Apre ufficialmente a Bologna la nuova scuola per gli adolescenti

Nella Giornata mondiale dello studente, apre ufficialmente a Bologna BEA, innovativo spazio educativo pensato per ridare speranza agli adolescenti che hanno abbandonato la scuola tradizionale e sono in cerca di nuove motivazioni. L'avvio del progetto è possibile grazie al successo della campagna di crowdfunding.

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Il 17 novembre inizia ufficialmente le sue attività BEA – Bologna Edu Action, alternativa alla scuola superiore tradizionale. BEA, questo il nome scelto per la nuova scuola, sarà uno spazio innovativo per i ragazzi che si sono trovati in difficoltà durante il loro percorso scolastico tradizionale e sono ora in cerca di nuove motivazioni. Attraverso metodologie poco frontali e molto esperienziali, BEA punta ad aiutare i ragazzi a scoprire le loro passioni e alla realizzazione personale oltre che professionale.

 

L’idea nasce dalla scuola sperimentale Artademia di Milano, nata per  ridare speranza e motivazione agli adolescenti che hanno abbandonato la scuola superiore e non lavorano.

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L’avvio del progetto – sostenuto da Italia che Cambia e portato avanti da un gruppo di persone che crede nel Cambiamento non solo in ambito educativo – è reso possibile anche dal successo della prima campagna di crowdfunding che permetterà di coprire alcuni dei costi iniziali.

 

“ll team di lavoro BEA – scrivono i promotori del progetto – si è dedicato nei mesi scorsi al progetto portando avanti l’obiettivo di proporre un’offerta educativa che metta proprio al centro i bisogni degli studenti. Dallo scorso inverno insieme a genitori, educatori, insegnanti e collaboratori abbiamo cominciato a lavorare alla costruzione di BEA. È stato molto difficile riuscire a conciliare gli impegni e le disponibilità di tutti, ma insieme siamo riusciti a creare un vero e proprio team di lavoro. A giugno ci siamo lanciati nella nostra prima campagna di crowdfunding riuscendo a raccogliere più di 7.000 euro che ci aiuteranno a sostenere alcuni dei costi iniziali del progetto”.

 

“Adesso – si legge ancora nella lettera – abbiamo una sede in via Vittorio Veneto 5, condividiamo gli spazi con l’Associazione Arti Eterne che, insieme ad Alessandra Zaini, ha creduto fin dall’inizio nel progetto. Ci siamo costituiti come associazione e nei prossimi mesi potremo partecipare a bandi e concorsi. Il nostro team docenti è cresciuto e ad oggi si avvale della collaborazione di: Giacomo per l’area Matematica e Fisica, Fabrizio per l’area Crescita e Relazione, Costanza e Fernando per l’area espressiva, Irene area letteraria e area storica, l’area linguistica con Inma e Sonia. La nostra proposta didattica esperienziale si rivolge sia agli adolescenti che hanno abbandonato la scuola e sia a coloro che consapevolmente scelgono di percorrere una strada diversa da quella tradizionale non sentendola adeguata alle proprie esigenze (qui il percorso educativo BEA: www.beabologna.it)”.

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“Dal 17 novembre – continua il team del progetto – BEA è aperta e funzionante. Le attività si articoleranno man mano in una programmazione sempre più regolare, la struttura riuscirà ad accogliere due giorni a settimana tutte le persone interessate a prendere informazioni e continueranno i colloqui conoscitivi con le famiglie per aumentare progressivamente il numero di iscritti.  Vogliamo dire grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato alla raccolta fondi permettendoci con il loro contributo di rendere reale il sogno di un’educazione alternativa possibile per le giovani generazioni.  Portiamo avanti il progetto consapevoli di quanto sia stato fondamentale il vostro aiuto e l’aiuto di coloro che ci sosterranno. Continuate ad aiutarci parlando del progetto e facendo tanto passaparola… è fondamentale!! Sappiamo che insieme possiamo farcela, perché il cambiamento è davvero possibile!”.

 

I riferimenti per prendere contatto con BEA:

 

Costanza Nadalini
Responsabile Didattica
cell. 348 8837206
Mail: bolognaeduaction@gmail.com
Pagina facebook: www.facebook.com/BEABolognaEduAction

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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