Come trasformare il conflitto con creatività

La creatività è un ingrediente fondamentale del cambiamento e della gestione del conflitto. Questo il tema al centro di quattro seminari che si terranno a Milano nei mesi di ottobre e novembre.

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Cosa hanno in comune la creatività ed il conflitto? Cosa vuol dire gestire e trasformare il conflitto in modo creativo? Ne abbiamo parlato con Simona Pavesi che nei mesi di ottobre e novembre condurrà quattro seminari sul tema.
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“Creatività e conflitto”. Questo il filo conduttore dei quattro seminari che si terranno dal mese di ottobre. Qual è il legame tra creatività e conflitto?
Creatività, nonviolenza attiva e gestione del conflitto sono il file rouge dei 4 seminari. In questi ultimi dieci anni ho affiancato alla mia professione creativa la continua ricerca di come gestire il conflitto per arrivare ad una risposta nonviolenta, e mi sono accorta di quanto questi due miei interessi “creatività e conflitto” hanno in comune.

 

Per gestire al meglio un conflitto e arrivare alla “win win solution” dobbiamo costruire uno spazio tra stimolo e risposta che ci permette di trovare una soluzione diversa dall’automatismo.

 

Questo spazio del conflitto ha delle caratteristiche identiche alla progettazione creativa; nel momento in cui inizio un progetto non ho idea di cosa sarà il prodotto finale (l’equivalente della soluzione nel conflitto) ma entro in uno spazio fluido di ricerca in cui sospendo il giudizio.

 

Non cercare la soluzione e non cercare di chi è la colpa (giudizio) sono i primi due passi per la gestione del conflitto. Riprendo una citazione di Einstein “Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”. La creatività è un ingrediente fondamentale per la gestione del conflitto.

 

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Puoi dirci brevemente di cosa tratteranno i seminari in programma? 
Questi i titoli e gli argomenti dei 4 seminari esperienziali:
“Le relazioni interpersonali e la scelta amorosa” (1 ottobre)
“Avere cura delle proprie emozioni” (15 ottobre)
“La trasformazione creativa del conflitto” (5 novembre)
“La creatività come ingrediente al cambiamento” (26 novembre)

 

Tutti i seminari si terranno la Domenica dalle 14:00 alle 19:00, in viale Tunisia 13 a Milano.

 

Partiamo dalle relazioni interpersonali, proprio perché noi “non possiamo conoscere l’altro” ma la relazione che abbiamo con l’altro. “Le relazioni interpersonali e la scelta amorosa” è il primo seminario in cui vedremo come tutte le relazioni, interpersonali e di coppia, sono un’occasione di crescita e cercheremo di scoprire le opportunità dello stare insieme.

 

Questi i temi del seminario:
- Le relazioni e gli stereotipi 
- Come ci relazioniamo con le altre persone? E in amore? 
- Le persone di cui ti innamori sono tutte uguali? 
- Perché quello che all’inizio di una relazione di coppia è armonia poi sembra diventare un caos?

 

Il secondo seminario esperienziale avrà come tema la cura delle emozioni. Avere cura delle proprie emozioni e saper riconoscere cosa vive in me è la base per costruire relazioni positive con gli altri e per gestire i conflitti quotidiani.

 

L’emozione della rabbia spegne la comunicazione nella relazione. Il conflitto è l’occasione per cambiare la situazione non l’altro o l’altra.

 

Questi i temi del seminario?
- Cosa vive in te adesso? 
- La relazione mente-corpo
- Il conflitto coincide con l’emozione?
- Strumenti per prendere le distanze dal sovraccarico emotivo

 

Il terzo seminario entra nel vivo sul tema del conflitto. “La trasformazione creativa del conflitto” attraverso l’uso di strumenti pratici per imparare a costruire uno spazio di risposta che ci permette di scegliere una nuova strada. Scegliamo di dare una risposta diversa dal nostro automatismo che non sia solo una scarica catartica ma che ci lasci una sensazione che qualcosa sia migliorato in noi.

