Vivere senz’auto: si può e conviene!

Il 9 giugno a Dynamo, la velostazione di Bologna, si terrà il primo raduno nazionale delle famiglie senz'auto. Linda Maggiori fa parte di questo gruppo e ci spiega perché rinunciare all'uso della macchina può essere un grande vantaggio per noi stessi, per il nostro portafoglio e per l'ecosistema in cui viviamo.

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Vivere senz’auto è possibile! Non solo, è anche conveniente da tutti i punti di vista: ambientale, economico, fisico e psicologico. Linda Maggiori fa parte del gruppo Famiglie senz’auto ed è una delle organizzatrici di un grande raduno nazionale dedicato alle famiglie che hanno rinunciato all’auto, ma anche a quelle che ce l’hanno ancora ma stanno pensando abbandonarla.

vivere senz'auto 1Puoi farci una panoramica sulle alternative all’uso dell’auto?

 

Bici, piedi, treno e mezzi pubblici, ma anche condivisione di auto (carsharing) e condivisione di viaggi (carpooling). Le famiglie senz’auto in Italia sono poche, appena il 14% della popolazione maggiorenne (dati Isfort), mentre l’86% della popolazione ha un’auto di proprietà. Il tasso di immatricolazione è 62 auto ogni 100 abitanti (compresi i bambini), mentre nei quartieri car-free di città come Friburgo, Amsterdam, Edimburgo ci sono solo 10 auto ogni 100 abitanti. Abbiamo tanto da imparare e migliorare! E per chi vive fuori città, magari in posti isolati? Sicuramente è più difficile vivere senz’auto, l’Italia soffre di questo paradosso: i piccoli comuni dell’entroterra sono mal collegati dai mezzi pubblici, anno dopo anno vengono soppresse le linee di bus e chiudono le piccole ferrovie (vedi anche rapporto Pendolaria).

 

Quando chiediamo agli amministratori perché questa scelta assurda e antiecologica, ci rispondono che i mezzi pubblici non servono, tanto tutti hanno l’auto. Ma tutti hanno l’auto perché non ci sono i mezzi pubblici! È un corto circuito! Quindi la nostra azione è anche politica, per chiedere miglior collegamento dei mezzi pubblici anche nei paesi dell’entroterra. Ci sono comunque famiglie senz’auto anche nei paesini: si può ad esempio condividere l’auto tra due o più famiglie. Questa cosa, oltre a far risparmiare, spinge a usarla solo quando si ha davvero bisogno. Il carsharing è più sviluppato nelle città grandi, ma anche laddove non è istituzionalizzato si può chiedere l’auto in prestito ad amici o parenti. Sarebbe infine importante, quando si decide di comprar casa, scegliere sempre luoghi ben collegati ed evitare di edificare in campagna, se non si è agricoltori, per evitare consumo di suolo, ampliamento tessuto urbano e aumento del traffico pendolare città-periferia.

 

Ma quindi, è un problema logistico o culturale?

 

Entrambi: in Italia i mezzi pubblici scarseggiano e ci sono poche ciclabili, se ci confrontiamo all’estero. Ma c’è anche una mentalità auto-dipendente, che ti fa usare l’auto anche laddove le alternative ci sono. Quindi dobbiamo iniziare a cambiare noi e contemporaneamente chiediamo di più allo Stato. Io dico che l’auto porta dipendenza psicologica. L’ho visto sulla mia famiglia: quando avevamo l’auto tendevamo a usarla anche quando non ci serviva strettamente, solo perché pioveva, faceva freddo o la distanza era un po’ più lunga. Come ogni comodità porta assuefazione e fai una gran fatica a rinunciarci. Da quando non abbiamo auto la pioggia non ci fa paura (ci vestiamo in modo adatto), il freddo neppure e pian piano abbiamo imparato a percorrere coi bimbi tragitti di 5 e più chilometri. Abbiamo comprato rimorchio bici e cargo bike. Senz’auto sotto casa abbiamo imparato velocemente a trovare alternative intermodali, abbinando la bicicletta ai mezzi pubblici.

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Avete mai fatto un calcolo di quanto si risparmia in termini di costi economici e impronta ecologica se si rinuncia all’auto?

 

Una ricerca di Federconsumatori che si spende fino a 4623 euro all’anno per mantenere l’auto, cifra che arriva a 7000 se si considera anche il costo di costo acquisto. Sicuramente abbiamo risparmiato tantissimo, quasi un part time, e questo ci permette di lavorare di meno. Ci sono anche altri vantaggi, magari in termini di stress, di forma fisica o di tempo? Certo: si risparmiano i soldi e il tempo della palestra, visto che la strada è la nostra palestra! Vedo gente che va in auto in palestra, per poi pedalare su una cyclette per un’ora di seguito. Avrebbero potuto arrivare in bici in palestra e tutti (ambiente compreso) ci avremmo guadagnato! Raggiungere con le tue forze una meta ti dà maggiore serenità e indipendenza psicologica, lo sforzo fisico aiuta a rigenerarsi, a rilassarsi, aumenta il tono dell’umore. Anche per i bambini è salutare, li sprona a essere attivi, indipendenti, a buttar fuori l’energia in eccesso e concentrarsi meglio a scuola. L’OMS dice che bisognerebbe camminare o pedalare almeno mezz’ora al giorno e chi è senz’auto lo fa per forza!

 

Esistono incentivi pubblici (o anche privati) per sostenere la mobilità senz’auto?

 

Stiamo chiedendo a tutte le regioni con una petizione di far viaggiare gratuitamente i bambini fino a 15 anni di età su treni e mezzi pubblici, come avviene già in Lombardia, oltre che in Germania, Olanda, Francia. Attualmente altri incentivi sono presenti a macchia di leopardo e riguardano per esempio l’acquisto di bici elettriche. Ci sono anche incentivi in busta paga per chi va al lavoro in bici (bike to work). Ma non c’è un incentivo alle famiglie che non hanno l’auto, a parte l’intrinseco risparmio economico. Sarebbe da introdurre!

 

Quali sono gli obiettivi dell’incontro di giugno?

 

Ci incontriamo per condividere le nostre esperienze, conoscerci, imparare cose nuove utili alla nostra vita quotidiana (ci sono infatti vari laboratori). L’evento è gratuito, aperto a tutti, anche a chi ha l’auto di proprietà ma è curioso verso questa scelta e ha bisogno di consigli e supporto!

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Cosa diresti a una famiglia che possiede una o più auto per avvicinarla alla vostra scelta?

 

Venite al raduno! A parte questo, si può iniziare a ridurre l’uso dell’auto con indubbi vantaggi per la salute, per il portafoglio, per l’umore e per l’ambiente, per poi iniziare col venderne una, poi vedere come va e fare del tutto senza, accordandosi con amici e parenti. Altri consigli? Inizia a parcheggiare l’auto in garage, così da non averla troppo a porta di mano, perché si sa, una comodità a portata di mano è una tentazione irresistibile; inoltre non è mai bello occupare spazio pubblico: le città sarebbero più belle senza essere occupate dalle auto parcheggiate.

 

Prima di mettere in moto chiediti: dove vado? Quanti chilometri devo percorrere? Ci posso arrivare in bici? Ci posso arrivare in treno o bus? Il mio vicino/amico fa lo stesso tragitto, possiamo utilizzare un’auto sola? Ci accorgeremo che la maggior parte degli spostamenti compiuti in auto si potevano fare in bici o mezzi pubblici, si concentrano nel raggio di dieci chilometri e nelle auto c’è un solo conducente!

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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