Politica Che Cambia, l’esperienza virtuosa del Comune di Mombello di Torino

Iniziamo oggi un percorso sull'evoluzione e le possibili trasformazioni nelle pratiche politiche dei comuni. Ci accompagna in questa avventura Alberto Guggino, vicesindaco di Mombello di Torino, presidente dell’associazione CioCheVale, agente del cambiamento e scrittore sul blog di Italia Che Cambia “I guggini di Campagna”.

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Che cos’è un bilancio? L’abbiamo chiesto ad Alberto Guggino, vicesindaco del Comune di Monbello di Torino. “Ce lo dice, la parola: è come una bilancia che crea un equilibrio”.

 

E’ un equilibrio tra conto economico e stato patrimoniale. Per capire la differenza tra questi due elementi del bilancio, analizziamo le spese di un Comune. “Da una parte ci sono le spese che vengono fatte per gestire la macchina comunale e dare dei servizi ai cittadini durante l’anno, dall’altra parte ci sono degli investimenti che sono pluriennali e che diventano immobilizzi: un qualche cosa che viene usufruito dai cittadini per più anni. Le prime rientrano nel Conto Economico, le seconde nello Stato Patrimoniale”.

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Ad esempio, una spesa corrente è il passaggio dello spargisale per impedire che le strade ghiaccino, e rientra quindi nel Conto Economico. Una spesa pluriennale è attrezzare una sala multimediale, fare una nuova strada o acquistare dei software che permettano un’analisi dei pagamenti delle imposte. In questo caso stiamo parlando di immobilizzi, cioè spese pluriennali che vanno a vantaggio delle comunità e il cui vantaggio viene distribuito su più anni. In base a questi criteri viene redatto un bilancio.

 

 

Il bilancio è un equilibrio tra quello che entra e quello che esce. Quello che entra è dato dalle tasse dei cittadini o dalle partecipazioni dallo Stato, quello che esce è dato dalle spese correnti e dagli Investimenti. Spese che, come abbiamo detto, si dividono tra spese correnti che rientrano nel Conto Economico e spese pluriennali che rientrano nello Stato Patrimoniale.

 

“Se uno vuole spendere di più, deve guadagnare di più”. Si può fare il ragionamento analogo per una famiglia. O si indebita, o deve guadagnare di più. “Un buon padre di famiglia non penserebbe di indebitarsi se non per cose molto importanti”. Può pensare di lavorare delle ore in più, facendo degli straordinari, oppure facendo due lavori. In un Comune, però, il criterio qual è? Guadagnare di più, solitamente, significa aumentare le tasse ai cittadini. “E questo non lo vogliamo fare, soprattutto in un momento di crisi”. Crisi che è sentita soprattutto da chi lavora nel privato e chi è in proprio. “Chi invece lavora in una grande azienda multinazionale – rimarca Alberto – piuttosto che chi lavora nel settore del pubblico, questa crisi la sente poco. E’ vero che gli stipendi dei lavoratori pubblici non sono più aumentati, ma allo stesso tempo l’inflazione si è fermata”. Ecco che il potere di acquisto d’acquisto dei dipendenti pubblici è aumentato. “Perché dico questo? Perché è assolutamente inopportuno aumentare le tasse per poter dare più servizi”. Il comune di Mombello, ad esempio, non ha e non ha intenzione di istituire la tasse addizionali per i contribuenti. “Altrimenti ti trovi a danneggiare chi è già danneggiato dalla crisi”.

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A questo punto, non aumentando le tasse e senza ulteriori trasferimenti da parte dello Stato, mancano le risorse per fare delle operazioni importanti per il proprio territorio. “Cosa pensi? Ragioni sul fatto che, non volendo aumentare le tasse ma volendo realizzare progetti nuovi, è necessario trovare altre risorse”. Una possibilità è quella data dall’accesso a finanziamenti o opportunità offerte dall’Europa, dalla Regione o dallo Stato.

 

“Un’altra soluzione è quella di eliminare gli sprechi – sottolinea Alberto – o perlomeno di ridurli”.
Tramite l’incontro con Alberto abbiamo la possibilità di sfatare anche altri miti che solitamente si sentono sia a livello locale che nazionale. Solitamente si accusa sempre la precedente amministrazione per un motivo oppure per un altro. Eppure il nostro agente del cambiamento vicesindaco ci dice che “per fortuna, abbiamo ereditato una buona situazione. Abbiamo trovato un’amministrazione che di sprechi ne aveva pochi”. E quindi, ci si è chiesto cosa era ancora possibile fare per migliorare la situazione, cercando di ridurre le uscite.

 

“Un intervento che vorremmo realizzare, nato con l’obiettivo di ottimizzare delle risorse, è legato ai consumi energetici. Da una parte abbiamo analizzato i consumi di luce elettrica, che non riguardano soltanto gli uffici comunali ma anche tutta l’illuminazione pubblica”. In questo senso si sta lavorando ad un percorso di razionalizzazione degli impianti per passare ad avere l’illuminazione pubblica a LED. “E questo potrebbe incidere fortemente sul nostro bilancio, in previsione”.

 

Un altro aspetto importante è legato al risparmio energetico, che riguarda il riscaldamento. “Qui, in previsione, qualcosa si può fare”. Per lo più parliamo di edifici vecchi ed è difficile fare grossi investimenti. “Per quanto riguarda il risparmio del riscaldamento degli edifici è necessario fare un cappotto termico”.

 

Nella prossimo articolo andremo a scoprire alcune pratiche virtuose già attuate dall’amministrazione di Mombello volte alla riduzione della spesa pubblica e allo stesso tempo al miglioramento e alla cura del proprio territorio. Esempi importanti della buona politica, al servizio del benessere comune.

 

Tratto da Piemonte che Cambia