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28 Nov 2017

Maestra Natura: educazione parentale nella campagna toscana

Scritto da: Giorgio Avanzo

Educare al rispetto della natura proponendo un percorso di educazione parentale articolato in attività naturalistiche, didattiche, artistiche e manuali in linea con i tempi e la personalità del bambino. È quanto si propone l’associazione “Maestra Natura”, realtà sorta da circa dieci anni nella campagna toscana nei pressi di Siena.

La natura è probabilmente la più grande maestra, da essa impariamo continuamente, in maniera consapevole o meno. Sono insegnamenti bilanciati. La natura si esplora col corpo, con la mente, con le emozioni, diventa una comprensione profonda di ciò che è reale.

 

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Ho avuto l’opportunità di parlare di questi temi con Marianna Sauro e Lara Fondelli dell’associazione “Maestra Natura”. In questa intervista ci raccontano di una realtà di educazione parentale che è sorta nella campagna toscana e della comunità cosmopolita che si è creata attorno per permettere ai bambini di crescere a contatto con la natura e il territorio.

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Potete presentarvi e dirci di cosa vi occupate?

M: Mi chiamo Marianna Sauro, grazie ai miei genitori, entrambi naturalisti, sono cresciuta a contatto con l’ambiente naturale. Mi sono diplomata all’Accademia d’arte ed ora unisco queste due passioni: qua in Toscana svolgo uno studio sui colori naturali (visitabile sulla pagina Facebook “Colori dalla Natura”), creo illustrazioni per bambini e propongo progetti artistici e teatrali. In questo modo sono venuta a contatto con l’associazione “Maestra Natura” con cui collaboro da 5 anni.

 

L: Sono Lara e vivo a Volterra, sono laureata in Scienze Naturali, grande appassionata di piante e animali. Questa passione mi ha anche portato a diventare guida ambientale escursionistica. Nell’associazione mi occupo principalmente dell’insegnamento delle materie scientifiche-naturalistiche per i bambini in età scolare.

 

Cos’è “Maestra Natura? È una scuola parentale, una scuola paritaria, un doposcuola o altro?

M: La nostra associazione si occupa di educazione parentale nel senso che i bambini che ci seguono assiduamente non frequentano la scuola pubblica. Facciamo però anche attività rivolte a bambini (ed adulti) esterni, come i laboratori pomeridiani del venerdì e diversi seminari e workshop. Al momento le attività principali sono rivolte a bambini dai 2 ai 6 anni ma seguiamo saltuariamente anche bambini più grandi i cui genitori hanno scelto di far educazione parentale loro stessi ma si appoggiano a noi come supporto.

 

Quanti insegnanti ci sono nella scuola?

L: Siamo principalmente io, Marianna e un’altra insegnante per inglese e musica. I genitori però sono coinvolti nell’insegnamento ai loro figli, ognuno porta le proprie competenze, c’è chi sa fare falegnameria, cucina, uncinetto, c’è un anche un “babbo alabastraio” che fa laboratori sull’arte di manipolare l’alabastro. I bambini vengono così a contatto anche con i mestieri e le tradizioni presenti sul territorio. Queste in particolare sono le attività che richiamano molti bambini.

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Quando e come è nato il progetto?

L: Nel 2005 era stato aperto un asilo per rispondere alle esigenze di una piccola comunità residente nella campagna toscana in borgo “Pignano”, a una quindicina di chilometri da Volterra. In questo luogo poche famiglie (cinque o sei) si occupavano della gestione di una grande tenuta composta di villa, agriturismo, bosco, uliveto e altro terreno. In seguito l’asilo per gli abitanti del borgo si è ampliato e, col mio arrivo nel 2007, si è voluto estendere il ciclo dell’insegnamento. In seguito l’associazione si è spostata in un podere nei pressi di Castel San Gimignano (Siena).

 

Quali sono le attività a contatto diretto con la natura che vengono svolte nella scuola e perché sono importanti per il bambino?

L: Secondo noi la natura è la maestra più importante. Le attività per i più piccoli spesso partono da passeggiate nelle quali si osservano piante e animali, si raccolgono oggetti e, in generale, si fa esperienza diretta della natura. Cerco sempre di comunicare le mie conoscenze.

