Le imprese dell’Economia del bene comune #6 – Pur SüdTirol

Prosegue il nostro viaggio tra le imprese dell’Economia del Bene Comune. Oggi incontriamo un’altra delle aziende pioniere altoatesine, Pur SüdTirol, una catena di distribuzione dei prodotti biologici enogastronomici dell’Alto Adige che permette a duecentoquaranta produttori SüdTirolesi di poter vendere i propri prodotti in una particolare location chiamata Mercato dei sapori.

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Quattro “mercati dei sapori” diffusi a Bolzano, Merano, Brunico e Lana, dove poter degustare le eccellenze enogastronomiche dell’Alto Adige, con oltre duemila prodotti freschi provenienti direttamente dal contadino e disponibili per l’acquisto. E niente paura: per chi non vive in Alto Adige, è presente uno shop online per poter acquistare ovunque voi viviate.

 

Questo, in estrema sintesi, è Pur SüdTirol, una catena di distribuzione dei prodotti biologici enogastronomici dell’Alto Adige, che permette a duecentoquaranta produttori SüdTirolesi di poter vendere i propri prodotti in una location particolarmente curata e raffinata, chiamata Mercato dei sapori.

 

Pur SüdTirol, oltre ad essere un luogo dove poter acquistare verdure, conserve, vini, pane ed altre specialità enogastronomiche, è anche un piccolo bistrot e take-away dove poter degustare alcuni piatti stagionali e biologici, con menù variabile di settimana in settimana. Oltre a ciò, è una delle aziende pioniere in Italia ad aver redatto due Bilanci dell’Economia del Bene Comune.

 

 

L’incontro con l’Economia del Bene Comune

 

Pur SüdTirol nasce nel 2009 da un’idea di Ulrich Wallnöfer e Günther Hölzl, già ideatori della Casa del Vino di Merano. Lo shop online invece vede la sua nascita nel 2012. L’idea forte è quella di sostenere i produttori locali, il cibo sano e il chilometro zero, e nonostante l’inizio della crisi Pur SüdTirol vede subito crescere il proprio volume di affari, con particolare entusiasmo dei contadini della zona che vedono così realizzarsi la possibilità di avere un luogo dove poter distribuire con stabilità i propri prodotti. La riuscita dell’impresa è dovuta soprattutto al sostegno delle persone del luogo: gli abitanti di Merano, Bolzano, Lana e Brunico hanno infatti dimostrato nel corso degli anni il proprio sostegno all’idea di Pur SüdTirol, premiandola con i numeri.

 

L’incontro con l’Economia del Bene Comune è avvenuto nel 2011, quando Ulrich Wallnöfer incontra Christian Felber personalmente: già attento ai valori della sostenibilità e sostenitore delle idee di Flber, Ulrich sposa sin da subito la causa del Bilancio dell’Economia del Bene Comune insieme ad un gruppo di imprenditori altoatesini, per poi allargarla a tutto lo staff di Pur SüdTirol con un secondo bilancio.

 

“Siamo partiti con il Bilancio nel 2011, studiando i valori della sostenibilità, della trasparenza e gli aspetti legati all’approccio democratico nell’azienda che l’Economia del Bene Comune sostiene e promuove – ci spiega Ulrich – personalmente ho avuto modo di scoprire come e quanto l’Economia del Bene Comune proponesse un modello economico innovativo ed alternativo, un modo di ripensare il concetto stesso di crescita come imprenditori, perché in un mondo dove conta solamente il profitto il primo fondamentale passo è imparare a pensare in un modo nuovo: in questo l’Economia del Bene Comune ci ha aiutato tantissimo”.

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Il secondo bilancio: l’apporto dei dipendenti

 

I due soci Ulrich Wallnöfer e Günther Hölzl hanno realizzato da soli il primo Bilancio, per poi coinvolgere quindici collaboratori, divisi in gruppi di lavoro, per redigere il secondo Bilancio dell’Economia del Bene Comune: un processo durato ben un anno, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2016. Nella stesura, oltre alle attività di Pur SüdTirol, è stato coinvolto anche lo staff della Casa del Vino di Merano.

 

Felix Zanandrea è responsabile del reparto online di Pur SüdTirol, ed insieme a Christian Raffl che è responsabile dell’area amministrazione è uno dei collaboratori coinvolti nella stesura del secondo Bilancio: “Io lavoro da tre anni qui a Pur Sudtirol, mi sono sempre occupato del reparto online” ci racconta Felix “Siamo partiti con il primo shop online nel 2012, commercializziamo tutti i prodotti artigianali della nostra regione nel web, raggiungendo clienti in tutta Europa. Siamo cresciuti molto nel corso degli anni, soprattutto qui in Italia dove c’è richiesta dei nostri prodotti”.

