Politica Che Cambia, il bilancio: da adempimento a strumento di orientamento dell’azione amministrativa e gestionale

Secondo appuntamento con Alberto Guggino, vicesindaco di Mombello di Torino, presidente dell’associazione CioCheVale e agente del cambiamento di Italia che Cambia, al fine di scoprire metodi virtuosi e innovativi per ridurre gli sprechi pubblici e al contempo generare benessere, sociale e ambientale.

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E se fosse possibile ridurre la spesa pubblica, aumentando in determinati casi il benessere della comunità, a livello sociale e ambientale?

 

Lo abbiamo chiesto ad Alberto Guggino, vicesindaco di Mombello di Torino e agente del cambiamento di Italia Che Cambia. Come già spiegato nella prima intervista, Alberto sostiene che “in un bilancio comunale non è importante pensare di aumentare le entrate, quanto a ridurre le spese”. E si possono ridurre eliminando gli sprechi, il più possibile. “Gli sprechi sono un danno per l’ambiente, un danno per il portafoglio e quindi un danno per le famiglie. E tolgono risorse ad attività che possono dare dei benefici”, progetti che, invece, possono portare del bene. Quindi, “stiamo lavorando per drenare risorse che arrivano da quei servizi – come dice la decrescita – che non portano beneficio effettivo e che quindi possono essere, in qualche modo, ridotti e tagliati”.

 

Ridurre gli sprechi significa generare operazioni in grado di migliorare il bilancio del comune, riducendo le tasse che pagano i cittadini e aumentando i servizi. Inoltre si migliora anche l’impatto ambientale.
“E’ in quest’ottica che stiamo portato avanti il nostro progetto sulla riduzione dei rifiuti, o meglio, del compostaggio famigliare”. L’amministrazione di Mombello sta portando avanti l’attività chiamata “Compostiamoci bene”, operazione che è in grado di eliminare completamente la raccolta del compost.

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“Abbiamo il consorzio della raccolta rifiuti, i cui costi incidono per quasi il 20% per quanto riguarda l’umido sulla bolletta complessiva”. Tramite questo progetto saremo in grado di eliminare completamente il compostaggio dell’umido, riuscendo a ridurre del 20 % circa il costo per il Comune della raccolta.

 

“Ciò permette – aggiunge Alberto – da una parte di abbassare il costo della bolletta ai cittadini, dall’altra parte eventualmente di recuperare risorse per poter fare altre attività”. Cosa significa togliere il compostaggio? Comporta l’eliminazione del passaggio dei furgonicini che raccolgono l’umido casa per casa, evitando l’utilizzo di veicoli inquinanti che circolano per poter raccogliere il compost.

 

Stiamo parlando di un paesino di 400 abitanti che ha 199 utenze, tra residenti e non. “Nel nostro paese non abbiamo un condominio. Quindi, fare un compostaggio casalingo è decisamente facile”. Il vantaggio di tale pratica è che così i singoli utenti possono direttamente utilizzare questo compost per fertilizzare il proprio orto.

 

“Da una parte non abbiamo la lavorazione necessaria nei centri di raccolta e quindi il costo del trasferimento e il trasporto di questi materiali, dall’altra parte diventa un vantaggio per i nostri orti”.

 

Si generano così vantaggi economici per le bollette dei cittadini, vantaggi per il bilancio del comune, e vantaggi ambientali per la riduzione dell’impatto ambientale per il riutilizzo del compost. “Teniamo conto che la letteratura ci dice che un chilogrammo di compost equivale a dieci chilogrammi di letame, come fertilizzante”. Quindi lavorare sul progetto “Compostiamoci bene” permetterà di migliorare il bilancio del comune di Mombello.

 

Altra cosa da denotare è che nel Comune di Mombello c’è una certa percentuale di insolventi, cioè persone che devono pagare la tassa rifiuti ma non lo fanno. Siamo difronte ad una crisi che aumenterà sempre di più la difficoltà delle persone a pagare le tasse, “ed in prospettiva la situazione potrebbe peggiorare. La percentuale di insoluti, e cioè persone che non pagano (anche se stiamo lavorando per recuperare i crediti non riscossi), è destinata ad aumentare”. Così, il ragionamento è stato il seguente: “se noi diminuiamo il costo di questa tassa per la comunità, andiamo a migliorare il rischio di insolvenze, dato che si riduce l’importo”.

E quindi questo è un beneficio per le tasche future del comune, “perché si sa che se qualcuno non paga, qualcun altro dovrà pagare”. A lungo andare, questo ha influenza sulla comunità. Così oltre a tutti i vantaggi precedentemente esposti, ci si ritrova ad avere meno esposizione a debiti che diventano inesegibili.

 

Spesso fare un bilancio è considerato solamente un adempimento obbligatorio per legge. “Cosa vera, ma questo è limitativo. Perché il bilancio è uno strumento decisamente importante per amministrare e governare un comune”.

 

Alberto è preciso, determinato e calmo nelle sue argomentazioni. E’ un piacere seguirlo. “Un bilancio fatto bene da la direzione da seguire, dice quali sono i progetti da fare, come essi vengono realizzati”. Crede fortemente nelle potenzialità del bilancio come strumento strategico fondamentale, e non come adempimento di legge obbligatorio. “E’ uno strumento necessario per orientarsi e per guidare la navigazione dell’amministrazione di un paese, proprio come una carta nautica”.

 

E ribadisce l’importanza di questo concetto “perché noi solitamente consideriamo la burocrazia come uno strumento che è una zavorra ma in certi casi, se gestita opportunamente, diventa una carta nautica”. Un buon bilancio, che richiede preparazione e competenze delle persone che devono redigerlo, “richiede una linea politica ma soprattutto una capacità manageriale e gestionale”. Può così divenire uno strumento in grado di realizzare il bene dei cittadini. “Se pianifico bene, attraverso il bilancio, quella che sarà la mia attività amministrativa, ecco che a disposizione ho uno strumento efficace per la gestione della cosa pubblica”.

 

Un altro aspetto importante che non viene mai considerato è che “nello Stato Patrimoniale noi non consideriamo mai l’ambiente. Un immobilizzo che viene consumato in questi anni, al quale nessuno tiene conto e che viene costantemente logorato, è proprio l’ambiente”.

 

I nostri bilanci devono considerare che di fronte ad una qualsiasi realizzazione è necessario considerare l’impatto ambientale che essa può avere. “E’ un qualcosa che andiamo ad erodere nel tempo e che toglieremo alle generazioni future”. Un buon Comune deve considerare questo aspetto, “quanto è pesante la mia impronta ambientale. “Questo è il limite attuale dei nostri bilanci, che tengono conto soltanto di aspetti economici e dimenticano il grande valore della parola Ecologia e della parola Economia: un equilibrio molto più ampio, che non è soltanto legato alle carte di un Comune, ma è legato all’ambiente che ci circonda”.

 

Articolo tratto da Piemonte che Cambia 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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