 

 

Possono imparare molte cose utili per la vita in campagna, ad esempio quali frutti spontanei si possono mangiare o come distinguere le piante. Le passeggiate sono anche molto stimolanti dal punto di vista creativo, raccogliendo fiori, pigne, sassi, si possono creare composizioni e fare molti tipi di laboratori partendo dai materiali raccolti.

 

 

Osservare un animale (ragno, volpe, serpente ecc.), raccontare la sua vita nella campagna può essere anche uno spunto per introdurre la lezione partendo da uno stimolo interessante per il bambino. Quando insegno la matematica, ad esempio, invito i bambini ad esaminare le piante ed i fiori e ciò può rappresentare un’introduzione alla matematica e alle tabelline. Si possono osservare le formule fiorali e tutti i richiami geometrici che offre la natura; in molte famiglie di piante i petali sono in multipli di tre, o di quattro, ecc. Questo è un metodo divertente per studiare, ma soprattutto è concreto, è reale!

 

 

Nei pressi dell’associazione c’è anche una piccola fattoria con gli animali, a seconda della stagione abbiamo osservato alcuni parti della capre, fatto la mungitura, preparato il formaggio, catturato uno sciame di api ecc. In questo modo ogni cosa è fonte di entusiasmo e apprendimento, in campagna c’è sempre qualcosa che succede! Aggiungerei che la natura ti dà dei limiti fisici importanti per la comprensione della realtà che ci circonda, ogni evento è proprio di una stagione e ogni cosa ha il suo tempo.

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Come vengono scelte le attività?

L: Le stagioni e le ricorrenze ci guidano nella attività da scegliere a contatto con la natura, poi l’esperienza che proponiamo viene anche declinata a seconda del programma scolastico.

 

Nella scuola usate metodi Montessori e steineriani, cosa sono e perché li ritenete particolarmente importanti?

L: Per prima cosa direi che non siamo dogmatici. Ci definiamo “filo-montessoriani” e “filo-steineriani” e abbiamo combinato questi due approcci con risultati molto soddisfacenti. Del metodo Montessori abbiamo adottato i materiali e le “attività montessoriane” classiche che per i più piccoli educano al movimento fine, all’uso dello spazio, alla giusta misura e alla sensibilità. In questo modo si lavora col corpo e con i sensi, attraverso un approccio intuitivo del bambino.

 

Per i più grandi si utilizzano altri tipi di materiali per tutte le materie, sia per i bambini delle scuole elementari che per quelli delle medie. Secondo la nostra esperienza i materiali montessoriani sono così efficaci perché sono concreti, sono oggetti con i quali i bambini fanno esperienza diretta delle cose, con i loro sensi. Noi riteniamo questo tipo di esperienza fondamentale.

 

L’approccio steineriano invece ci ha insegnato le “epoche”. Sono dei periodi di una certa durata dove si insegna solo una materia, per esempio per circa un mese si può studiare solo la matematica, piuttosto che la storia o la geografia.Potete immaginare come possa essere duro fare matematica per un mese solo con lezioni teoriche e frontali. Ecco dunque che con questo metodo è necessario variare lo stile di insegnamento, cambiare le attività, passare da esperienze di movimento fisico e creatività a momenti di riflessione e teoria.

 

Possiamo vedere questo processo di apprendimento come il naturale movimento del respiro: da una fase di contrazione (studio e riflessione), si passa alla fase di espansione (movimento e creazione), in maniera ciclica, seguendo i ritmi della giornata. Sta al bravo insegnante rendere l’insegnamento stimolante. Si può imparare anche durante la fase “espansiva”, per esempio attività di maglia, cucito e telaio fanno lavorare l’area logico-matematica del cervello come la matematica teorica. Queste attività possono essere complementari al lavoro svolto la mattina sui banchi, sono attività ricreative perché piacciono ai bambini, ma stanno effettivamente imparando la matematica attraverso il corpo!

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La natura come maestra è un concetto sviluppato già nel Settecento da J. J. Rousseau. Vi riconoscete nelle sue idee pedagogiche?

