Io faccio così #198 – Terreni pubblici ai giovani: a Roma si cambia con Coraggio!

Recuperare i terreni pubblici, riportare l’agricoltura in città e dare lavoro ai giovani. La storia della cooperativa agricola Coraggio dimostra che anche in una città complessa come Roma è possibile creare ed aprire alla cittadinanza piazze verdi dove si coltivano prodotti sani e dove i ragazzi possono trovare varie opportunità di impiego.

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Roma è una città particolare perché ha quasi metà della sua superficie a uso agricolo, malgrado la nostra abitudine a pensarla come la città del cemento, del traffico e dell’urbanizzazione incontrollata. La capitale è anche tutto questo ma basta guardarla dall’alto per rendersi conto che è innervata da grandissimi corridoi verdi che man mano si stringono arrivando fino al centro”.

 

Per cambiare le cose ci vuole coraggio: soprattutto nella fase iniziale, quando si ha un’idea innovativa, appunto coraggiosa. È la fase dove la maggior parte delle persone “ti prende per matto”, dunque è più difficile (ma necessario) dimostrarsi determinati per raggiungere l’obiettivo prefissato.

 

È quello che è avvenuto alla Cooperativa Agricola Coraggio, nata nel 2011 come società agricola in seno alla vertenza politica per l’accesso pubblico alle terre e costituitasi ufficialmente come cooperativa nel 2013 a Roma, con a cuore un tema: l’accesso alla terra come risposta al degrado ambientale, all’uso improprio delle risorse naturali e alla tutela di beni non riproducibili, così come una risposta alla disoccupazione dei giovani agricoltori che non hanno possibilità di acquistare la terra.

 

 

La storia della Cooperativa Agricola Coraggio nasce in contemporanea con l’avvio del cosiddetto coordinamento romano per l’accesso alla terra, che riuniva varie realtà attente al diritto all’accesso alla terra e in particolare ai terreni pubblici abbandonati e in disuso, in grande presenza a Roma e nel Lazio e più in generale in tutta Italia: “in quel periodo infatti sono stati intrapresi alcuni percorsi per l’affidamento delle terre pubbliche” ci spiega Giacomo Lepri, presidente della Cooperativa Agricola Coraggio.

 

“Il nostro obiettivo era da una parte quello di trovare un impiego ed un reddito per ragazzi formati nell’ambito delle attività agricole e connesse (quindi anche ristorazione, educazione, formazione, etc.), dall’altra creare in città degli spazi più vivibili, nella forma di piazze verdi, quindi parchi agricoli in grado di fornire derrate alimentari e al contempo offrire servizi di fruibilità, informazione e contatto con la dimensione agricola, e quindi con il paesaggio, con l’ambiente e con un’agricoltura sana e naturale”. Oggi la Cooperativa è formata da dodici soci e una serie di volontari che attraverso l’associazione “Coltiva il tuo futuro” collaborano a vario titolo.

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L’arrivo e il recupero di Borghetto San Carlo

 

Nel 2013, periodo della campagna elettorale nella Regione Lazio e nel Comune di Roma che, la neocostituita Cooperativa Agricola Coraggio organizza il presidio a Borghetto San Carlo, ventidue ettari su terreni pubblici e un casale storico in via Cassia 1450 a Roma, completamente abbandonata al tempo.

 

Borghetto San Carlo è infatti un’area di compensazione. Si tratta di aree verdi che erano state acquistate da grosse proprietà private, solitamente costruttori, e poi ritenute dalle amministrazioni di particolare pregio ambientale o agronomico e che quindi hanno cambiato destinazione d’uso: chi le aveva acquistate sperando di poter fare una lottizzazione si è trovato con terreni non più edificabili. Questi terreni sono quindi divenuti di proprietà delle amministrazioni, mentre a chi li aveva acquistati sono state concesse altre aree.

 

“Il presidio del 2013 e la raccolta firme hanno rappresentato un momento importante per il coordinamento romano di accesso alla terra e per i giovani agricoltori che aspiravano a queste terre perché da lì abbiamo smosso molto le acque. I primi bandi per l’affidamento delle terre pubbliche sono arrivati nel 2014. La regione ed il Comune di Roma hanno messo al bando circa quattrocento ettari su circa dieci aree. Quando abbiamo partecipato al bando ci è stato detto che eravamo pazzi eppure eccoci oggi al borghetto San Carlo, che è stato il nostro approdo, ma non la fine della nostra battaglia”.

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Oggi tutte le aree seminabili di Borghetto San Carlo sono state recuperate e vengono seminate a rotazione. In questi due anni la Cooperativa agricola Coraggio ha prodotto qui cereali, grano, legumi, miele, allestendo un banchetto vendita dei loro prodotti e di quelli di aziende agricole vicine attivo ogni domenica mattina.

 

“All’interno del Borghetto San Carlo oggi organizziamo anche una serie di sagre, manifestazioni ludiche e formative, aprendo così l’area alla cittadinanza. Abbiamo costruito un’area picnic e abbiamo dato in gestione circa 2000 mq ai cittadini per gli orti urbani. Il nostro impegno per la salvaguardia ed il recupero delle terre pubbliche, per riportare l’agricoltura in città e per dare lavoro ai giovani è stato riconosciuto da diverse sigle. Tra i riconoscimenti ricevuti, i premi internazionali “Real Food Heroes 2013” (Vandana Shiva per Navdanya International) e “Verde Ambiente 2014” (VAS Onlus). Soprattutto ci vengono a trovare da diverse parti del mondo e d’Europa e sono state fatte varie ricerche sulla nostra realtà, come modello di recupero di aree urbane a scopo agricolo”.

 

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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