Otto gesti quotidiani per stare bene con se stessi e la natura

Il noto sciamano della Groenlandia Angaangaq suggerisce i rituali da compiere per imparare a stare bene con se stessi e ripristinare l’equilibrio in natura. Dal 20 al 22 ottobre lo sciamano eschimese ci conduce nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo per un’esperienza di riconnessione con la natura e le nostre energie ancestrali.

Lo sciamano groenlandese Angaangaq Angakkorsuaq
(Foto Sven Nieder)

Respirare profondamente, liberare il corpo dai pensieri, ripensare ai momenti felici e fare un bilancio della propria giornata, abbracciarsi, ascoltare le proprie emozioni, allontanare i cattivi pensieri e imparare a sentire tutti i cinque sensi. Queste sono le 8 cerimonie (1) che lo sciamano groenlandese Angaangaq Angakkorsuaq suggerisce di compiere con regolarità nel corso delle nostre giornate per essere più felici, imparare a stare bene con se stessi e, quindi, a vivere in armonia con l’ambiente.

 

Lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, la progressiva scarsità di risorse idriche e, in generale, le problematiche ambientali sono da imputare in gran parte ai comportamenti degli uomini e alla loro difficoltà di vivere in armonia con la natura.

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È questa la riflessione a cui Angaangaq è giunto dopo aver assistito ai primi segnali di un cambiamento climatico importante negli anni Sessanta. Da quel momento ha tratto insegnamento dalla propria cultura e ha iniziato un percorso di formazione sulle persone ritenendo che il rispetto per l’ambiente fosse possibile solo se l’uomo avesse imparato a provare amore e rispetto per sé e per la propria vita.

 

“Possiamo trasformare la crisi ambientale in un’opportunità, in un’occasione per vivere in armonia con noi stessi, con gli altri e, di conseguenza, con la natura – afferma Angaangaq – Ognuno di noi è parte di Qualcosa di più grande, un Mondo che possiamo contribuire a migliorare vivendo con serenità ed equilibrio. Le 8 cerimonie possono aiutare a vivere con più serenità le sfide di tutti i giorni”.

 

Angaangaq, nato nel 1947 in Groenlandia, viene da una famiglia con una lunga tradizione di sciamani e guaritori. Da uomo giovane, ricevette dagli Anziani del suo popolo l’incarico di portare il loro messaggio, cioè la consapevolezza sul cambiamento climatico in atto, e sulla necessità impellente di un cambiamento spirituale. Questo compito lo ha portato in più di 60 Paesi del mondo.

Il suo lavoro è portare nel mondo moderno le tradizioni di guarigione della sua cultura tramandate oralmente. È un rappresentante dei popoli indigeni riconosciuto a livello internazionale. Tiene conferenze e seminari e percorsi di formazione in tutto il mondo. Parla a congressi e convegni su temi inerenti l’ambiente, il cambiamento del clima e il benessere delle persone.

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Dal 20 al 22 ottobre (2) lo sciamano eschimese ci condurrà nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo per un’esperienza di riconnessione con la natura e le nostre energie ancestrali.

 

Attraverso gli antichi insegnamenti del suo popolo tradotti in modalità e linguaggio adatte alle nostre sfide attuali, Angaangaq lavorerà sulla capacità di cambiare la nostra energia. Gli sciamani, infatti, quando si rendono conto che la loro energia è bassa, “negativa”, o non adatta a un compito che devono svolgere, possono attingere a delle risorse dentro di loro che di solito non usano, “chiamando” l’energia di un animale, risvegliando in loro il suo spirito, così che la sua qualità diventi la loro.

 

“Nel mondo in cui viviamo – afferma Angaangaq – tutti stanno cercando in ogni direzione; ci sono così tante modalità, nessuno sembra trovare una soluzione. Ma nel mondo sciamanico abbiamo imparato che, quando cambiamo la nostra energia, anche il mondo comincia a cambiare. Possiamo usarlo nella nostra vita quotidiana, ed è la nostra più grande necessità”.

 

1. Le 8 cerimonie di Angaangaq: clicca qui
2. Per maggiori informazioni sul seminario residenziale “Shapeshifting: cambia la tua energia!” clicca qui

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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