 

Christian invece è in azienda dal 2005 e si è sempre occupato di amministrazione, avendo così l’occasione di confrontarsi con due bilanci molto diversi: “Io, di solito, per lavoro redigo il bilancio fiscale classico in azienda. Al contrario di questo strumento, ho potuto constatare che il Bilancio dell’Economia del Bene Comune è lo strumento ideale per verificare lo status quo dell’azienda, il punto di partenza per capire cosa vogliamo cambiare del nostro modo di lavorare, al fine di avere un impatto positivo sulla società e contribuire insieme al cambiamento”.

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Gli stimoli dai bilanci

 

Nell’ottica di Pur SüdTirol, il coinvolgimento dei dipendenti nella stesura del Bilancio dell’Economia del Bene Comune è avvenuto allo scopo di incrementare la responsabilità degli stessi nelle attività dell’azienda coerenti con i valori della sostenibilità: “Abbiamo elaborato diversi quesiti proposti dal Bilancio dell’Economia del Bene Comune – ci racconta Felix Zanandrea – ad esempio, se i nostri prodotti sono più o meno eco-sostenibili, se sono prodotti nel rispetto dell’ambiente, quali sono i produttori e come lavorano. In questo processo siamo sempre stati accompagnati da un consulente dell’Economia del Bene Comune, che ci ha sostenuti in tutto il percorso. Prima del Bilancio non ci occupavamo del tema della solidarietà con le aziende partner, su questa e altre tematiche l’aiuto del consulente per noi è stato fondamentale”.

 

Gli stimoli forniti dalla Matrice dell’Economia del Bene Comune, che hanno incentivato un cambio di visione non solo all’interno dell’azienda ma anche nelle vite personali dei dipendenti, non sono stati pochi: ci racconta Christian Raffl che “avendo una famiglia con cinque figlie, il Bilancio ha cambiato direttamente il mio stile di vita in casa. Ora anche noi cerchiamo di fare attenzione alla provenienza e alla stagionalità dei prodotti, oltre che acquistare merci che abbiano un imballaggio il più possibile sostenibile”.

 

Per quanto riguarda le dinamiche lavorative, secondo Felix Zanandrea “il Bilancio ha avuto il merito di trasformare il nostro modo di lavorare. Io faccio parte di un reparto che spesso è in contrapposizione con il concetto della sostenibilità, infatti inviamo merci a clienti di tutto il mondo. Il processo innescato dal bilancio mi ha fatto interrogare su come rendere più sostenibile la mia area, arrivando a numerose soluzioni pratiche: abbiamo lavorato per cambiare gli imballaggi e al momento, per i prodotti surgelati, usiamo la lana di pecora al posto del polistirolo, che al contrario di esso è naturale e interamente biodegradabile. Per l’imballo stesso usiamo oggi cartone riciclato da noi stessi: abbiamo investito su una macchina tritacartone e trattiamo direttamente noi il cartone da riciclare.

 

Abbiamo iniziato un processo in collaborazione con la Caritas, nella quale ci impegniamo a piantare un albero in Etiopia a seguito ad ogni nostra spedizione, per compensare le emissioni di anidride carbonica emesse con il trasporto”.

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Perché fare il bilancio

 

Dopo aver discusso i vari punti e gli stimoli forniti dalla stipula del Bilancio, chiediamo ai nostri intervistati la domanda di rito sul perché un’azienda dovrebbe realizzare il Bilancio dell’Economia del Bene Comune: “Per me il modello dell’Economia del Bene Comune è un modello economico alternativo e innovativo, che ti aiuta a pensare” ci spiega Ulrich Wallnöfer “per me è il modello del futuro perché non possiamo proseguire a realizzare business come fatto negli ultimi quarant’anni: bisogna ripensare questo approccio, per noi e la nostra comunità, e il modello proposto dall’Economia del Bene Comune è uno degli approcci ideali”.

 

Secondo Felix Zanandrea “Il Bilancio dell’Economia del Bene Comune è un bilancio molto importante, a cui dobbiamo dare sempre un maggiore valore in futuro e che dovrebbe essere reso obbligatorio, a certe condizioni, per legge: questo permetterebbe un approccio realmente alternativo di valorizzazione dell’azienda. Io suggerisco a tutte le aziende di realizzare questo Bilancio, perché oltre a fornire un quadro elaborato e ben definito della situazione dell’azienda, ha anche un impatto molto forte sulla sua strategia del futuro: a me personalmente ha dato uno spunto sull’importanza di concentrarsi ancora di più sulle tematiche discusse, che possano essere poi comunicati al meglio e ottimizzati sempre di più, nell’ottica dell’armonizzazione dei processi dell’azienda. Bisogna saper approfittare dei risultati che un Bilancio fornisce, è un aspetto fondamentale per l’azienda”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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