Ekoplaza, il supermercato senza plastica

Steven Ijzerman ci parla di Ekoplaza, il pionieristico esperimento lanciato recentemente in Olanda per eliminare la plastica dai punti vendita alimentari. Il primo supermercato plastic-free offre centinaia di prodotti con confezioni realizzate con materiali alternativi a quelli derivati dal petrolio. L'obiettivo è replicare il modello nei circa 70 negozi della catena.

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Ekoplaza è un piccolo supermercato senza plastica e fa parte di quella che sarà la prima rete di negozi plastic-free al mondo. Si trova in Olanda e per adesso sta sperimentando questa rivoluzionaria innovazione in un punto vendita, ma l’obiettivo è di eliminare la plastica da tutti i circa 70 punti negozi della catena.

 

Abbiamo intervistato Steven Ijzerman, responsabile della qualità di Udea, uno dei maggiori marchi olandesi di prodotti biologici, da cui è partita l’idea di creare una rete di punti vendita senza plastica.

 

Per quanto riguarda l’ambiente e l’economia locale, quali sono i vantaggi di un negozio senza plastica?

 

Lo vediamo come un miglioramento e il ciclo di vita di questi materiali è un miglioramento rispetto alla plastica convenzionale. Questo tipo di plastica si scompone in acqua, carbonio e altre biomasse, che sono materiali naturali, invece che in microplastiche.

 

Com’è nata l’idea e quali sono gli ostacoli principali che avete incontrato nella sua realizzazione?

 

Il nostro intento è quello di smettere di usare la plastica e con questo obiettivo siamo sempre in cerca di alternative. Quando abbiamo incontrato l’organizzazione A Plastic Planet abbiamo realizzato che potevamo iniziare a offrire insieme corsie dei supermercati con prodotti plastic-free. Le confezioni non sono ancora della migliore qualità, ma stiamo lavorando alacremente su questo aspetto.

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I vostri clienti sono solo persone già eticamente orientate o anche acquirenti “normali”?

 

I nostri clienti principali tengono sempre in considerazione l’aspetto etico. Eppure, siamo convinti che oggi tutti quanti siano per certi versi eticamente orientati. Ci sono tanti “problemi globali” ed è relativamente facile venirne a conoscenza attraverso il web. Chiunque vuole un mondo migliore e comincia a essere consapevole che bisogna comportarsi in maniera più etica.

 

Dal punto di vista economico il progetto funziona?

 

I costi delle confezioni sono più elevati, ma vediamo che le persone pagano volentieri un prezzo leggermente maggiore perché vogliono avere un impatto migliore sull’ambiente.

 

È possibile che anche i grandi marchi della distribuzione seguano il vostro esempio o bisogna creare un sistema alternativo alla GDO?

 

Prima sembrava che non avessero intenzione di attivarsi in questo senso. Ma dopo che abbiamo aperto il nostro punto vendita abbiamo raggiunto una popolarità internazionale e tutte le principali aziende della grande distribuzione si sono mosse con l’intenzione di copiare ciò che facevamo. Sembra quindi che stiano seguendo il nostro esempio.

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Quale sarà il prossimo passo?

 

Vogliamo offrire una gamma completa di prodotti plastic-free.

 

Cosa può e deve fare ciascuno di noi per contribuire a salvare il Pianeta?

 

Dobbiamo prendere delle decisioni chiare in merito a ciò che vogliamo. Se vuoi vivere senza plastica lo puoi fare, ma devi fare scelte molto precise. Ogni consumatore ha l’occasione per cambiare il mondo anche solo orientando i propri acquisti. Se non compra ciò che non è sostenibile dal punto di vista ambientale, questo prodotto non verrà più venduto e verrà rimpiazzato da un’alternativa più ecologica. Facciamo questo cambiamento insieme!

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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