M: Diciamo che Rousseau è stato un precursore per quanto riguarda l’importanza dell’ambiente naturale nell’educazione. Le sue idee le condividiamo, però è rimasto alla teoria e non è passato alla pratica. Noi invece sperimentiamo la relazione del bambino con la natura e lo guidiamo in un percorso dove egli non è abbandonato ma passo dopo passo può scoprire l’ambiente che lo circonda. Il bambino nella natura si deve adattare e questo avviene spontaneamente, sotto la guida dell’educatore.

 

 

Conoscere la natura per esperienza diretta aiuta i bambini ad apprezzare il rispetto per l’ambiente?

L: Conoscere la natura aiuta sicuramente a rispettarla e ad essere più consapevoli di farne parte. Viene inoltre effettuato un lavoro particolare per sensibilizzare i bambini al rispetto della natura e ai temi ambientali. Ho notato che anche da parte di tutti i genitori dell’associazione c’è attenzione da questo punto di vista. Si cercano di utilizzare contenitori riutilizzabili per i pasti, di vetro e acciaio spesso, cerchiamo di educare al riuso e al riciclo dei materiali. Tornando al nostro metodo, crediamo che la consapevolezza dell’ambiente naturale, aiuterà il bambino nella sue scelte di vita. Egli avrà sicuramente un termine di paragone rispetto alla vita in città, dove spesso il consumo delle merci è eccessivo.

 

La natura inoltre ti insegna per esperienza diretta, sempre. Se ti avvicini troppo al gatto, lui ti graffia. Se ti arrampichi troppo in alto sull’albero rischi di cadere. Sono insegnamenti concreti che il bambino non scorderà mai. La natura stessa in molti modi ci insegna a rispettarla, altrimenti è peggio per noi!

 

Quali sono le critiche che muovete alla scuola pubblica e quali sono i suoi limiti?

L: Per me non tutte le scuole pubbliche sono uguali, ma sono sicuramente limitate rispetto ad una realtà come la nostra. Come già detto prima, in alcune manca una parte pratica, imparare anche attraverso il corpo e i sensi. La scuola pubblica è spesso teorica, stimola all’astrazione. Questo va bene da una parte, i programmi sono anche molto ricchi a livello intellettuale, ma c’è bisogno di un bilanciamento stimolando i sensi, le emozioni, l’intuizione.

 

A questo proposito Steiner dà un’immagine molto efficace di come sia l’uomo. Egli immagina una sorta di energia che si muove a forma di “otto”. Dalla testa ha origine come idea. Poi si sposta verso il cuore che valuta se l’idea appena sorta ci piaccia o meno. Si sposta successivamente nella pancia (il corpo) e quindi l’idea viene resa concreta dalle azioni. Questo processo procede poi a ritroso fornendo nuova energia e stimolo alle idee. In sostanza è quello che noi cerchiamo di promuovere tramite il nostro insegnamento.

 

Non ci piace nemmeno il voto come è inteso nelle scuole classiche. Per garantire l’apprendimento crediamo sia più efficace creare un buon ambiente dove il bambino abbia voglia di imparare, piuttosto che la competizione e la pressione per un risultato. Nelle scuole pubbliche ci sono infine poche uscite all’esterno dell’ambiente scolastico.

 

Questi problemi non derivano di solito da una mancanza da parte degli insegnanti. Ci sono infatti vari aspetti burocratici fatti di programmi, permessi, assicurazioni, politiche ecc. che limitano le possibilità dell’educatore, considerando anche la difficoltà di gestire classi molto numerose. Effettivamente le circostanze possono essere complicate.

 

 
In una società che sta cambiando molto velocemente come dovrà adattarsi la scuola per preparare i nuovi cittadini del mondo?

L: Io credo che l’importante sarà farli rimanere a contatto con ciò che è reale perché alla fine l’uomo è sempre lo stesso, è felice o triste sempre per le stesse ragioni. Avere radici in quello che è reale, nella natura, sarà molto importante. Imparare ad ascoltare e ascoltarsi, imparare la fiducia e il rispetto. In questo modo i nostri figli saranno pronti eventualmente ai cambiamenti che ci saranno.

 

M: Aggiungo che le scuole dei paesi limitrofi stanno scomparendo in favore dei grandi plessi cittadini e questo è un peccato. Classi con pochi studenti, legate al territorio possono avere sicuramente dei vantaggi per un’educazione equilibrata.

 

Per informazioni:
associazionemaestranatura@gmail.com