Io faccio così #211 – L’artista di quartiere che fa della periferia un’Opera Viva

Trasformare il bar sotto casa o il negozio dietro l'angolo in luoghi che accolgono l'arte, per renderla accessibile a tutti e per favorire l'integrazione e le relazioni sociali. Questo l'obiettivo del progetto "Opera Viva" nato dalla volontà di Alessandro Bulgini di mettere l'arte a servizio del territorio. Tra le numerose iniziative dell'“artista di quartiere" vi è quella riguardante il condominio di via Cuneo 5 bis situato nel quartiere Aurora nella periferia nord di Torino.

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Il condominio di Via Cuneo 5 bis a Torino non è un semplice stabile come tanti altri che popolano le nostre città. Sbirciando oltre il portone ci si accorge fin da subito che arte, cultura e comunità sono gli elementi rappresentativi di questo luogo. Il progetto, localizzato nel quartiere Aurora nella periferia a nord di Torino, prende avvio nel 2012 ed è il risultato di un percorso di collaborazione tra Andrea Quarello, architetto ed amministratore del condominio, e l’artista Alessandro Bulgini.

 

 

L’intervento condotto nel condominio di via Cuneo rappresenta una delle numerose iniziative che il progetto “Opera Viva” si pone. Quest’ultima nasce come scommessa di Alessandro Bulgini di mettersi al servizio dei territori, che riconosce le potenzialità del preesistente e vedendo in questo delle opportunità. Il progetto prende il nome dalla grande passione dell’artista di origini pugliesi per il mare. Come egli racconta, una parte dell’imbarcazione si chiama “Opera Viva” e corrisponde alla parte sommersa dell’imbarcazione. Attraverso un gioco di parole, egli crea un collegamento diretto tra il concetto di opera d’arte e tutto ciò che è sommerso e nascosto, considerando il preesistente, la lateralità ed il periferico “il motore che porta avanti il mondo”.

 

Nel suo stadio iniziale, il progetto si è posto come obiettivo quello di utilizzare le risorse esistenti come un bar, una casa privata, un negozio e trasformarle in luoghi dove l’arte possa essere ospitata gratuitamente e senza filtri, con una funzione artistica e di accoglienza. La visione di fondo è proprio quella di vivere la trasformazione nella sua accezione più umile, ovvero attraverso delle azioni facilmente replicabili ed in modo che chiunque abbia la possibilità di partecipare.

Arte In-Stabile, Opera Viva, Orto urbano in casa disabitata, Via Cuneo 5 Bis (Torino). Foto tratta dalla pagina Facebook di Alessandro Bulgini

Arte In-Stabile, Opera Viva, Orto urbano in casa disabitata, Via Cuneo 5 Bis (Torino). Foto tratta dalla pagina Facebook di Alessandro Bulgini

 

Il progetto iniziale prende nome di “B.A.R.L.U.I.G.I Opera Viva” ed ha una connotazione ben precisa: i “B.A.R.L.U.I.G.I” sono spazi dove si coltivano le utopie, sono il bar sotto casa, il negozio dietro l’angolo, luoghi condivisi che possono diventare delle opportunità per tutti, col solo presupposto di utilizzare ciò che è a disposizione. Il primo di questi nasce proprio in Barriera di Milano, quartiere conosciuto per la sua lunga storia operaia e di immigrazione, nonché luogo di residenza dell’artista. Prendendo nome dal proprietario del locale, egli crea un acrostico dal titolo ironico ed originale: “Base Aerospaziale Ricercatori di Luoghi, Utopie Indipendenti e Geometrie Ignote”, proprio a sottolineare la vocazione innovativa, autentica e rivoluzionaria dell’iniziativa.

