Il nostro cervello. Istruzioni d’uso per il cambiamento!

Come funziona la mente umana e in che modo la conoscenza dei suoi meccanismi può favorire i cambiamenti che desideriamo attuare nella nostra vita? Ne abbiamo parlato con Chiara Micalizzi, counselor relazionale, che condurrà il workshop “Il nostro cervello. Istruzioni d'uso per il cambiamento”.

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Cambiare non è sempre facile anche perché il nostro cervello tende a riproporre in modo automatico le medesime azioni. Eppure, comprendere come funziona la mente umana permette di trovare nuovi pensieri, azioni e abitudini da utilizzare nella quotidianità per raggiungere il cambiamento desiderato nel lavoro, in famiglia, con gli amici o negli affetti. Ne abbiamo parlato con Chiara Micalizzi, counselor relazionale, che condurrà il workshop “Il nostro cervello. Istruzioni d’uso per il cambiamento”, in programma il 18 novembre a Milano.

Spesso avvertiamo il desiderio di cambiare alcuni aspetti della nostra vita, per stare meglio con noi stessi e con gli altri. Eppure non è sempre facile cambiare. Quali sono i principali fattori – ambientali e interiori – che ostacolano i cambiamenti?
È usuale per noi reiterare pensieri, comportamenti e reazioni già consolidati nella nostra storia personale. Questa è la ragione per cui cambiare un’abitudine ci costa fatica; siamo portati a pensare che sia una questione di pigrizia, ma in realtà è il nostro cervello che sta funzionando correttamente. Predisposto per renderci la vita più facile, il cervello infatti ci ripropone, sempre più automaticamente e con il minor dispendio di energie possibile, schemi di azioni nati dalla nostra esperienza passata. Se pensiamo all’evoluzione umana, queste caratteristiche ci hanno aiutato alla sopravvivenza ed hanno svolto utili funzioni vitali, ma oggi possiamo riconoscere gli automatismi che mettiamo in campo, comprendere quali ci è utile mantenere e abbandonare quelli che non ci servono più.

 

Che ruolo ha in questo il nostro cervello?
La mente recepisce sulla base delle esperienze passate piuttosto che aprirsi facilmente all’idea di qualcosa di diverso. Vediamo quello che ci aspettiamo di vedere e non necessariamente ciò che c’è davvero.

 

Cosa vuol dire: “Il nostro cervello tende a riproporre in modo automatico le medesime azioni”? Pensando alla vita quotidiana, puoi farci qualche esempio concreto?
Immaginate la struttura del nostro cervello come un sistema di strade statali: è facile andare da una città all’altra per strade molto trafficate, ma le località intermedie che lambiscono la rete autostradale, sebbene siano lì, nella maggior parte dei casi vengono superate sfrecciando. Ogni giorno quindi ci troviamo di fronte a segni, suoni o profumi che non riusciamo a sentire solo perché non ci siamo abituati, perché non fanno parte della nostra esperienza. Oppure, nel tentativo di ricondurli a qualcosa che già conosciamo, li cataloghiamo immediatamente insieme ad altri noti, senza darci l’opportunità di scorgere le differenze.

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Esiste un modo per uscire da questi automatismi?
La buona notizia è che una volta consapevoli, attraverso l’esperienza, che può esistere qualcosa di diverso ci sarà più facile poter percepire ciò che di nuovo ci scorre davanti. Il nostro cervello è infatti in grado di costruire nuove strade da solcare, abbracciando novità e cambiamenti.

 

Perché è importante conoscere il funzionamento della mente umana?
Comprendere come funziona la nostra mente significa utilizzare al meglio gli strumenti che possediamo. Ad esempio: il nostro pensiero è un processo in cui immagini, visive e non, frutto della nostra esperienza, vengono dispiegate e ordinate in un certo modo. Ci possono essere due tipi di immagini: quelle di “un passato che è stato” e quelle del “ricordo di un futuro possibile”. Se ne sono consapevole, posso comprendere come sono influenzato dal mio passato e che ho la possibilità di scrivere il mio futuro prefigurandolo.

 

Ci sono stati negli ultimi anni passi avanti importanti nelle neuroscienze (in particolare in relazione al cambiamento) che vuoi segnalarci?
Ogni nuova scoperta neuro-scientifica fatta in un laboratorio è un potenziale strumento in più da utilizzare per migliorare la nostra vita quotidiana o le sue applicazioni in diversi campi (ad esempio quello pedagogico o quello medico); ma non solo. In relazione al cambiamento, credo che ciò che hanno evidenziato negli ultimi anni diverse ricerche sia rivoluzionario! Abbiamo ereditato dal passato l’errata convinzione che lo sviluppo del nostro cervello termini definitivamente con la fine dell’adolescenza. Intelligenza, attitudine, capacità, carattere e personalità quindi si ritenevano formati e compiuti dopo i primi 18-20 anni. Ed invece recenti ricerche affermano esattamente il contrario: il nostro cervello è plastico ed è in grado di cambiare e di evolvere continuamente fino alla fine della nostra vita. I neuroni ad esempio possono modificare di continuo le loro interconnessioni lungo tutto il corso della vita, e lo fanno molto più spesso e molto più rapidamente di quanto abbiamo immaginato sino a poco tempo fa.
Dunque il nostro cervello è preparato al cambiamento, ed è pronto ad adattarsi alle esperienze e alle diverse esigenze della nostra vita, a qualsiasi età: sta a noi nutrirlo con nuovi stimoli.

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In cosa consiste e quali sono gli obiettivi di questo workshop?
Questo workshop propone quindi nuovi stimoli e nuove esperienze: partendo da alcuni meccanismi del nostro cervello, attraverso la loro sperimentazione in prima persona, sarà possibile vederli in azione e comprendere come è possibile utilizzarsi al meglio, passando da un comportamento prettamente reattivo ad una risposta proattiva nei confronti di ciò che incontriamo ogni giorno.

 

A chi si rivolge?
Si rivolge a tutti coloro che vogliono migliorare la propria vita partendo da se stessi, continuando ad imparare e ponendosi nuovi traguardi da raggiungere.

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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