“Mescolate contadini, mescolate”: una strada per l’agricoltura di domani

Che cos'è il miglioramento genetico partecipativo e in che modo questo approccio all'agricoltura può far fronte ai cambiamenti climatici e, al contempo, tutelare la nostra salute? Se ne parlerà a Recco, in provincia di Genova, nel corso di un incontro con Salvatore Ceccarelli, professore di genetica agraria. A condurre l'incontro sarà Daniel Tarozzi.

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Recentemente il mondo scientifico ha cominciato ad associare il declino della biodiversità con la qualità del cibo e con l’aumento della frequenza di molte malattie sia fisiche che mentali. Questo è stato messo in relazione ad una diminuzione delle nostre difese immunitarie a sua volta dovuta ad una alterata flora intestinale. Ciò si può evitare con una dieta diversificata, una scelta non facile dato che l’agricoltura moderna è tutta diretta verso uniformità e standardizzazione.

 

Il miglioramento genetico partecipativo, e ancor più quello evolutivo, riportando diversità nei campi, consente non solo di far fronte ai cambiamenti climatici e di ridurre o eliminare l’uso della chimica, ma riportando diversità sulla tavola contribuisce anche alla prevenzione delle malattie.

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Agricoltura, alimentazione e salute. Questi i temi al centro dell’incontro con il professore Salvatore Ceccarelli che si terrà venerdì 15 giugno alle 21 a Recco, in provincia di Genova. A condurre l’incontro sarà Daniel Tarozzi.

 

Salvatore Ceccarelli  è stato professore ordinario di Genetica Agraria presso l’Istituto di Miglioramento Genetico, Università di Perugia fino al 1987. Dal 1980 ha condotto ricerche presso ICARDA (il Centro Internazionale per la ricerca agricola in ambienti asciutti, Aleppo, Siria) fino al 2006 e ha continuato a servire il Centro come consulente fino al 2014. Si occupa come consulente di miglioramento genetico partecipativo ed evolutivo, di adattamento delle colture al cambiamento climatico, di uso delle risorse genetiche e delle relazioni tra biodiversità, cibo e salute.

 

Salvatore Ceccarelli è autore del libro “Mescolate contadini, mescolate. Cos’è e come si fa il miglioramento genetico partecipativo”. Il testo è il frutto di 35 anni di ricerche ed esperienze sul campo, condotte insieme con i contadini e le contadine del Medio Oriente e del Corno d’Africa, per giungere a sostituire alle varietà imposte dalle multinazionali del seme, uniformi e incapaci di adattamento, i miscugli e le popolazioni vegetali custodite e selezionate direttamente dai coltivatori con la partecipazione collaborativa dei ricercatori.

 

Il passaggio dall’uniformità alla mescolanza, sostiene l’autore, offre la risposta più forte e convincente alla crescente erosione del patrimonio di biodiversità, e all’odierno modello dominante di agricoltura, indifferente alla sovranità alimentare delle comunità rurali, basato sull’industria chimica e farmaceutica, sulle monocolture monovarietali, sulle manipolazioni genetiche e le mutazioni indotte. Una strada da seguire per l’agricoltura di domani.

 

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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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