Io faccio così #218 – Semene: economia e comunità ripartono dal grano

Valorizzare il lavoro contadino, creare una comunità consapevole e promuovere l'economia locale a partire dalla coltivazione del grano. Questo l'obiettivo dell'associazione Semene, con sede a Nuoro, nel centro della Sardegna.

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Sovranità alimentare, ricostruzione della comunità, fare cultura attraverso l’agricoltura e di conseguenza sviluppare la consapevolezza di cosa e come mangiamo, riconoscendo un reddito dignitoso per i coltivatori. Questi sono alcuni dei punti cardine dell’attività di Semene, un’associazione sarda nata nel dicembre 2015 con sede a Nuoro, che si pone l’obiettivo di recuperare la coltivazione e la trasformazione del grano nel nuorese e nell’entroterra sardo, privilegiando i grani antichi e il recupero di alcune specie di grani autoctoni.

 

Per questo motivo, i soci dell’associazione si sono dotati di un mulino comunitario, dal quale ottengono la farina ricavata dalla molitura del grano, che viene sia acquistato da alcuni contadini di fiducia che procurato dalla coltivazione di alcuni campi della zona.

 

Uno degli obiettivi dell’Associazione Semene è anche quello di creare un indotto economico per questa filiera: a questo scopo, il passo ulteriore è stata la creazione della Cooperativa Muli-Nu, nome abbreviato di Mulino di Nuoro, che si pone l’obiettivo di macinare il grano della Barbagia e venderne i prodotti ricavati in uno spazio apposito.

 

 

La storia di Semene

Una delle anime dell’associazione Semene è Maurizio Fadda, insegnante e agronomo di formazione: “Insieme ad altre persone, abbiamo deciso di fondare Semene per un motivo fondamentale: da anni lavoriamo attivamente sul territorio per la costruzione di una comunità consapevole, che punti alla sovranità alimentare. Abbiamo costruito una buona filiera ma mancava un cereale fondamentale per la nostra tradizione culinaria: il grano, che anticamente nella zona di Nuoro veniva coltivato ma che negli ultimi anni è quasi scomparso, perché gli agricoltori non vengono messi nella condizione economica adeguata per poter coltivare con serenità. Siamo partiti registrando un buon interesse da parte delle persone, tanto da acquistare insieme a settanta soci dell’associazione un mulino comunitario, con la quale abbiano iniziato a macinare il grano”. Inizialmente, non avendo disponibilità di campi coltivati, Semene ha acquistato il grano da macinare da un agricoltore sardo di nome Luca Melis.

 

“Un aspetto fondamentale dell’attività di Semene è il riconoscimento del lavoro del contadino – ci spiega Maurizio – perché negli ultimi anni le logiche distorte del Mercato hanno portato a svalutare sempre di più il lavoro di chi coltiva grano, tanto che i campi nel nuorese sono stati letteralmente abbandonati oppure destinati al pascolo, altro tema su cui Semene sta lavorando attivamente: abbiamo infatti convinto alcuni pastori della zona a convertire parte dei propri terreni destinati al pascolo verso la coltivazione del grano, in maniera tale da creare una forma di sostegno al reddito per i pastori e che allo stesso tempo permettesse di tornare a coltivare i terreni del nuorese”.

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Di conseguenza è cominciata la seconda fase dell’attività dell’Associazione: coltivare direttamente il grano, riscoprendo il valore della comunità. “Insieme ad alcuni dei nostri soci abbiamo deciso di metterci in gioco e coltivare il grano direttamente in dei campi della zona. Lo abbiamo fatto insieme agli associati e agli abitanti della nostra cittadina, con i bambini e le scuole, riscoprendo una ritualità che ci ha permesso di capire quanto sia importante, di pari passo con la consapevolezza alimentare, costruire una comunità che sappia stare insieme, collaborare e vivere momenti aggregativi propositivi. Nel costruire questo, il cibo e il grano sono parte attiva di una comunità”.

 

I campi coltivati da Semene sono stati seminati con Grano Cappelli e, grazie alla collaborazione di alcuni agricoltori sardi, l’associazione è impegnata nella salvaguardia e nel lavoro di ricerca su alcune varietà di grani antichi sardi. Inoltre Semene è impegnata in laboratori con le scuole e organizza eventi di informazione e formazione attiva, per spiegare alle persone le caratteristiche della farina ricavata dai grani antichi e come poterla lavorare al meglio per i vari preparati.  “Uno degli obiettivi che ci siamo dati è fare in modo che, a partire dall’idea associativa, si sviluppasse un’attività che possa generare anche economia. È per questo che, insieme ad altri soci, abbiamo dato vita alla Cooperativa Muli-Nu”.

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La Cooperativa Muli-Nu

La neonata Cooperativa Muli-Nu è nata ad ottobre 2017 dall’idea di alcuni soci dell’Associazione Semene. L’idea è nata per sviluppare imprenditorialmente l’idea di Semene: “Il nostro sogno era quello di creare lavoro sia con il mulino e, successivamente, con la coltivazione del grano – ci spiega Paolo Scanu, socio di Semene e co-fondatore della cooperativa – abbiamo trovato un ottimo locale al centro della città di Nuoro, concessoci dalla famiglia Devoto che ha creduto nel nostro progetto. Qui ci occuperemo sia della molitura del grano, della zona della Barbagia e della Sardegna in generale, che della commercializzazione dei prodotti ricavati”. Il locale avrà uno spazio che ospiterà un mulino a pietra, un altro dedicato ad un piccolo ufficio ed un terzo ospiterà il piccolo punto vendita, dove saranno disponibili le farine e i prodotti trasformati.

 

Oltre al suo ruolo commerciale, il locale sarà anche un luogo di informazione riguardo le tematiche dell’alimentazione e della cultura in generale: “All’esterno del locale c’è uno spazio molto ampio, nel quale abbiamo intenzione di ospitare delle presentazioni di libri e documentari, dei momenti di panificazione in piazza, insomma una serie di iniziative che ci permetteranno tra l’altro di riunire le persone in modo tale da creare cultura in tutti i modi possibili: saremo sempre disponibili a nuove idee e abbiamo previsto tutte le forme di collaborazione con le realtà locali e non, sempre nel nome della cultura, dell’aiuto, della mutualità: tutto quello che dovrebbe far parte del progetto di una cooperativa”.

 

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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