Arriva la sciarpa che protegge dall’inquinamento

È realizzata interamente con gli scarti della filiera tessile la sciarpa creata per proteggere dall'inquinamento atmosferico. Si tratta del primo prodotto in fase di sperimentazione del marchio Air Guru, ideato da un gruppo di giovani determinati a portare l'innovazione sostenibile nel mondo della moda.

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Cosa possono avere in comune le nanotecnologie, il riciclo di scarto tessile e la moda? La risposta, per Air Guru, è una sciarpa. Creata con lo scarto di filiera tessile e prodotta in modo artigianale, la sciarpa che Air Guru Project si appresta a lanciare sul mercato è un mix innovativo fra più campi di azione e ha lo scopo principale di salvaguardare l’individuo dal problema dell’inquinamento.

 

 

Come funziona? Realizzata con scarto tessile e con materiale idrofobico, oleofobico, antibatterico e antiallergico, la sciarpa di Air Guru è stata creata grazie all’uso di nanotecnologie ed è una sciarpa filtrante. Questa sciarpa nasce con l’idea di proteggere il sistema respiratorio dell’individuo, che ogni giorno deve affrontare la sfida dell’inquinamento atmosferico, soprattutto nelle grandi città. La sciarpa Air Guru nasce perché il principio base dell’impresa è quello di venire incontro ai reali bisogni del consumatore dei nostri tempi: «Air Guru affonda le sue radici nella consapevolezza che l’imprenditoria si sta sempre più orientando alla necessità di risolvere problemi ambientali e sociali e che i bisogni dei consumatori stanno cambiando e con essi il modo di fare impresa».

 

Ma non c’è solo questo. Anche la sostenibilità ambientale, e quindi il riuso di materiale di scarto, è importante e costituisce uno dei principi guida del progetto, che si basa su principi di economia circolare e innovazione sociale. Non a caso, Air Guru nasce nella primavera 2017 grazie ad un team di giovani esperti che lavorano in una sede a Latina ma che hanno già ricevuto riconoscimenti pubblici e partenariati con diverse organizzazioni del settore.

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Anche il modo di fare impresa (oltre al prodotto creato) è ispirato a questi principi. E quindi «ovunque ci sia rifiuto tessile Air Guru può creare sedi di produzione e distribuzione che lavorano localmente e sensibilizzano/educano I consumatori ad al consumo critico, perché la sostenibilità economica è stata un elemento fondamentale nella pianificazione del progetto imprenditoriale Air Guru».

 

E poi c’è un ultimo, fondamentale, elemento: la moda. Se è ‘salutare’ ed è tecnologico, ciò non vuol dire che un oggetto non possa essere alla moda. Grazie al lavoro di fashion designer, la sciarpa di Air Guru vuole essere anche bella: l’idea in questo caso è quella di non dover rinunciare all’estetica per poter proteggere la propria salute. Per Air Guru non ce n’è bisogno. E quindi la sciarpa diventa alla moda, un’alternativa sicuramente valida e bella alle mascherine che ogni giorno vediamo in città.

 

Ora la sciarpa è nella sua ultima fase di sperimentazione ed è per questo che il team di Air Guru sta cercando volontari disposti ad usarla nelle città di  Milano, Torino, Roma, Vicenza, Monza, Frosinone, Cremona, Pavia, Venezia, Asti. I volontari «riceveranno la sciarpa che testeranno nei mesi di Settembre/ottobre 2018; dovranno poi compilare dei questionari ogni due settimane inerenti l’utilizzo della sciarpa; dovranno poi rispedirci la sciarpa per effettuare i test di laboratorio finali; avranno l’opportunità di acquistare una sciarpa nuova e su misura con il 30% di sconto».

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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