Ricette #9 – I supplì vegan

Niente uova, nè carne, nè mozzarella filante. La dottoressa Giulia Napolitano, che ama cimentarsi nella riproduzione dei sapori onnivori senza il ricorso ad alimenti di origine vegetali, ci propone oggi una specialità della cucina romana: i supplì.

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I supplì sono la versione romana delle arancine sicule, diverse nella forma (più a forma di crocchetta di patate) e nel ripieno. Sono, per parlare in termini moderni, lo Street Food per eccellenza nelle vie della capitale. Ho sempre avuto una passione incredibile per i supplì, tale da indurmi a farne incetta ogni volta che rimettevo piede in suolo romano! Vista la distanza spesso e volentieri riuscivo anche a trovare il modo di autoprodurli in casa. Quando ho iniziato a spostare la mia attenzione all’alimentazione vegetale ho sempre trovato un grande limite: come si potevano fare i supplì senza uova, né carne, né mozzarella filante?

 

Ci tengo a precisare che questa ricetta deriva non solo dalla necessità di eliminare i derivati animali, ma sopratutto da una ricerca del tutto personale di riproduzione dei sapori onnivori della mia infanzia. Mi sono stupita io stessa dell’efficacia del ripieno, capace di ingannare tranquillamente un onnivoro: provare per credere!

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Per il riso:
500 gr di riso bianco da risotto
500 gr di passata di pomodoro
una cipolla
uno spicchio di aglio
brodo vegetale
sale

 

IMPORTANTE: preparate il riso almeno 4 ore prima perché così sarà più appiccicoso e formerà facilmente le polpette.

 

Tritate finemente la cipolla e l’aglio, fate soffriggere e poi aggiungete il riso. Fate rosolare brevemente e versate il pomodoro. Portate a cottura allungando con il brodo. Mettete da parte.

 

Per fare il ripieno il più possibile simile a quello dei supplì originali ho dovuto cedere su due acquisti che in genere non faccio: granulare di soia e mozzarella di cocco. Il primo si presta benissimo per riprodurre l’effetto della carne trita e per una volta possiamo chiudere un occhio sul fatto che non è il massimo della salubrità, in quanto, come spiegato nel mio articolo sulla soia, il granulare perde tutte le meravigliose proprietà del legume originale.

 

L’altro ingrediente, la mozzarella di cocco, è un incredibile sostituto filante della mozzarella di latte vaccino: ha un sapore incredibile (per nulla simile al cocco) e davvero buonissima su pizza e simili. Non sono ancora riuscita a riprodurla in casa, ma non escludo di provarci.

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Per il ripieno:
- una manciata di granulare di soia
- una manciata di funghi misti surgelati
- vino rosso
- aglio
- cipolla
- salvia
- rosmarino
- prezzemolo
- sale
- mozzarella di cocco (tagliare a striscioline).

 

Mettete in ammollo la soia in acqua fredda per almeno 20 minuti. Tritate molto bene la cipolla, il prezzemolo, la salvia, il rosmarino e l’aglio. Fate soffriggere bene aggiungendo il sale. Quando il tutto sarà dorato sfumate con il vino e unite i funghi e la soia strizzata. Fate insaporire il tutto per un po’, poi spegnete il fuoco e mettete da parte.

 

Impanatura:
farina integrale
pastella di 70 gr di farina di ceci e 140 gr di acqua
pangrattato

 

Procedimento:
Formate i supplì con il riso, pressandolo bene. Fate un solco nella polpetta che avete creato e aggiungete un cucchiaino di ripieno e una strisciolina di mozzarella di cocco. Richiudete bene il supplì in modo che il ripieno non esca. Passatelo nella farina, poi nella pastella e infine nel pangrattato.

 

Aspettate almeno un’ora prima di friggerli in olio ben caldo. Credo potrebbero venire croccanti e buoni anche al forno, ma la tradizione impone la frittura ad immersione. Fate freddare un po’ prima di mangiarli e attenzione alla mozzarella filante che rimane molto calda!

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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