I consulenti e i sostenitori dell’Economia del Bene Comune in Italia

Giunti ad una nuova tappa della nostra rubrica sull’Economia del bene comune, incontriamo alcuni dei consulenti e dei sostenitori della Federazione in Italia: Francesco Badalini per il Veneto, Sandro Vittori per le Marche e Margarita Maria Pabon Molina per il Lazio. Ognuno per la propria esperienza, ci racconta il proprio percorso di avvicinamento all’Economia del bene comune, le attività come consulenti e come sostenitori in Italia del movimento internazionale nato per promuovere un nuovo modello economico.

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Eccoci giunti, nel nostro viaggio alla scoperta della Federazione per l’economia del bene comune, all’incontro con alcuni dei consulenti e dei sostenitori italiani del movimento internazionale. In precedenza, tramite la vice-presidente Lidia di Vece, vi abbiamo introdotto la figura del consulente per l’Economia del bene Comune, che accompagna le aziende e le famiglie nel percorso che porta alla stipula del bilancio.

 

 

Francesco Badalini è uno dei consulenti per l’Economia del Bene Comune nel Veneto, oltre che membro del consiglio direttivo della federazione. All’interno della rete Francesco ha sviluppato una specifica competenza nelle aziende agricole, dopo un lungo percorso di formazione: “L’Economia del bene comune è un movimento internazionale, che pone le sue basi in Austria grazie all’attività di Christian Felber.

 

Per cercare di diffondere sempre di più il messaggio anche in Italia, tra le varie attività intraprese a tal fine, abbiamo organizzato un corso di formazione dei consulenti, all’interno del quale abbiamo svolto dei bilanci che ci hanno permesso di poter conoscere alcune aziende e cominciare a fare rete insieme a loro. Per quanto riguarda i risultati locali in Veneto, abbiamo potuto constatare nelle aziende che hanno tentato il percorso del bilancio dell’Economia del bene comune un primo orientamento al cambiamento.

 

Solo per fare alcuni esempi, una delle aziende ha cambiato banca, alcune aziende agricole hanno intrapreso il percorso di conversione al biologico, così come un bed and breakfast ha iniziato a utilizzare i detersivi naturali nella pulizia delle proprie stanze e delle stoviglie. Tutta una serie di cambiamenti che il bilancio stesso innesta, perché l’importanza di questo strumento non è tanto nel punteggio che si ottiene ma ciò che si impara e si mette poi in pratica dopo questo percorso”.

I consulenti dell'Economia del Bene Comune in Italia

I consulenti dell’Economia del Bene Comune in Italia

Spostandoci dal Veneto alle Marche incontriamo Sandro Vittori, un altro consulente per l’Economia del bene comune in Italia: “Il percorso per divenire consulenti dell’Economia del bene comune è articolato su diverse tappe, tutte quante incentrate nell’analisi del bilancio. Grazie all’aiuto dei nostri insegnanti ognuno di noi ha analizzato delle aziende, scelte personalmente, secondo i criteri dell’Economia del bene comune e che fanno capo alla sostenibilità aziendale e sociale, per poi presentare una relazione finale sotto forma di vero e proprio bilancio.

 

Nel mio caso, ho analizzato un’azienda locale marchigiana di installazione di impianti elettrici, lavorando a stretto contatto con l’imprenditore: tramite questo percorso, abbiamo scoperto insieme che l’azienda è più vicina di quanto pensassimo ai criteri dell’Economia del bene comune. Abbiamo solo dovuto affinare insieme alcuni comportamenti, per renderli coerenti con gli obiettivi di sostenibilità insiti nel bilancio, ma questo in fondo è uno degli aspetti positivi del percorso. Abbiamo lavorato sul campo, seriamente, con una grande soddisfazione anche da parte dell’imprenditore per il risultato finale e soprattutto per il processo intrapreso”.

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Sul lago di Bracciano, a Trevignano Romano nel Lazio, incontriamo Margarita Maria Pabon Molina, una sostenitrice dell’Economia del bene comune in Italia, nonché referente per l’Italia al NESI, il Forum mondiale della Nuova Economia e dell’Innovazione Sociale: “nel mio approdo all’Economia del bene comune, parto da esperienze lontane che risalgono ai miei studi universitari in Ingegneria economico-gestionale e che culminano in un articolo letto proprio su Italia che Cambia riguardo l’Economia del bene comune. Da allora, dopo aver conosciuto meglio la realtà e i suoi componenti, mi sono resa disponibile a promuovere questo meraviglioso e lungimirante modello nella mia zona di residenza.

 

Dell’Economia del bene comune mi ha colpito molto il fatto che cerchi di valorizzare nel migliore dei modi quanto di meglio realizzato in campo economico dall’essere umano: è un approccio umile ma allo stesso lungimirante, aperto e soprattutto molto concreto perché riesce a creare una sintesi di tanti modelli e a lavorare sull’economia, uno dei settori più importanti della nostra vita e che necessita di un reale e armonioso cambiamento. Il punto forte per tentare a intraprendere questo percorso è il Bilancio, che riesce a valorizzare e a risaltare tutte quelle azioni necessarie a cambiare il paradigma vigente”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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