Il maestro dai capelli rossi che promuove le buone pratiche

Un racconto rivolto ad adulti e bambini che promuove il riuso e valorizza l’artigianato. “Il maestro dai capelli di rossi” di Maria Varsalona è una favola pensata per intrattenere lettori di tutte le età e soprattutto per diffondere le buone pratiche di un’economia sostenibile.

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SenzanomeUn bimbo curioso e creativo per raccontare la bellezza del saper fare artigiano. Il protagonista del racconto di Maria Varsalona – “Il maestro dai capelli rossi” – ama disfare gli oggetti per trasformarli in nuovi giochi e grazie alla sua capacità di risvegliare il fanciullo interiore nelle persone intorno a lui, diventa “maestro” per grandi e bambini.

 

Il progetto dell’autrice nasce come un racconto breve, pubblicato nel 2016 da LarioFiere nell’antologia Mondo Artigiano, ma oggi aspira a diventare qualcosa in più. Arricchito dalle illustrazioni dell’artista Nella Valentini e rivisitato il testo originario, oggi il piccolo “maestro dai capelli rossi” vorrebbe trasformarsi in un progetto più ampio, un’occasione di incontro con le scuole o un momento artistico multidisciplinare di sinergia tra diverse espressioni artistiche (come ad esempio musica o teatro).

 

Il racconto di Maria Varsalona, rivolto a adulti e piccini, non vuole essere solo puro intrattenimento fiabesco ma un’occasione di risveglio, per stimolare nei lettori la capacità di riscoprire la poesia insita in ogni cosa intorno a noi. «Per trovare bellezza non bisogna cercare lontano – specifica Maria Varsalona – ma solo guardarsi intorno con nuovi occhi». Questo è lo spirito attraverso il quale l’autrice desidera veicolare un messaggio che valorizzi le buone prassi di economia sostenibile, promuovendo il riuso e valorizzando l’artigianato.

 

Anche la scelta narrativa va in questa direzione. Il racconto breve può arrivare a tutti e il formato agile (32 pagine) può raggiungere anche il lettore più disinteressato e frettoloso.

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«Non parlo della Luna o di Marte, cogliere la bellezza intorno a noi significa anche saper usare ciò che abbiamo già – conclude l’autrice – ed è importante che un’espressione artistica veicoli questo messaggio, senza elitarismo né intellettualismo. Per arrivare a tutti».

 

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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