Borsopoly: il grande gioco della finanza

In occasione del decimo anniversario dall'avvio della grande crisi finanziaria globale, Banca Etica propone Borsopoly, un’installazione in Piazza Affari, sede della Borsa di Milano, per ripercorrere questi dieci anni e invitare le persone a informarsi, ad agire e a scegliere la finanza etica.

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Il default di Lehman Brothers, il 15 settembre 2008, è il momento simbolico di avvio della crisi finanziaria globale che 10 anni fa ha sconvolto l’economia e la società e i cui effetti continuano ancora oggi. Cosa abbiamo imparato da allora come cittadini e risparmiatori, come collettività e istituzioni? Quanto ne sappiamo oggi di investimenti, economia e finanza?

 

Dal 12 al 14 settembre il gruppo Banca Etica propone un’installazione in Piazza Affari, sede della Borsa di Milano: intorno al dito medio di Cattelan apparirà un grande tabellone da gioco per ripercorrere questi dieci anni e invitare le persone a informarsi, ad agire e a conoscere la crescita positiva della finanza etica. I partecipanti potranno sfidare gli amici: vince chi arriva prima all’ultima casella!

 

L’appuntamento per l’inaugurazione di Borsopoly è per mercoledì 12 settembre alle 12.30. Si continua a giocare anche giovedì 13 e venerdì 14 dalle 10.30 alle 19.30 sempre in Piazza Affari. Il gioco sarà scaricabile anche in formato digitale dal sito www.bancaetica.it e sarà accompagnato da una serie di approfondimenti curati da Valori.it.

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Un po’ di dati
Le crisi finanziarie si ripercuotono sempre sulla vita delle persone attraverso la stretta creditizia, la perdita di occupazione, l’aumento delle tasse o i tagli al welfare che seguono inevitabilmente gli esborsi di denaro pubblico per salvare le banche.

 

- Tra il settembre 2008 e il marzo 2018 in Italia il credito alle imprese è diminuito del 22% in termini reali. Negli stessi anni i crediti erogati da Banca Etica sono invece cresciuti a un tasso medio annuo del 18% (CAGR).
- Quasi nessuno dei responsabili della crisi è stato condannato, mentre le banche sono state salvate con montagne di soldi pubblici.
- Molti dei meccanismi finanziari che hanno determinato la crisi (come ad esempio i derivati) sono stati solo marginalmente toccati dalle nuove regole, che paradossalmente sembrano invece voler rendere sempre più difficile per la finanza etica e cooperativa dare credito all’economia reale
- Oltre 11.000 miliardi di dollari sono stati spesi dalle banche centrali di USA, Giappone ed Europa per immettere liquidità nei mercati: risorse ingenti che purtroppo solo in minima parte hanno raggiunto l’economia reale, mentre il resto alimentava ancora i circuiti della finanza speculativa.
- Crescono le campagne sull’educazione finanziaria, che però sembrano più mosse da un tentativo di addossare ai consumatori le responsabilità dei disastri che da una reale volontà della finanza di favorire maggiore consapevolezza e piena disclosure sui propri comportamenti. Intanto – secondo l’ultimo rapporto della Consob – il 50% degli italiani non conosce le nozioni base della finanza.

 

“Tra gli obiettivi di Banca Etica c’è l’educazione critica alla finanza – spiega il presidente, Ugo Biggeri – Il gioco è un mezzo efficace per affrontare argomenti che a prima vista sembrano complessi. Da prima della crisi Banca Etica chiede nuove regole su derivati, paradisi fiscali e tobin tax: purtroppo anche dopo la tempesta perfetta queste regole ancora non sono state varate. In questi anni abbiamo intensificato la collaborazione con le reti della società civile europea che chiedono più coraggio e iniziativa politica in risposta alla crisi. Insieme a quelle reti oggi rilanciamo la campagna Change Finance, che conta azioni e iniziative in tutta Europa in occasione dei dieci anni dal fallimento della Lehman Brothers. Se c’è un segnale di speranza rispetto a dieci anni fa – continua Biggeri – è proprio nella crescita del movimento di chi vuole una finanza che sia al servizio dell’economia e delle persone, e non viceversa”.

 

L’hashtag dell’evento sui social è #borsopoly.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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