Vivere senza supermercato: così ho guadagnato tempo, salute e soldi

Ex consumista perfetta, ex insoddisfatta cronica, ex fumatrice, ex dipendente a tempo indeterminato. Ad un certo punto Elena Tioli ha detto basta e ha cambiato la sua vita, a partire dalla spesa. Dal 2015 non entra in un supermercato, ha acquisito una nuova consapevolezza legata ai consumi e ha guadagnato in salute, tempo e relazioni.

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Elena Tioli non entra in un supermercato da quasi 3 anni. Èpassata da normale consumatrice al consumo critico e consapevole. Le chiediamo quale percorso l’ha portata a questo drastico cambiamento. Lei ci spiega che in un periodo buio della propria vita, disoccupata da pochi mesi e il mutuo da pagare, si rese conto che senza lavoro non era in grado di avere alcun controllo sulla propria vita. Capì che non potendo modificare l’esterno doveva lavorare su di sé. Smise di fumare. “Ho speso soldi per anni per avvelenarmi. Ho lavorato ore e ore per potermi permettere di avvelenarmi. Come è possibile…”.

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Così la presa di coscienza del tempo investito nel lavoro per poter acquistare prodotti le ha fatto maturare la capacità di scelta sugli acquisti, dal cibo ai detersivi. Si era resa conto di aver sprecato tempo e denaro finanziando una economia dello sfruttamento di persone, comunità e dell’ambiente.

 

Proprio la grande distribuzione con i suoi piccoli e grandi supermercati alimenta e sostiene le economie dello spreco, inquinanti e predatorie delle risorse ambientali, immettendo sul mercato prodotti scadenti, troppo trattati, eccessivamente zuccherati e industriali.

 

Ma, soprattutto, la grande distribuzione troppo spesso alimenta filiere basate sullo sfruttamento dei lavoratori e sull’assenza dei diritti: “Quegli stessi diritti che rivendicavo per me stessa quotidianamente, attraverso i miei acquisti, li negavo ad altri lavoratori” ci racconta Elena che, a un certo punto della sua vita, proprio per non essere più complice di quel sistema, ha detto basta.

 

Attraverso i GAS (gruppi di acquisto solidale), negozi leggeri (si vende merce sfusa, senza imballaggio) e i mercati contadini, ora Elena spende molto meno e ha nettamente migliorato la qualità delle cose che acquista. “A pensarci bene, la cosa migliore che mi è capitata è stato la disoccupazione. In un momento di profonda crisi, non solo economica, ho preso in mano la mia vita, ho messo in discussione le mie abitudini e ho cercato di ripartire da me. Grazie a quel periodo nero sono cambiata radicalmente, sono cambiate le mie priorità e la mia idea di qualità della vita”.

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Domenica 15 Ottobre a Labico, cittadina dei Colli Prenestini, verrà presentato il libro di Elena Tioli: “Vivere senza Supermercato”. La presentazione è organizzata dai volontari del #nosprecoalimentare, in collaborazione con l’Associazione Labicocca di Labico. Il #nosprecoalimentare favorisce relazioni utili tra chi produce e le realtà in emergenza alimentare.

 

Il #nosprecoalimentare recupera l’invenduto dal mercato contadino di Zagarolo e lo trasforma per poi destinarlo dove c’è bisogno, ad esempio, ai migranti del Baobab Experience. Inoltre, organizzando cene ed eventi solidali, i volontari raccolgono fondi per sostenere situazioni emergenziali, come ad esempio, le comunità colpite dal sisma del centro Italia.

 

Tramite la sperimentazione dei buoni “spesa sospesa”, distribuiti ai collaboratori del progetto, si favorisce un’economia circolare virtuosa che incentiva gli acquisti dagli stessi produttori del mercato contadino di Zagarolo.
Tra le varie iniziative, la presentazione del libro: Vivere Senza Supermercato, “Perchè il mercato siamo noi” conclude Elena.

 

Foto tratte dal sito Vivere senza supermercato

 

 

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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