Lidia di Vece: i bilanci familiari e i consulenti dell’Economia del bene Comune

Per la nostra rubrica sulla Federazione italiana dell’Economia del Bene Comune, dopo esserci immersi in alcune delle imprese che hanno stipulato il Bilancio, insieme alla vice-presidente della federazione italiana Lidia di Vece approfondiamo il tema del bilancio per le famiglie e introduciamo il ruolo del consulente per l’Economia del bene comune.

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Lidia di Vece, commercialista di professione e vice-presidente della Federazione italiana dell’Economia del Bene Comune, ci accompagna oggi alla scoperta di un altro tipo di bilancio e di una figura professionale molto importante per l’Economia del Bene Comune: si tratta del Bilancio per le famiglie e della figura del consulente dell’Economia del bene Comune.

 

Il Bilancio per le famiglie fonde i concetti di etica, solidarietà, giustizia e bene comune con un forte spirito di concretezza e collaborazione. Ideati e creati in collaborazione tra la Federazione italiana dell’Economia del Bene Comune e il Tavolo Res (Rete di Economia Solidale), Banca Etica e la rete dei Bilanci di Giustizia (partner fondamentale e precursore in tema di bilanci familiari), sono uno strumento di valutazione rivolto alle comunità, alle famiglie e alla persone singole per misurare l’impatto sulla società derivante dalle scelte finanziarie ed economiche di ognuno di noi.

 

 

In linea con i Bilanci aziendali già affrontati in questo percorso, il Bilancio familiare si pone dunque come un kit composto da un manuale, dalla matrice del bene comune per le famiglie e da una scheda di valutazione: l’obiettivo è orientare le persone verso un consumo consapevole ed alla scelta di una finanza etica, guidandole nell’autovalutazione delle conseguenze delle proprie azioni, nella convinzione che il vero cambiamento sociale possa scaturire solamente dal basso e dalle scelte individuali di tutti i giorni di ognuno di noi.

 

“La collaborazione tra noi, la Rete di Economia Solidale, Banca Etica e la rete dei Bilanci di Giustizia ha dato vita al primo Bilancio per le Famiglie nel 2014” ci spiega Lidia di Vece “Io provengo originariamente dal mondo dell’Economia Solidale, Banca Etica ci ha aiutato nell’analizzare gli strumenti finanziari e i corretti modi di uso del denaro possibili per le famiglie mentre Bilanci di Giustizia, anche grazie al suo ruolo di ideatore della campagna ‘Sbilanciamoci’, ci ha fornito degli stimoli importantissimi in tema di spostamento e orientamento del consumo familiare. Da questa collaborazione è nata una matrice articolata in venticinque criteri, che è possibile utilizzare anche a fini personali e individuali, grazie alla quale una famiglia o un singolo può capire come orientare i propri consumi in linea con i principi di una vera economia solidale”. Qualsiasi famiglia o singolo individuo che abbiano voglia di misurare il proprio impatto in termini di consumi, nel rispetto dei principi della dignità dell’essere umano, della solidarietà, dell’ eco-sostenibilità, dell’equità sociale, della Partecipazione democratica e della trasparenza possono trovare tutte le informazioni per redigere il Bilancio a questo link.

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La figura del consulente dell’Economia del bene Comune

Contemporaneamente alla nascita del Bilancio per le Famiglie nel 2014, Lidia di Vece ha affrontato il percorso per divenire consulente dell’Economia del Bene Comune. Il consulente è una figura importante per la stipula del bilancio per le aziende e delle famiglie: “Il consulente è colui che, dopo un’adeguata formazione, accompagna l’azienda e le famiglie nell’autovalutazione che sfocia poi nella stipula del Bilancio del bene comune. La Federazione dell’Economia del bene comune è una federazione internazionale, ci sono continue elaborazioni riguardo la matrice, gli indicatori e su quello che sarà poi il vero e proprio manuale dell’economia del bene comune.

 

È per questo che il consulente deve sempre essere aggiornato e come obbligo deontologico abbiamo il dovere di incontrarci e confrontarci tra consulenti almeno due volte all’anno. A tal proposito, come federazione italiana stiamo valutando l’ipotesi di creare una struttura apposita per consulenti, dove elargire una formazione aggiornata e continua e poter contribuire a creare delle vere e proprie occasioni di lavoro come consulente dell’Economia del bene comune”.

 

Nel prossimo appuntamento della nostra rubrica sull’Economia del bene comune approfondiremo l’attività di alcuni dei consulenti e dei sostenitori della federazione italiana in alcune regioni del nostro Paese.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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