La Riserva dello Zingaro, un angolo di paradiso salvato dal cemento

Grazie ad un'importante battaglia civile un tratto della costa siciliana di natura incontaminata negli anni '80 è stata dichiarata area protetta. Da allora la Riserva dello Zingaro regala a chi la percorre panorami mozzafiato e l'esperienza di bagnarsi nelle acque cristalline delle numerose calette che si susseguono nei diversi sentieri.

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Si chiama Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, sette chilometri a picco sul mare della costa siciliana occidentale e 1650 ettari di natura incontaminata. Si tratta di un’area naturale protetta che affaccia sul Golfo di Castellammare e collega Scopello a San Vito lo Capo, i due comuni dai quali è possibile accedere per percorrere quattro meravigliosi sentieri sospesi sul mare.

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Attrezzatevi con dispense di acqua e cibo prima di raggiungere una delle due entrate, il percorso è lungo e faticoso soprattutto sotto il sole ma il paesaggio e l’esperienza di bagnarvi in queste acque trasparenti ripaga qualunque sforzo. Oltre al panorama mozzafiato che regala un indimenticabile affaccio sul golfo, oltre a gustare gli odori aromatici della macchia mediterranea, nulla vi impedisce (anzi, è vivamente consigliato!) di rinfrescarvi nelle numerose calette che si susseguono lungo i diversi sentieri. La conformazione del territorio ha creato infatti una serie di falesie, i sentieri lungo la parete rocciosa che scendono a strapiombo sul mare da un’altezza massima di 913 metri.

Cala della Caprera, Cala del Varo, Cala della Disa, Cala Beretta, Cala Marinella, Cala Torre dell’Uzzo e infine, Tonnarella dell’Uzzo (quest’anno eletta da Skyscanner come spiaggia più bella d’Italia). Qualunque sentiero scegliate di percorrere, non mancate di tuffarvi nelle acque cristalline di questi angoli di paradiso.

 

Percorrere queste vie a piedi è un’esperienza davvero unica, non soltanto per la loro bellezza. Quello dello Zingaro è infatti uno dei pochissimi tratti di costa senza strada litoranea, nonostante ne fosse stata progettata una e ne fosse iniziata la costruzione già nel 1976. Ma tra il 1974 e il 1981 numerose associazioni naturalistiche si cominciarono a mobilitare unendosi in una comune protesta, aiutati da una campagna di informazione massiccia mirata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

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Nel 1980 le proteste convogliarono in una grande marcia di 3000 persone che pacificamente sfilarono e presero simbolicamente possesso del territorio. A memoria di questa grande vittoria è stato posto un pannello esplicativo che riporta gli eventi principali della mobilitazione in prossimità dei pochi metri di tunnel costruiti e che all’ingresso sud di Scopello testimoniano quello che fu l’inizio dei lavori per la litoranea.

 

Un’ importante battaglia civile per i beni comuni coronata nel 1981 con l’istituzione ufficiale da parte della Regione della riserva naturale protetta. Una lotta e un impegno di cui anche oggi continuiamo a godere i benefici.

 

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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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