Nasce a Torino il primo decalogo italiano per l’accessibilità degli spazi e la fruibilità degli eventi for all

Le ex Officine Grandi Riparazioni di Torino sono il primo polo culturale italiano a dotarsi di linee guida che forniscono, a chi organizza un evento, a chi organizza un evento, indicazioni per consentire la piena partecipazione a persone con esigenze specifiche, persone in difficoltà, con disabilità o con esigenze specifiche: famiglie con bimbi, anziani e visitatori con animali, in modo autonomo, sicuro, comodo e piacevole, attraverso una diffusa e ampia accessibilità.

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Accessibilità, fruibilità, inclusione, diritti. OGR di Torino in collaborazione con Consulta per le Persone in Difficoltà, Istituto Italiano per il Turismo per Tutti e Fondazione Cassa di Risparmio di Torino hanno stilato un vademecum e un decalogo con una serie di linee guida per rendere la partecipazione ad eventi e l’accesso ai luoghi della cultura un’esperienza accogliente e piacevole per tutti.

 

Non solo barriere architettoniche ma anche culturali e sociali. L’inclusione è stata la parola chiave alla base della (ri)nascita delle ex Officine.
Una questione di diritti. La Convenzione O.N.U. sul diritto alle Persone con disabilità, Articolo 30, sancisce il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di eguaglianza con gli altri alla vita culturale, ricreativa e sportiva. Un diritto che l’articolo esplicita fattivamente nell’accessibilità architettonica ma anche nell’accesso a materiali culturali in formati accessibili ad eventi in forme accessibili.
La capacità inclusiva di un evento, la sua accessibilità e la fruibilità contemplano la possibilità di arrivare, accedere, fruire delle sue attività ma anche di viverlo e goderlo con soddisfazione, da parte di qualsiasi persona, senza limitazioni e con possibilità di essere spettatore o attore dell’evento.

Foto Filippo Alfero_Getty Images

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Ispirandosi a questo il vademecum individua nell’autonomia, che si realizza creando soluzioni che possano garantire a tutte le persone la possibilità di muoversi e utilizzare spazi, servizi e attrezzature in maniera, quanto più possibile, autonoma e indipendente, nell’autodeterminazione, attraverso una descrizione, chiara e precisa e affidabile delle condizioni e soluzioni di accessibilità e fruibilità che possa permette a qualsiasi persona la possibilità di valutare la rispondenza con le proprie esigenze e aspettative e scegliere, di conseguenza, i fondamentali per realizzare eventi inclusivi.

 

Un’attenzione particolare è data anche all’uso del linguaggio: “la cultura dell’inclusione si manifesta anche nell’uso di parole corrette e, possibilmente codificate”.

 

L’accoglienza è una parte complessa, fatta di aspetti statici (dati dalle strutture e dalla loro organizzazione) e dinamici (basati sulle persone). Secondo il vademecum “operare per un’accoglienza for all significa agire per migliorare progressivamente entrambi gli aspetti affinché tutti i partecipanti si sentano invitati e protagonisti”. L’attenzione va dalla formazione del personale preposto all’accoglienza, compresi espositori, fornitori e addetti al servizio ristoro, sui principi e le buone prassi dell’accoglienza inclusiva alla predisposizione degli ambienti e di servizi che facilitino l’accessibilità e la sicurezza a tutti.

 

Il decalogo dell’evento per tutti

 

1. Il rispetto e il soddisfacimento attento e partecipe delle differenti esigenze della pluralità delle persone. Il fruitore dell’evento deve essere considerato nella sua accezione più ampia e completa, a favore di un approccio inclusivo che sappia tenere conto delle differenti specifiche esigenze di tutte le persone: famiglie con bambini, persone molto anziane, persone con animali da compagnia etc. persone con difficoltà o con disabilità (fisiche, motorie, senso-percettive, comunicative, relazionali, intellettive, cognitive, psichiche), persone con disabilità complesse, persone con allergie e intolleranze, persone con bisogni dietetici etc.

