Imprese virtuose nell’Appennino bolognese: ecco i vincitori del bando

Tre imprese agricole virtuose vincono il bando “Social Farming in the Apennines” di Fondazione Grameen Italia. I progetti vincitori si fondano su un modello di impresa virtuoso, capace di offrire formazione e lavoro a persone svantaggiate e, al contempo, tutelare i territori rurali a rischio di spopolamento e abbandono.

I vincitori della sfida

Si è chiusa lo scorso dicembre Social Farming in the Apennines, la prima call for projects di Fondazione Grameen Italia ispirata al proprio Modello Social Farm, lanciata per sostenere economicamente l’agricoltura con finalità sociali, virtuosa perché capace di contribuire attivamente alla rivitalizzazione dell’economia dell’Appennino bolognese e di dare impiego a persone svantaggiate.

 

Dodici i progetti nazionali e internazionali candidati e pervenuti attraverso la “Social Challenges Innovation Platform”, la piattaforma europea che ha accolto la chiamata di Grameen Italia.

 

Tre i progetti che a fine febbraio sono stati proclamati vincitori del finanziamento a fondo perduto di 30.000 euro cadauno, presentati da imprese individuali, cooperative e associazioni non-profit della collina e della montagna bolognese. I progetti vincitori sono:

 

- “Seeds for Social Change”, da realizzarsi a Mercatale di Ozzano dell’Emilia (BO). Presentato da cooperativa agricola sociale “Coltivare Fraternità”, la cooperativa sociale “La Fraternità” e il portale di e-commerce “Local To You”;

 

- “A Nursery for Social Farmers” da realizzarsi a Lizzano in Belvedere (BO). Presentato dall’azienda agricola biologica di Francesco Penazzi;

 

- “Terzaccoglienza project” da realizzarsi a Pianoro (BO). Presentato dall’azienda agricola biologica “La Spunzola” di Paolo Ruocco e dall’associazione di promozione sociale “Il Cerchio: dalla Libia a via Libia.”

I vincitori della sfida

I tre progetti hanno conquistato la giuria internazionale perché si fondano su un modello di impresa virtuoso, capace di offrire formazione e lavoro a persone svantaggiate, tutelare il territorio con la coltivazione biologica e con interventi di cura del paesaggio, aiutare lo sviluppo di reti sociali ed economiche attive nei territori rurali a rischio di spopolamento e abbandono.

 

SEEDS 4 SOCIAL CHANGE
Il progetto intende formare e retribuire otto persone in condizioni di svantaggio socio-economico nei campi di 9 ettari di cui dispone la cooperativa sociale agricola Coltivare Fraternità a Mercatale di Ozzano dell’Emilia (BO). Le otto persone verranno formate e inserite nei settori della produzione agricola biologica e del packaging e della distribuzione, con l’obiettivo non solo di prepararle al mercato del lavoro ma anche di consolidare nel territorio bolognese la rete di soggetti profit e non-profit che già opera per consolidare questo modello di impresa agricola con finalità sociali, in un’ottica di intervento integrato.

 

A NURSERY FOR SOCIAL FARMERS
Il progetto intende retribuire e formare in modalità “learning by doing” due richiedenti asilo di Lizzano in Belvedere (BO), il comune montano in cui si trova l’azienda agricola biologica di Francesco Penazzi, produttore di piante officinali biologiche e promotore del progetto. L’obiettivo è di inserire gradualmente queste due persone all’interno della comunità di aziende biologiche già attive sul territorio in un’ottica di permanenza e inserimento sociale a lungo termine, e di renderle partecipi della vita della comunità locale, garantendogli per sei mesi un impiego e promuovendone l’integrazione attiva.

 

Il progetto formativo prevede l’assegnazione a ciascun partecipante di 200m2 di terra da coltivare in completa autonomia, per sperimentare e verificare le conoscenze apprese, e un corso di 50 ore di insegnamento teorico per approfondire le caratteristiche del settore agricolo italiano, apprendere le caratteristiche principali della politica agricola comune europea, conoscere i rischi e le opportunità che comporta la gestione di una piccola azienda agricola biologica.

 

TERZACCOGLIENZA PROJECT
Terzaccoglienza project consiste in un programma residenziale di inserimento socio-lavorativo in agricoltura per sei persone migranti, della durata di due anni, da realizzarsi presso l’azienda agricola biologica Spunzola, situata nelle colline del comune di Pianoro (Bo). Il progetto è stato ideato dal titolare di Spunzola, Paolo Ruocco, e dal gruppo di volontari dell’associazione bolognese Il Cerchio: Dalla Libia a Via Libia.
Le attività agricole che le sei persone svolgeranno insieme al personale dell’azienda riguardano la silvicoltura, l’allevamento di pecore per la produzione di carne e l’apicoltura. Inoltre, saranno proposti momenti di formazione per insegnare la lingua italiana, i fondamentali della gestione aziendale e le basi della normativa italiana ed europea in materia di agricoltura e diritto del lavoro.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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