Dopo il terremoto la comunità rinasce in una Villamagica

Grazie all'aiuto volontario e alle donazioni delle persone che da tutta Italia si sono attivate per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto che lo scorso anno ha devastato il centro Italia, è nata nel comune di Sellano, in provincia di Perugia, la ludoteca Villamagica. Questo spazio di socializzazione per bambini e ragazzi è diventato nei mesi un punto di riferimento per tutta la comunità che qui si è ritrovata.

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Nella primavera 2016 abbiamo fondato l’associazione culturale LUMI, a Sellano in Valnerina, nel cuore verde dell’Umbria. L’intento iniziale era di organizzare eventi, mostre, conferenze, residenze e spettacoli al castello di Postignano, dove l’associazione ha sede. Queste attività erano pensate per attrarre in Valnerina turismo di qualità interessato alla natura, arte e cultura che contraddistinguono questa bellissima ma negletta parte dell’Umbria. In parallelo si intendeva offrire servizi che fossero di utilità per la popolazione del luogo, in particolare i giovani, per i quali poco esiste localmente; tra queste offerte in primo piano c’era l’idea di aprire una scuola di musica che si sarebbe anche integrata con gli eventi e concerti al castello.

 

Ad agosto eravamo pronti a partire con le prime attività autunnali, intese come “rodaggio” per quelle più ambiziose previste per la primavera e che avrebbero dovuto includere un festival musicale all’inizio dell’estate 2017. Il 26 agosto il primo di una serie di eventi sismici, culminati in quello disastroso del 30 ottobre, ci portò a rivedere i nostri piani.

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Due dei fondatori di Lumi che vivono nella zona cercavano uno spazio dove immagazzinare gli strumenti musicali dei loro studi, quelli che si sarebbe riusciti ad estrarre dalle case danneggiate con l’aiuto dei Vigili del Fuoco. Il 31 ottobre il Comune di Sellano ci offrì uno spazio, l’ex chiesa prefabbricata del villaggio di casette di legno (quelle del terremoto del ’97) a Villamagina, presso Sellano, dove si erano rifugiati i più di 500 sfollati della zona.

 

Appena visto lo spazio, ampio e accogliente oltre che sicuro, ci parve logico e ovvio farne un uso che andasse al di là del semplice magazzino e l’aprimmo immediatamente ai circa 80 bambini e ragazzi che si trovavano nel villaggio. Le scuole erano chiuse e i genitori comprensibilmente preoccupati e occupati a gestire una situazione difficile e caotica, soprattutto psicologicamente. Una serie di telefonate e una pagina Facebook diedero il via a una corsa di solidarietà che portò una gran quantità di giocattoli, libri e cibo che arrivarono al villaggio già nei primissimi giorni, oltre a donazioni in denaro provenienti da tutta Italia.

 

Cosa è accaduto fin qui
Dal 1 novembre 2016 al 1 agosto 2017 la Ludoteca Villamagica, che prende il nome dalla località (Villamagina) è rimasta aperta inizialmente tutti i giorni mattina e pomeriggio, poi, dopo la riapertura delle scuole, tutti i pomeriggi e i giovani, fino a 45 al giorno nel periodo dell’emergenza, ne hanno fatto un luogo d’incontro dove passare il loro tempo a giocare e socializzare. La scuola di musica è partita in modo spontaneo e improvvisato, con grande entusiasmo dei bambini. È stato formato un coro che ha cantato l’inno del paese durante la cerimonia di presentazione della qualifica di Sellano come uno dei “Borghi più belli d’Italia” che era stata programmata già da molto prima del terremoto.

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Per i primi mesi ogni domenica abbiamo organizzato concerti e spettacoli teatrali, offerti volontariamente da artisti provenienti da varie parti d’Italia, e ci sono stati laboratori di creazione di fumetti, corsi di chitarra, batteria e percussioni, un laboratorio di body percussion, una giornata di danze popolari, animazione dedicata al beneficio della risata, laboratori di falegnameria, creazione di libri fatti a mano e altro ancora.

 

Abbiamo invitato una psicologa esperta in post-trauma per fare una giornata di incontri individuali con i bambini e di gruppo con gli adulti, e una terapeuta specializzata in arte terapia per una sessione di distruzione creativa.

