Canapamo, fare rete per il rilancio della canapa

Nata in Umbria nel 2016, l'associazione Canapamo intende ricucire insieme i vari elementi del panorama della canapa, creare rete tra produttori e utilizzatori e promuovere il ritorno di questa cultura in Umbria tramite una serie di attività.

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A gennaio 2017 è entrata in vigore la legge nazionale n. 242 “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” del dicembre 2016. La legge chiarisce la normativa che regola la coltivazione di canapa industriale certificata ed apre la possibilità di sviluppi molto interessanti e nuove opportunità. La legge è lontana dall’essere perfetta, ma contribuisce a semplificare le procedure ed è un primo passo nella direzione giusta.

 

È risaputo che la canapa è stata parte della cultura contadina italiana per secoli, e che il nostro paese era uno dei maggiori produttori mondiali. La reintroduzione della canapa oggi presenta una considerevole serie di vantaggi per agricoltura, ambiente e impresa, ma è ancora ostacolata da alcuni fattori che ne rallentano il ritorno nelle nostre terre. Tra questi critica è la mancanza di stabilimenti per la lavorazione, dei quali solo due esistono sul territorio, uno in Piemonte e uno in Puglia, rendendo antieconomica la coltivazione in regioni lontane da questi impianti. Allo stesso tempo la modesta produzione non incoraggia imprenditori ad aprire uno stabilimento in centro Italia, che potrebbe radicalmente cambiare la situazione, un tipico caso da ‘cane che si morde la coda’.

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Nonostante gli ostacoli molte piccole imprese stanno nascendo in questo ambito, da quelle che coltivano canapa a quelle che la utilizzano per vari scopi produttivi. Al festival Futurando 2017  un’intera sezione espositiva e una serie di conferenze sono state dedicate alla canapa. Dell’organizzazione e coordinamento di questa sezione si è occupata l’Associazione Canapamo, nata in Umbria nel 2016 con lo scopo di ricucire insieme i vari elementi del panorama della canapa, creare rete tra produttori e utilizzatori e promuovere il ritorno della canapa in Umbria tramite una serie di attività.

 

Nella sua breve storia Canapamo è riuscita ad organizzare una notevole serie di iniziative di sensibilizzazione, divulgazione e networking, sia rivolte ai cittadini che alle scuole e alle istituzioni pubbliche. Ad uno dei primi incontri pubblici, svoltosi a maggio a S. Maria degli Angeli (Assisi), un numeroso pubblico ha assistito ad interventi e presentazioni che spaziavano dalle tecniche e problematiche della coltivazione ad esempi di utilizzi pratici: dalla produzione di carta e tessuti a quella di materiali per la bioedilizia e per uso alimentare.

 

L’associazione sostiene una proposta legislativa a carattere regionale che, sulla scia della nuova legge nazionale, proponga anche in Umbria interventi di sostegno e promozione della coltivazione della canapa, che perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica ed ambientale di una filiera produttiva completa.

 

L’interesse è alto, come hanno dimostrato gli interventi a Futurando, che includevano rappresentanti dei vari ambiti interessati: dal Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali a varie università e centri di ricerca, dalla Confederazione Italiana Agricoltori all’Associazione Italiana Architettura Bioecologica, oltre a molte piccole imprese, artigiani, architetti e amministratori locali.

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Canapamo offre anche attività divulgative pensate per le scuole, che vengono gestite in collaborazione con esperti del settore che svolgono laboratori pratici, informativi e divertenti adatti a diffondere la conoscenza tra i giovani; un esempio è il laboratorio per la produzione di carta artigianale di canapa a cura di Canapacruda di Melania Tozzi.

 

Intorno a Canapamo ruotano sempre più piccole nuove realtà interessanti; queste incoraggiano a pensare un futuro non lontano nel quale la canapa potrà offrire delle opportunità per l’imprenditoria e allo stesso tempo beneficiare l’ambiente. Una di queste piccole realtà che ben rappresenta il tipo di imprenditoria giovane e dinamica è quella di Le Canapaie che, con mezzi modesti e in tempi brevi, è riuscita a sviluppare un modello di piccola impresa ecologica, a coltivare la materia prima e produrre farina, olio, pasta e birra di canapa.

 

Nello statuto dell’associazione Canapamo si legge: “Lo Scopo dell’associazione è quello di mettere in contatto tutti quei cittadini/e, professionisti, coltivatori, istituzioni ed enti universitari che credono nel ritorno della Canapa sativa in tutti i suoi settori di utilizzo, per riscoprire usi legati a questa pianta che fanno parte della nostra cultura, promuovendo tavole rotonde ed eventi, cercando di creare una filiera che dia opportunità di lavoro, sviluppando una rete di sostegno e supporto alle iniziative di singoli o gruppi, mettendo alla base di tutto il legame tra essere umano e madre terra, per una tutela e difesa dell’ambiente, perché con la canapa si possono costruire case, produrre carta, alimentarsi, bonificare l’ambiente, vestirsi con fibre naturali, produrre bioplastica e tanto altro.
Vorremmo sensibilizzare, oltre ai cittadini, anche le istituzioni pubbliche, fornendo un supporto diretto alle iniziative che vorranno promuovere per dare impulso a questo settore.”

 

Chi fosse interessato alle attività, ad entrare in contatto con imprenditori del settore, o volesse associarsi può contattare Canapamo direttamente tramite la loro pagina facebook.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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