“Amaranto”, storie di chi ha cambiato rotta

Un film che racconta le fasi della vita di un essere umano attraverso le scelte, praticabili in ogni momento, che evadono dagli schemi convenzionali. Firmato da Emanuela Moroni e Manuela Cannone, “Amaranto” racconta le storie di chi ha cambiato rotta e intrapreso strade inusuali optando per scelte responsabili per se stessi e per il pianeta.

Emanuela Moroni e Manuela Cannone

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” esortava Gandhi, ma come si potrebbe cambiare il mondo per renderlo un posto migliore? “Amaranto”, il documentario firmato Emanuela Moroni e Manuela Cannone, prodotto da ManueManu e Raya Visual Art, prende le mosse da questa domanda. La ricerca di una possibile risposta è partita dai massimi sistemi per approdare ai gesti quotidiani. Cambiare il mondo è un’impresa titanica, ma ognuno di noi può scegliere ogni giorno che direzione dare alla propria vita per creare quel mondo che più volte ha sperato di vedere intorno a sé.

Emanuela Moroni e Manuela Cannone

Emanuela Moroni e Manuela Cannone

“Amaranto” è un film che racconta le fasi della vita di un essere umano attraverso le scelte, praticabili in ogni momento, che evadono dagli schemi convenzionali: dalla nascita, all’educazione, passando per le scelte lavorative e gli stili di vita, fino ad arrivare alla “rinascita”. A guidarci sono le storie di coloro che hanno deciso di cambiare rotta e hanno intrapreso strade inusuali optando per scelte responsabili per se stessi e per il pianeta.

 

Nascere, conoscere, viaggiare, vivere, coabitare, agire e rinascere e ognuna di queste parole, attraverso le storie raccolte nel documentario trovano un significato nuovo ovvero ritrovano un significato antico. Il file rouge che tiene insieme le dieci storie è la capacità di scegliere, di orientare il proprio sguardo verso un mondo dove le priorità della vita sono altre.

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Nel documentario emerge in modo evidente il legame con la natura, vive la necessità di riscoprire le relazioni umane secondo modelli che mettono al centro del rapporto la dignità e nei gesti quotidiani trova sostanza il concetto di rispetto. Rispetto per se stessi, per gli altri e per il pianeta. Ognuno racconta una storia che si colloca in un momento particolare della vita di una persona, tutti insieme raccontano di un mondo che costruisce la propria esistenza sulla semplicità, sulla felicità e sulla solidarietà. Tra gli intervistati Franco Lorenzoni, Verena Schmid, Saviana Parodi e Etain Addey, Linda Maggiori, Fabio Ciconte.

 

Alla base di questa ricerca c’è un modo di intendere la vita e per questo anche la produzione del documentario segue la stessa rotta e si muove in un’economia che si basa sugli stessi principi. Collaborano alla produzione del film Aboca, Terre di Mezzo, Fa’ la cosa giusta!, Ucca, tra le maggiori realtà del panorama nazionale i cui valori fondanti sono il rispetto della persona e dell’ambiente; e il crowdfunding (1) che come modalità di produzione è parte stessa del racconto, è la modalità che meglio si sposa con quello che appare sullo schermo e con l’idea che muove il documentario: il bene comune. Se pensiamo che ognuno di noi con la sua piccola quota può attivare un progetto grande, arriviamo anche a quell’idea che per cambiare le cose dobbiamo essere noi i primi a scegliere che direzione dare alla nostra vita e il risultato delle nostre azioni farà nascere quello che abbiamo immaginato e che da soli ci sembrava impossibile.

 

Un bosco è fatto di tanti alberi, senza ogni singolo albero non ci sarebbe il bosco.

 

1. Per contribuire e partecipare alla produzione di Amaranto clicca qui

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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