 

A luglio abbiamo organizzato i campi estivi, ai quali hanno partecipato circa 30 bambini e ragazzi, cinque giorni alla settimana per quattro settimane, con frequenti escursioni per conoscere la natura di queste valli, l’archeologia e l’arte. Ci sono state attività di ogni genere, e una settimana di arte terapia che si è conclusa con l’esposizione dei lavori prodotti dai bambini. Il Comune ci ha fornito il trasporto per le varie escursioni.

 

Ai campi hanno collaborato Marta Giampiccolo di Zafferano e dintorni, Alessandro Pastori della Fattoria Cagliofiore e il Tour dell’Arte Terapia  di Monica Grelli con Katia Trinchero ed Elisa Buscalferri, che hanno contribuito con eccellenti attività di ogni genere, e queste collaborazioni si sono rivelate un altro seme prezioso di condivisione.

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La situazione attuale e le prospettive

La ludoteca si è mantenuta per 9 mesi grazie alle generose donazioni ricevute e alla collaborazione volontaria di molti artisti e professionisti, ma è al momento chiusa per mancanza di fondi.

 

Il Comune di Sellano ci ha ora offerto in comodato d’uso una sede più adeguata, che ha bisogno di lavori di manutenzione dei quali il Comune ha promesso di farsi carico. Nel frattempo ci stiamo prodigando per reperire i fondi necessari a rendere il servizio permanente, assumere una persona che lo gestisca quotidianamente e coprire i costi: riscaldamento, materiali e cibo per i bambini. In parallelo abbiamo riavviato l’organizzazione di corsi e attività a Postignano, che partiranno dalla primavera, gli introiti generati da questi speriamo contribuiranno a coprire i costi della ludoteca.

 

 
La ludoteca Villamagica è divenuta un punto di riferimento riconosciuto da tutti, dove i bambini si sentono sicuri e coltivano i semi di una comunità in divenire, e in mancanza di un’offerta pubblica di questo genere la nostra associazione vuole colmare la lacuna e contribuire con esperienza, capacità ed entusiasmo.

 

È interessante notare che questa iniziativa, come altre del genere nelle zone terremotate, è stata resa possibile dalla cooperazione spontanea delle persone e si è svolta ai margini della legalità, in quanto nessuno di noi è qualificato per gestire una ludoteca e lavorare con minori, i locali che abbiamo utilizzato per mesi erano privi di riscaldamento, acqua e servizi igienici, quindi una grossa responsabilità ma la necessità in questo caso giustifica l’azzardo, e i risultati ne sono valsi la pena. Dispiace riconoscere che se si fossero seguite le procedure ufficiali per ottenere permessi e una regolamentazione dell’iniziativa non la si sarebbe potuta svolgere o i tempi di attuazione sarebbero stati lunghissimi.

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Prima del terremoto la maggioranza dei bambini e ragazzi dopo la scuola tornava alle loro case, sparse su di un territorio piuttosto vasto, e con poche possibilità e ragioni di incontrarsi; il trovarsi a passare così tanto tempo insieme fuori dal contesto strutturato della scuola ha dato risultati inaspettati, e dalla scuola ci hanno fatto sapere che alcuni bambini considerati problematici sono ora molto meglio inseriti nel gruppo mentre molti dei più grandi hanno preso l’abitudine di prendersi cura dei più piccoli. I bambini sono anche stati un tramite per raggiungere adulti che generalmente non partecipavano ad attività della comunità, quindi quest’occasione di incontro ‘fuori dai canoni’ è risultata in più aspetti positivi di quanti non ci si fosse immaginati. Un’esperienza da considerare e dalla quale apprendere.  

 

Visti i risultati di questi mesi passati insieme vogliamo mantenere questo servizio oltre l’emergenza, per farne una realtà culturale e propositiva capace di attirare e aiutare anche bambini provenienti da altre zone colpite dal sisma. I bambini ce lo chiedono e i genitori ci appoggiano.

 

Del terremoto avremmo fatto a meno, ma si è rivelato un’opportunità per creare qualcosa di positivo e durevole che possa andare oltre quello che ci eravamo prefissi inizialmente e che interessa un gran numero di persone sul territorio nel quale viviamo.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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