 

Lo stabile di via Cuneo 5 bis, con la sua vivacità e dinamicità tipica di un condominio di periferia, si trasforma quindi in un vero e proprio “B.A.R.L.U.I.G.I”, in cui l’arte diventa mediatrice e parte integrante.  Il progetto si pone in relazione col particolare contesto urbano in cui si trova. A detta dell’artista, attivarsi all’interno di un condominio, pur trattandosi di un luogo collettivo, comporta dinamiche molto differenti da quelle che si possono verificare in strada, in quanto ci si relaziona con una maggior riservatezza e ciò di conseguenza comporta la necessità di un’azione sensibile, attenta e rispettosa. L’iniziativa ha avuto un forte consenso da parte dei condomini che hanno da subito accettato di mettersi in gioco. Nello stabile vivono famiglie dalle diverse nazionalità che hanno intrapreso insieme agli artisti un percorso di conoscenza ed integrazione reciproca che ha permesso di dare vita ad una progressiva e crescente trasformazione del luogo non solo a livello artistico ed estetico ma soprattutto dal punto di vista sociale ed umano.

Opera Viva, Stazione Porta Fortuna, Barriera di Milano (Torino). Foto tratta dalla pagina Facebook di Alessandro Bulgini

Opera Viva, Stazione Porta Fortuna, Barriera di Milano (Torino). Foto tratta dalla pagina Facebook di Alessandro Bulgini

 

Al progetto hanno partecipato nel complesso diversi artisti che, con le proprie competenze, hanno creato un ponte di comunicazione tra diverse culture e modi di vivere.  L’opera è stata realizzata pensando lo spazio esterno del cortile come fosse la sala di una casa comune: il tetto di un basso fabbricato visibile dai balconi viene quindi dipinto come rappresentazione di un tappeto ed in questa nuova visione della sala, l’androne acquisisce la funzione di corridoio di casa. Quest’ultimo è stato realizzato dallo street artist marchigiano Francesco Valeri che, tramite diverse raffigurazioni che ricordano la sua esperienza in Amazzonia, ha rappresentato la storia dell’uomo liberato che, da uno stato di isolamento e timore, ha trasformato le sue paure in risorse.

 

Successivamente alla sua realizzazione, il tappeto ha visto esibirsi gli allievi di Monica Tarone, soprano che vive proprio nel condominio, dando vita ad un momento di condivisione in cui i ballatoi si sono trasformati in palchi di teatro. Il fotografo Pier Francesco Lafratta ha poi dato vita ad un lavoro semplice ma di forte impatto, realizzando delle fotografie che ritraggono storie di vita quotidiana dei residenti ed esponendole nell’androne prima di iniziare i lavori, in modo che gli abitanti si potessero rispecchiare nella loro normalità e facendo un primo passo verso una conoscenza reciproca.  Il fotografo Cosimo Calabrese ha poi scattato delle fotografie ai singoli condomini che portavano dietro di sé un fondale trasportabile da studio, con l’intento di rafforzare l’identità di ognuno e realizzando dei ritratti che potessero raccontare la propria storia, in cui il condominio assume le sembianze di uno studio.  Altra opera sono poi le fotografie in bianco e nero delle famiglie, che esposte sulle pareti interne del condominio, diventano parte integrante della sala.

 

Il condominio di Via Cuneo 5 Bis (Torino)

Il condominio di Via Cuneo 5 Bis (Torino)

 

Il progetto nel complesso mette in luce il fondamentale ruolo dell’arte in relazione alla città, dimostrando come un’opera nella sua semplicità possa essere compresa e accessibile a tutti, facendo uso di linguaggi che avvicinino le persone piuttosto che dividerle.
Proprio come afferma Alessandro Bulgini, “l’arte deve e può avere un ruolo fondamentale nelle città”, domandandosi perché se esistono il giardiniere di quartiere ed il vigile di quartiere, non può esistere anche “l’artista di quartiere”, che egli definisce “nuova professione”.

 

Le periferie assumono in questa prospettiva il ruolo di frontiere urbane su cui creare un terreno fertile che favorisca integrazione ed il coinvolgimento della comunità tramite arte e promozione sociale, proprio come afferma Andrea Quarello, “la periferia è la città del futuro. Bisogna affrontarla e l’arte può essere uno dei modi. Mi sento fortunato perché sono dentro una possibilità”.

 

Intervista: Daniel Tarozzi e Lorena Di Maria
Riprese e montaggio: Paolo Cignini