G7: impegno e giustizia per il clima

I leader rispettino gli impegni assunti nell'Accordo di Parigi sul clima e si impegnino maggiormente per contrastare i cambiamenti climatici. È quanto chiedono le associazioni ambientaliste WWF e Greenpeace all'apertura del G7 di Taormina che vede riuniti i leader delle sette grandi economie del mondo.

Il teatro greco di Taormina

I leader delle sette grandi economie del mondo devono indicare la via per agire sul cambiamento climatico rispettando gli impegni assunti nell’Accordo di Parigi e poi impegnarsi a fare di più. Il WWF commenta così la riunione del Gruppo dei 7 (G7) che si apre oggi a Taormina, in Sicilia: il leader mondiale clima e energia del WWF Manuel Pulgar-Vidal, ha dichiarato che era compito dei membri del G7 accelerare la decarbonizzazione per limitare il riscaldamento ben al di sotto dei 2.0 ° C puntando al limite del 1,5 ° C, come stabilito nell’Accordo di Parigi sul clima.

 

I paesi del G7 sono l’Italia, il Giappone, la Francia, la Germania, il Canada, gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Unione Europea. “I leader del G7 si incontrano solo pochi mesi dopo che il 2016 è stato dichiarato l’anno più caldo. Quello è il segnale. Lo sbilanciamento globale delle emissioni prodotte dall’uomo è la causa principale. Le temperature in aumento stanno impattando sulla vita e il sostentamento delle comunità più vulnerabili. La perdita di biodiversità sta indebolendo la capacità della natura di fornire i servizi su cui dipende la sopravvivenza umana.

Il teatro greco di Taormina

Il teatro greco di Taormina

 

Quindi se da un lato sarà necessario uno sforzo collettivo enorme per affrontare le sfide del cambiamento climatico, gli sforzi del G7 sarebbero importanti. Devono raccogliere la volontà politica necessaria per intraprendere un’azione immediata sul clima. Sì, il piano per l’azione sul clima deve essere affrontato nell’UNFCCC (Convenzione Quadro delle nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici). Ma le discussioni informali tra i leader – come avverrà in Sicilia questo fine settimana – possono dare uno slancio significativo”, ha dichiarato Pulgar-Vidal.

 

“Qualsiasi incertezza sull’impegno degli Stati Uniti rispetto all’accordo di Parigi – continua – dovrebbe essere una chiamata all’azione per i governi di tutto il mondo per raddoppiare i loro impegni e mantenere reciprocamente le proprie responsabilità. Nessun singolo governo stabilirà il risultato finale dei nostri sforzi per affrontare il cambiamento climatico. La velocità e la portata della sfida del clima hanno sempre richiesto soluzioni da tutti i settori della società, compreso quello religioso. In tutto il mondo, i leader politici stanno ricevendo il sostegno necessario per accelerare il loro avanzamento negli impegni e questo viene da città, governi regionali, imprese e popolazioni”.

 

Mariagrazia Midulla, responsabile clima e energia del WWF-Italia, ha aggiunto: “Il motto dell’Italia per la sua presidenza del G7 è ‘costruire le basi per una rinnovata fiducia’ con i cittadini. Per costruire una reale fiducia, è importante che l’Italia e gli altri leader del G7 mantengano i propri impegni sul clima -l’Accordo di Parigi, e aumentarli rispetto all’urgenza del problema. Non è il momento di tentennare. È il momento di mostrare affidabilità. I paesi che lo faranno, ne riceveranno i benefici economici sotto forma di aumento dei posti di lavoro, migliore salute per i cittadini e un ambiente pulito e sicuro”.

 

“L’incontro del Papa con il Presidente degli Stati Uniti Trump è stato tempestivo. La scelta di donare l’Enciclica Laudato Sì al Presidente Trump mette in evidenza come il Papa svolga un ruolo molto importante come autorità morale per tutti coloro che si impegnano a salvare il pianeta dal cambiamento climatico”, continua Midulla che conclude: “I paesi del G7 dovrebbero anche mettere in atto i propri impegni rispetto ai paesi più vulnerabili impegnandosi sul fronte del finanziamento per la lotta al cambiamento climatico”.

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A chiedere azioni più ambiziose ai leader del G7 è anche Greenpeace che  esposto da attivisti di Greenpeace Italia che nella zona marinara di Taormina ha esposto uno striscione per “chiedere ai capi di governo riuniti in Sicilia di mettere in campo azioni più ambiziose per contrastare i cambiamenti climatici”. “L’intensificarsi di eventi meteorologici estremi – afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia – costringe milioni di persone ad abbandonare le proprie case in cerca di sicurezza, soprattutto nei Paesi più poveri”.

 

“I Paesi del G7 – continua – devono mandare un forte messaggio al Presidente Donald Trump. È inaccettabile che gli Stati Uniti si sottraggano agli impegni assunti in fatto di politiche climatiche. Bisogna accelerare le politiche in difesa del clima e la transizione verso le energie rinnovabili. Molti Paesi si stanno già muovendo in questa direzione. Il G7 deve assumere la leadership per guidare questo cambiamento”.

 

Fonti: WWF e Greenpeace

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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