Dal Casentino alla Toscana che Cambia!

È arrivato il momento di fare il “salto”, di imbarcarci in una nuova avventura, di allargare i confini e avviare un nuovo sogno. Dall'esperienza del Casentino, laboratorio di sperimentazione del primo portale territoriale di Italia che Cambia, è nata l'idea dei portali regionali. Il primo è nato in Piemonte, facciamo che il secondo sia “Toscana che Cambia”?

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La scorsa settimana tutto il gruppo di Italia che Cambia si è ritrovato ad Alto in Piemonte, ci siamo fermati per ascoltare, riflettere, rinnovare, ripartire, crescere. Una settimana intensa di confronto, progettazione, costruzione, dalla quale siamo usciti con una nuova consapevolezza di visione e di azione.

Alto (Piemonte)

Alto (Piemonte)

Ogni giorno parliamo di cambiamento, lo raccontiamo, lo mappiamo, lo facilitiamo, è un compito arduo che non può fare a meno di un lavoro su se stessi da una parte e di un lavoro sul gruppo dall’altra. Italia che Cambia è un progetto collettivo, di tutti noi in senso più ampio e di un gruppo di professionisti che hanno deciso di dedicarsi al racconto, mappatura e messa in rete di quel pezzo di paese che di fronte a un problema si attiva per cambiare concretamente le cose senza delegare o aspettare che qualcuno lo faccia al suo posto. Un gruppo di professionisti sparso lungo lo stivale che necessita forse più di altri, proprio per la sua dislocazione geografica e per il tema di cui si occupa, di momenti di pausa e confronto dal vivo.

 

Italia che Cambia vuole offrire strumenti di facilitazione dei processi di trasformazione positiva in atto nel Paese con l’obiettivo di far emergere le potenzialità di coloro che “vogliono cambiare” fornendo l’esempio, il know how e il supporto della rete di progetti già in atto. Il nostro obiettivo è duplice: da un lato far emergere l’Italia che è già cambiata e dall’altro contribuire alla costruzione di un nuovo paradigma culturale, un nuovo modo di vivere e agire, che metta al centro la demercificazione della realtà, le relazioni umane, la facilitazione, i processi non giudicanti, la sostenibilità umana, ambientale, economica e sociale…

 

In questo processo si è inserito, accanto al giornale, alla mappa, alle storie nazionali, il progetto dei portali territoriali. Per una positiva concomitanza di eventi, nel 2015 il Casentino è stato il territorio-laboratorio di questo esperimento. Un focus nel territorio, per entrare nel dettaglio di quello che sarebbe difficile incontrare e raccontare altrimenti, per facilitare l’incontro perché il cambiamento non si fa “on line” ma attraverso il confronto e lo scambio, per facilitare il circolo virtuoso che porta alla realizzazione dei progetti, dei sogni.

 

Il Casentino ha insegnato tanto, limiti e potenzialità, ha dato la possibilità di testare un’idea, di conoscerla nel concreto, creando la possibilità di migliorare, di sviluppare nuovi strumenti di azione. Il frutto di questo lavoro, a livello nazionale, ha permesso la messa a punto di un modello che ha portato alla progettazione dei portali regionali. Il primo, Piemonte che Cambia, è stato inaugurato a febbraio di questo anno.

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Adesso pensiamo che sia arrivato il momento di fare un salto di qualità per il Casentino e di provare a lanciare Toscana che Cambia. Di questo abbiamo discusso insieme ad Alto condividendo che è “il tempo è maturo” e le grandi opportunità che questa evoluzione può portare al Casentino. Il Casentino rimarrà un “territorio in evidenza” all’interno del portale, le sue realtà, le storie e gli articoli dedicati avranno così la possibilità di raggiungere un bacino di utenti più ampio, portando le nostre eccellenze, eventi e progetti alla ribalta.

 

Che cosa cambia da oggi? Da questa settimana cambierà la programmazione editoriale. Per poterci concentrare su tutto ciò che serve ad avviare questo nuovo progetto, pubblicheremo due articoli a settimana di approfondimento. Inizierà la revisione delle schede delle realtà ufficialmente mappate e proseguirà l’inserimento delle nuove realtà già avviato a luglio. Continueremo ad incontrarci e a mettere in rete idee e progetti. Per questo vi invitiamo a contattarci.

 

Presto vi racconteremo i prossimi passi di questo nuovo viaggio dal Casentino alla Toscana che Cambia!

 

Questa condivisione si chiude con un grazie speciale a chi ha permesso di piantare il primo seme, alla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, a Sandra e Silvana, che portando avanti il prezioso lavoro intrapreso dai loro genitori, hanno permesso a Casentino che Cambia di crescere e fiorire.

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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