 

Questi i temi del seminario:
- Meglio cercare il colpevole o capire quale è il problema?
- L’iceberg del conflitto
- Il metodo dell’equivalenza di Pat Patfoort
- Comunicazione assertiva

 

In chiusura “Creatività come ingrediente al cambiamento” è il seminario che ci permetterà di allenare il pensiero laterale. “Quando si richiede una soluzione veramente diversa e innovativa si deve stravolgere il ragionamento, partire dal punto più lontano possibile, ribaltare i dati, mescolare le ipotesi, negare certe sicurezze e addirittura affidarsi ad associazioni di idee del tutto casuali. Si deve perciò abbandonare il pensiero verticale, cioè quello basato sulle deduzioni logiche, per entrare nella lateralità del pensiero creativo” (Edward De Bono).

 

Questi i temi del seminario:
- pensiero laterale
- scoprire nuovi punti di vista
- esercizi pratici
- Il presente-futuro, l’immagine trainante che mi da direzione nel futuro

 

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È possibile partecipare ai singoli seminari o è necessario seguire l’intero percorso?
I seminari sono aperti a tutti ed è possibile partecipare anche a un singolo seminario… anche se frequentare l’intero percorso permette di sperimentare ed esplorare maggiormente nuovi comportamenti che piano piano tentano di sostituirsi ai vecchi automatismi.

 

Qual è la finalità di questi seminari? Cosa “porteranno a casa” a casa i partecipanti?
Tutti i seminari sono strutturati come tanti piccoli laboratori esperienziali che prevedono esercizi fisici, di scrittura e di riflessione, oltre che interscambi, con l’intenzione di far arrivare i contenuti di ogni incontro attraverso l’agire, il sentire e il pensare. Il gruppo sarà condotto con l’arte della maieutica, affinché ognuno trovi lo spunto necessario per attivare la propria ricerca e la propria sostenibilità. Nuovi strumenti, attivazioni, aree nuove da esplorare, sostenibilità, sono le parole chiave che ognuno potrà portare a casa dai seminari.

 

Cosa significa “lavorare sul conflitto” e perché il conflitto può rappresentare un’opportunità?
L’area del conflitto è il problema tra due o più persone, ma spesso il focus si sposta alla persona “identificando il problema con la persona stessa”. In una tipica situazione di escalation già dopo pochi scambi di parola il soggetto non è più “mare o montagna” ma “sei come tuo padre o sei come tua madre”.

 

Il conflitto è un’opportunità per cambiare una situazione, non l’altro o l’altra. Lavorare sul conflitto significa lavorare sulla giusta distanza e attivare in ognuno di noi le risorse necessarie per far fronte a quel limite. Il conflitto non è più “io vinco e tu perdi” ma una possibilità in cui tutti possono arrivare a una terza soluzione che spesso è ancora di più di quello che io avrei voluto, la “win win solution”.

 

Cosa intendi per creatività? In che modo questa può intervenire nei conflitti e contribuire al cambiamento?
La win win solution potrebbe essere la formula 1+1=3, cioè la terza soluzione. Questo è un nuovo modo di vedere il conflitto, diverso da quello che abbiamo sempre pensato in cui c’è sempre qualcuno che perde. La creatività ci aiuta a fare qualche cosa di diverso da quello che facciamo abitualmente, ed è per questo che all’inizio di ogni mio seminario suggerisco di cambiare ogni giorno una piccola abitudine nella nostra quotidianità. E’ un gioco, un esperimento, una sfida, provare a cambiare una piccola abitudine (la colazione, strada, l’armadietto della palestra…) per incominciare a scardinare i piccoli automatismi.

 

Per iscrizioni e informazioni:
Simona Pavesi 335 7796960
https://www.simonapavesi.it/

 

E’ richiesto un contributo di 40 euro per ogni seminario, o 35 euro (per entrambi) per chi porterà una persona che non ha mai partecipato alle mie attività.
130 euro chi farà tutto il percorso dei 4 seminari.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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