Torna in Italia il Rainbow Gathering Europeo

Dopo 15 anni torna in Italia un Rainbow Gathering Europeo. Migliaia di persone da tutto il mondo si stanno dirigendo in questi giorni verso una montagna del Friuli per far parte della più grande comunità temporanea del continente e vivere per qualche settimana nella natura selvaggia, lontano dal consumismo, dallo spreco e dall’inquinamento.

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“Quando la Terra sarà devastata e gli animali morenti, giungeranno su di essa nuovi popoli di ogni colore, classe e fede, che con le loro azioni la renderanno di nuovo verde. Costoro verranno chiamati la tribù dei guerrieri dell’arcobaleno.” A questa antica profezia degli indiani d’America si ispira la Rainbow Family of Living Light, la più grande “non organizzazione” di “non membri” al mondo, che non ha alcun fine commerciale, promuove la non violenza e l’egualitarismo e si raduna da più di 40 anni nei Rainbow Gathering.

 

I Rainbow Gathering, diffusi in tutto il pianeta dal 1972 in poi, sono eventi gratuiti, in cui centinaia o migliaia di persone, a seconda del tipo di raduno, si riuniscono e formano vere e proprie comunità temporanee della durata di un intero ciclo lunare in luoghi generalmente inaccessibili e incontaminati, scelti in base all’abbondanza d’acqua pura e alla presenza di legna secca per il fuoco. All’interno di queste comunità si pratica la semplicità volontaria, la condivisione dei saperi, il mutuo supporto e – naturalmente – il totale rispetto per la natura.

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Esistono gathering mondiali, continentali, internazionali, nazionali e locali, al punto che è probabile che in ogni momento dell’anno ci sia almeno un piccolo Rainbow da qualche parte nel mondo. Quelli più grandi sono generalmente i continentali, che arrivano ad ospitare anche 2-3 mila persone nei giorni precedenti e successivi alla luna piena. I raduni continentali si svolgono a rotazione nei vari paesi del continente. Quest’anno il Rainbow continentale europeo si svolge in Italia.

 

Ai Rainbow possono partecipare tutti, nessuno escluso: giovani, adulti, bambini, anziani e famiglie. Anche tu che magari non ne avevi mai sentito parlare prima d’ora. Non hai bisogno di prenotare, di compilare moduli, di pagare nulla. Non hai neanche bisogno di essere o di sentirti un hippie. Accanto a chi vive nomade da un Raimbow all’altro – magari in carovane di artisti di strada o di volontari nelle fattorie biologiche – la maggior parte dei partecipanti è composta di persone che vivono in contesti più o meno urbani e che vogliono lasciarsi ispirare per un radicale cambio vita, o semplicemente rilassarsi, ritrovare la connessione con la natura, staccare dal lavoro, rigenerarsi dopo un periodo stressante o un dolore.

 

L’unica cosa che devi fare è scrivere a un indirizzo email creato ad hoc per l’evento, ricevere in automatico l’invito ufficiale con le indicazioni su come arrivare nella località prescelta, che è in genere tenuta segreta fino a 10 giorni prima dell’inizio del raduno. Dopodiché non ti resta che mettere nel tuo zaino una tenda, un sacco a pelo, qualche indumento invernale per le notti in quota, del sapone ecologico, una torcia e un pentolino da campeggio con un cucchiaio. E per una volta potrai anche dimenticare senza rimpianti il caricabatterie del cellulare: ai Rainbow non troverai mai nessuna presa elettrica per utilizzarlo, né una connessione internet, né nulla che possa tenerti in qualche modo connesso alla “civiltà”.

 

Quando arriverai al campo, generalmente dopo una lunga scarpinata su sentieri di montagna, sarai accolto da un cartello con la scritta “welcome home” e dal lungo abbraccio di coloro che in quel momento si trovano al cosiddetto welcome center, un accampamento di ristoro posizionato a non più di 1-2 km dal main fire, il campo centrale. Dal momento in cui arriverai al welcome center, sarai considerato immediatamente parte della comunità, senza nessuna formalità. Nessuno ti chiederà la tua età, il tuo lavoro o il tuo luogo di residenza. Il tempo inizierà a scorrere con sorprendente lentezza e ti accorgerai di esso solo di tanto in tanto, quando alzerai lo sguardo al sole.