 

2. Evento appagante, sostenibile e fruibile per qualsiasi persona. Occorre garantire a tutti, indipendentemente dalle particolari esigenze e difficoltà, la possibilità di realizzare, anche tramite specifici accorgimenti e servizi, esperienze piacevoli e appaganti, comprendendo anche la partecipazione attiva, qualora sia prevista nell’evento.

 

3. Le diverse declinazioni dell’accessibilità universale e inclusiva. La capacità inclusiva dell’evento si realizza in gran parte attraverso la contestuale ed equilibrata presenza di accoglienza e comunicazione attente alla pratica dell’inclusione, di accessibilità architettonica e percettiva, di accesso all’esperienza.

 

4. Accoglienza attenta e modulabile. Per raggiungere una piena fruibilità dell’evento sono fondamentali gli aspetti relazionali di accoglienza, di convivialità e di attenzione alle diverse esigenze, in riferimento sia ai servizi, sia alle attività di accompagnamento, di intrattenimento e a quelle di natura educativa. Di grande importanza è la disponibilità a modificare/modulare le proprie consolidate pratiche di ospitalità per accogliere specifiche e differenziate esigenze e aspettative.

 

5. Diffusione dell’accessibilità architettonica e percettiva. È necessario realizzare, un’accessibilità spaziale ampia, intesa come possibilità per tutti e per ciascuno di accedere, orientarsi, riconoscere, muoversi in autonomia e utilizzare, in modo paritario, inclusivo, non discriminante ed emarginante, gli spazi e i luoghi, in cui si svolgono le attività dell’evento. L’accessibilità strutturale deve essere conseguita ricorrendo sia a interventi progettuali, tecnologici e gestionali, sia a soluzioni di comunicatività ambientale.

 

6. Accesso alle attività e ai servizi. L’accesso all’esperienza si consegue dando la possibilità a tutti e a ciascuno di partecipare, godere e vivere al meglio l’evento proposto. E’ importante promuovere attività e percorsi basati su differenti modalità realizzative, che facciano ricorso alla multi-sensorialità, all’interattività, ad ausili e a supporti tecnologici, ivi compresa la tecnologia “smart”, integrati in modo equilibrato.

 

7. Informazione e comunicazione inclusive. Occorre ricorrere a strategie di comunicazione inclusive, efficaci ed esaustive, fondate sull’utilizzo di un linguaggio corretto e diversificato (parlato, scritto, segnato) e di strumenti di comunicazione appropriati, utili a prevenire ogni forma di discriminazione. Attraverso i diversi canali informativi anche gli elementi connessi all’accessibilità devono essere comunicati.

 

8. Autovalutazione della fruibilità dell’evento attraverso informazioni oggettive. L’informazione sull’accessibilità deve essere completa e precisa e deve fare riferimento a differenti esigenze, al fine di permettere a ognuno di conoscere e valutare in autonomia per poter operare scelte consapevoli.

 

9. Formazione degli operatori nei confronti dell’accoglienza inclusiva. L’assunzione di consapevolezza e il rafforzamento delle competenze costituiscono base indispensabile per attuare un’accoglienza inclusiva e per saper conoscere e mettere in campo indicazioni tecnico-operative ispirate al rispetto delle differenti specifiche esigenze, nella consapevolezza che adeguati facilitatori ambientali contribuiscono a ridurre le limitazioni e a favorire una piena partecipazione.

10. Promozione e diffusione dell’evento per tutti. Far conoscere l’evento concepito e realizzato per tutti è uno strumento per contribuire a ridurre e prevenire i fattori di esclusione, di rischio, di malessere ambientale, di disuguaglianza, di marginalizzazione nell’accesso e nella fruizione di un evento sostenibile, responsabile e accessibile per tutti.

 

 

Tratto da Piemonte che Cambia 

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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