonista fondamentale di queste giornate. E non a caso! L’arte, infatti, non fa solo da background a questi processi, ma ne è un contesto metodologico. Come abbiamo visto, il forum sarà condotto attraverso la metodologia della trinamica e si cercherà di ottenere un’agenda per il cantiere, un programma di azioni e direttive da condividere in tutto lo Stato per arrivare a progetti nuovi che in qualche modo siano condotti insieme per tutto il 2017-2018, per poi arrivare a una nuova edizione del forum che sia un passo successivo rispetto alla prima.

Prima di incontrare Cittadellarte e Michelangelo Pistoletto l’arte per me era un mondo lontano dal cambiamento concreto. Tu credi che questa possa essere strumento attivo di trasformazioni sociali?
Dipende da noi! Io penso che uno degli aspetti più interessanti dell’arte contemporanea sia la partecipazione da parte dello spettatore. Possiamo scegliere se rimanere passivi o attivi. L’arte può essere un motore di cambiamento, soprattutto nella trasformazione dell’arte in progetto. Oggi è difficile pensare a un’opera che non sia un progetto, una idea che va al di là. Lo spettatore può quindi decidere se limitarsi a “leggerla”, rimanendo in superficie, o farla Sua.

La potenza del Terzo Paradiso di Pistoletto sta per me nella passione e nella forza che lui mette nel portare avanti la sua poetica, stimolando le persone affinché possano interagire con le sue opere. C’è una costante ricerca di confronto, di dialogo.

Ecco perché il Terzo Paradiso ha generato i forum. Era inevitabile! Se l’arte contemporanea trovasse più canali di questo tipo accorcerebbe le distanze. E sarebbe più interessante per le persone diventare attori di un opera e soprattutto di un cambiamento.

Gli organizzatori dell’Art Learning Festival, inoltre, si sono resi conto negli scorsi anni che laddove c’è un modo nuovo di fare le cose, l’arte è presente.

Negli Stati Uniti si può davvero dire che abbiamo vissuto il passaggio da Stem – Science, Technology, Engineering and Math a Steam – Science, Technology, Engineering, ART and Math. Stiamo vivendo il passaggio da una società hard ad una soft. Senza l’arte innovare è impossibile, perché essa fornisce lo strumento fisico.

Articolo pubblicato sul Journal di Cittadellarte.