Il futuro del circo senza animali

Il vecchio circo è già morto, oscurato dal nouveau cirque, ma i circensi di vecchio stampo, legati alle famiglie dai nomi importanti non vogliono farsene una ragione. Eppure il pubblico, sempre più attento ai diritti degli animali, preferisce gli spettacoli senza, decretandone il successo!

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Il 2 maggio, una rappresentanza del mondo circense si è radunata in Piazza del Pantheon, Roma, dopo il convegno tenutosi in Santa Maria in Aquiro, in cui sono intervenuti Carlo Giovanardi, Vittorio Sgarbi, Livio Togni, Presidente dell’Ente Nazionale Circhi Antonio Buccioni, Carlo Fontana, Presidente dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS), Maurizio Chiesa, Veterinario e Maria Antonietta Ruggiero, docente di pedagogia all’Università di Roma Tre.

 

Il messaggio lanciato dalla categoria: “Senza gli animali il circo andrebbe incontro a morte certa”. Dopo qualche giorno, il 6 maggio, in Via Suffragio, i circensi si sono riuniti davanti la sede della Lega Antivivisezione (LAV) – sezione Trento, per protestare contro l’associazione che ha fortemente voluto il Disegno di Legge 2287 – bis sul “Codice dello Spettacolo”  che prevede anche la graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali nelle attività circensi.

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“Protestiamo perché la LAV e il Ministro Dario Franceschini stanno spingendo per far passare la legge per portare via gli animali dai circhi. Questo è un problema: se la norma dovesse passare la nostra attività è destinata a sparire, il pubblico vuole gli animali e senza questa componente il circo muore e stiamo parlando di posti di lavoro” ha dichiarato Larry, uno degli esponenti del circo. Alla base della protesta “ci sarebbe anche la richiesta avanzata dalla LAV che vorrebbe la deviazione del contributo Fus, il fondo unico per lo spettacolo, per gestire i centri di recupero degli animali sottratti ai circhi e agli spettacoli viaggianti”. “L’eliminazione degli animali dai circhi non ha alcun fondamento scientifico. Il tema è regolamentare in base ad evidenze scientifiche, tenendo in considerazione che il benessere degli animali può essere misurato e testato” ha dichiarato Maurizio Chiesa, Veterinario.

 

Stupisce la sua dichiarazione fuori dal coro, in netto contrasto con la ferma posizione presa dalla Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani (FNOVI), che ha inviato la propria opinione, precedentemente spedita anche al Presidente Sen. Pietro Grasso e alla 7ª Commissione permanente del Senato, sul disegno di legge suddetto, anche ai Ministri Franceschini e Lorenzin. La nota ricorda come nel 2015 la Federazione Veterinaria Europea (FVE) “abbia dichiarato pubblicamente che nei circhi non esiste la possibilità che il benessere degli animali e il rispetto delle loro esigenze etologiche siano garantiti, nonostante le attività svolte dai medici veterinari in materia di prevenzione e di terapia delle malattie degli animali”.

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Nel 2006, sempre la FNOVI, in occasione della revisione del Codice Deontologico della professione medico veterinaria, aveva introdotto il concetto di essere senziente. “Come professione medica, quindi basata sulle conoscenze scientifiche, ma anche come esseri umani e quindi responsabili della tutela degli animali che possediamo, ci appare evidente che gli stessi, in particolare se selvatici, non possano essere detenuti per scopi ludici dell’uomo.

 

Come medici veterinari, consapevoli del ruolo di garanti della salute, del benessere degli animali e della salute pubblica, vogliamo essere promotori di un approccio scientifico anche nell’ambito delle attività definite ‘tradizionali’ che nell’attuale contesto socio-culturale oltre ad essere anacronistiche, propongono una visione distorta del rapporto uomo-animale che non tiene in considerazione alcuna il rispetto delle esigenze etologiche degli animali. I metodi utilizzati per ottenere comportamenti innaturali e spesso opposti alle caratteristiche di specie, la convivenza forzata di specie diverse, come preda-predatore (per esempio leoni in groppa ai cavalli), i fattori stressogeni come luci, rumori, dimensioni ridotte delle gabbie sono solo alcuni degli aspetti caratterizzanti gli spettacoli circensi con animali che non li rispettano, né lasciano spazio di miglioramento.

 

Gli spettacoli circensi con animali sono quanto di più lontano si possa immaginare dai concetti di convivenza e di possesso responsabile degli animali, concetti dei quali siamo convinti sostenitori e promotori. La soluzione non può che essere la progressiva dismissione degli animali dai circhi come prevista dal Disegno di Legge 2287 – bis”.

 

Il vecchio circo è già morto, oscurato dal nouveau cirque, ma i circensi di vecchio stampo, legati alle famiglie storiche, dai nomi importanti, non vogliono farsene una ragione, rimanendo aggrappati a quel che fu. Sopravvivono grazie alle sovvenzioni statali e non per il volere del pubblico, sempre più empatico verso gli animali e attento ai loro diritti. Gli incassi parlano chiaro!

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Le Cirque du Soleil, solo con “Michael Jackson: the immortal world tour”, spettacolo allestito per il Re del Pop, entrato nell’ottavo posto nella classifica di Billboard dei tour più ricchi di sempre, ha registrato un incasso lordo di 360milioni di dollari. Nel circo contemporaneo, l’entrée con l’Augusto (il clown stupido, straccione, vagabondo, bambino, che con le sue smorfie e la sua goffaggine strappa gli applausi al pubblico) e il Bianco (il suo opposto: perfettino, intelligente, bacchettone), i ballerini, i trampolieri, i giocolieri, gli acrobati, gli attori, i musicisti, gli artisti tutti, sostenuti da drammaturgie poetiche, creative, astratte o narrative, trasformano lo chapiteau e la pista circolare in un luogo suggestivo, fantastico, surreale. I bambini, nelle storie e nei personaggi rappresentati, vedono prendere forma i loro “viaggi” incomprensibili agli adulti, pensando allora che esiste davvero la magia, quella che i grandi non sono più in grado di vedere! Credere nella “vita” di un mondo incantato è fondamentale e importante per la loro psiche.

 

Quello che non dimenticherò mai degli spettacoli offerti per esempio da Le Cirque du Soleil è proprio il pubblico dei piccoli; i loro visini stupiti, ammaliati, stregati, divertiti da quegli artisti sospesi, onirici, visionari, dalle sembianze poco umane ma così fortemente reali. E cosa dire di noi adulti? Avvolti in quella bolla di sapone ci sentiamo davvero bene! Cullati dalla musica, incantati dai meravigliosi costumi, catturati dai numeri degli artisti – eccezionali -, riusciamo a mettere da parte la razionalità.

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Quell’atmosfera soprannaturale riesce a farci sognare a occhi aperti, donandoci, per un paio d’ore, leggerezza e spensieratezza. Piccoli e grandi respirano insieme agli artisti, si fondono con essi, godendo delle emozioni reciproche che scaturiscono dalle difficili, originali e a volte pericolose performance. I veri artisti non hanno bisogno di portare in scena gli animali per far emozionare, stappare sorrisi o un biglietto in più al botteghino!

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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