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Le giornate ai Rainbow sono ricchissime di attività. Chiunque può inventare e proporre un workshop: yoga, massaggi, erbe spontanee, canto, strumenti musicali, ipnosi, rebirthing, tantra, sciamanesimo, decorazione, disegno, pittura, danza, reiki, ecc. Inutile dire che la partecipazione ai workshop è del tutto gratuita, così come il resto delle attività, dalla meditazione ai balli intorno al fuoco, dai tanti concerti (solo con strumenti acustici) presso il music temple, alle cerimonie del cacao all’healing center, fino al silenzio per ascoltare tutti insieme il suono di Madre Terra.

 

L’unico denaro accettato in un Rainbow è il piccolo contributo volontario che – a seconda delle tue disponibilità – puoi decidere liberamente di versare nel cappello magico che gira subito dopo i pasti. Il ricavato va a finanziare, presso le fattorie della zona, l’acquisto del cibo che i volontari del giorno preparando nelle cucine da campo più essenziali che tu abbia mai visto e che altri volontari del giorno servono ai presenti disposti in cerchio nel food circle.

 

Insieme ai colori dell’abbigliamento – nelle ore più calde del giorno davvero minimo, se non completamente assente – il food circle è l’elemento visivo più interessante di un Rainbow. Ogni giorno se ne fanno sempre due, uno a pranzo e uno a cena, e sono proprio i richiami “foooood ciiiiircle noooow” diffusi ad alta voce a tutti coloro che si trovano nella valle, gli unici momenti che ti consentiranno di avere un punto di riferimento temporale.

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Molto interessante è anche l’aspetto organizzativo, visto che si tratta di eventi anarchici. Non avendo la famiglia Rainbow una forma giuridica, né contemplando membri, leader e gerarchie, tutto quanto occorre per organizzare un raduno – dai servizi essenziali fino alla (accuratissima) pulizia finale – viene realizzato attraverso il lavoro volontario. Per azioni specifiche, ad esempio la scelta del menu, lo scavo di una latrina o la costruzione di un forno di terracotta, è prevista la figura del focalizer, ossia di un volontario che si prende in carico il coordinamento degli altri volontari fino al raggiungimento dell’obiettivo, normalmente giornaliero. Le decisioni più importanti, ad esempio su quale sarà la location del successivo raduno continentale, vengono prese all’interno del vision council, che si riunisce nel main tepee (e a cui puoi partecipare anche tu) secondo il metodo del consenso.

 

Come tutti i raduni, anche i Rainbow – che pure sono caratterizzati da un elevatissimo grado di libertà – hanno alcune regole e usanze che è bene tu conosca prima:
- Nessun tipo di commercio è ammesso nel campo; unica eccezione è il baratto.
- Gli unici soldi ammessi sono quelli che vengono offerti e raccolti nel “cappello magico”.
- Non sono ammesse droghe, alcool, materiali chimici ed elettronici.
- Il cibo è biologico e vegano.
- Per questioni igieniche non sono ammessi animali domestici.
- Non esistono bagni ma i cosiddetti shit pit, latrine dotate di una privacy molto limitata.
- Non c’è acqua calda.
- Chiunque è libero di andare in giro con o senza vestiti.
- Non si può diffondere o pubblicare sul web il luogo in cui sarà ospitato un Rainbow.

 

Per quest’ultimo motivo abbiamo deciso di non pubblicare il luogo preciso nel quale si svolge il raduno europeo di quest’anno, che dopo 15 anni di rotazione fra i vari paesi europei è tornato in Italia. Possiamo solo dirti che la regione ospitante è il Friuli, che il raduno è iniziato il 23 luglio (primo giorno della luna nuova) e terminerà il 22 agosto (ultimo giorno della luna vecchia). Se avrai davvero voglia di fare questa magica esperienza troverai certamente un modo per arrivarci.

E a quel punto… welcome home!

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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