Economia della Felicità: a Prato l’incontro con i massimi esperti mondiali

I rappresentanti della grande rete dell'Economia della Felicità che si sta creando a livello mondiale saranno a Prato il 29 e 30 settembre per parlare di come ripensare e riformulare l’economia, mettendo al centro l’ambiente, la dignità e la salute umana. Fra i moderatori ci sarà anche Daniel Tarozzi di Italia Che Cambia.

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Due giorni a scuola di ECONOMIA DELLA FELICITÀ. Così il 29 e 30 settembre 2018 a Prato torna in Italia “ECONOMIA DELLA FELICITÀ” il weekend di incontri e conferenze dedicato a ripensare e riformulare l’economia, mettendo al centro l’ambiente, la dignità e la salute umana con ospiti di rilievo internazionale come Helena Norberg-Hodge, Serge Latouche, Massimo Fini e molti altri.

Serge Latouche (foto di Jean-Marie Heidinger)

Dopo il successo dell’edizione italiana del 2016, le successive conferenze in Corea, Nuovo Messico e Stati Uniti, nonché la partecipazione all’Economics of Happiness World Forum in Giappone, il progetto nato dal libro di Helena Norberg-Hodge “Ancient Futures” – tradotto in 42 lingue – e il film “Economia della Felicità – uscito in 25 lingue e considerato uno dei più importanti Film for Action al mondo – oggi è diventato un disegno di mobilitazione mondiale.

 

Organizzato dall’Organizzazione Internazionale Local Futures Economics of Happiness, MANITESE Onlus – Firenze e il Movimento per la Decrescita Felice, con la media partnership di Terra Nuova Edizioni, l’obiettivo principale della conferenza e delle giornate di lavoro de l’Economia della Felicità sarà quello di sviluppare una maggiore consapevolezza riguardo le “verità nascoste” dell’economia globale e incoraggiare lo sviluppo di nuovi approcci d’insieme con riferimento alla crisi ecologica, economica, sociale ed esistenziale. Il focus della due giorni sarà quella di proporre, quindi, un paradigma diverso: concentrarsi sui bisogni umani ed ecologici reali tramite il risveglio dei legami profondi di ogni individuo con le comunità e con la natura attraverso, appunto, una “economia della felicità”.  

 

Per l’edizione 2018, il programma è ricco di appuntamenti: sabato 29 settembre a Villa San Leonardo al Palco a Prato sono previsti 7 workshop con l’intervento di personalità del calibro di Helena Norberg-Hodge, Keibo Oiwa, Serge Latouche, Yamada, Massimo Fini, Daniel Tarozzi e molti altri. In questi incontri si affronteranno diverse tematiche legate ai metodi attraverso cui ripensare e riformulare l’economia mettendo al centro l’ambiente, la dignità e la salute umana.

 

Domenica 30 settembre è in programma una grande conferenza in plenaria con oltre 1000 partecipanti tra attivisti, pensatori, gruppi e organizzazioni dai più svariati ambiti per uno scambio intersettoriale e internazionale. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi di Vandana Shiva, Kiebo Oiwa & Yamada, George Ferguson e Manish Jain.

Helena Norberg-Hodge

Helena Norberg-Hodge

Tra gli indici economico-sociali della Modernità globalizzata di cui si discuterà:

 

- disuguaglianza sociale: nel 2015, 85 uomini detenevano la ricchezza di 3,5 miliardi di persone cioè della metà della popolazione mondiale (rapporto Oxfam sulla Disuguaglianza 2015); nel 2017, solo 8 uomini detengono la ricchezza di 3,6 miliardi di persone;

 

- Global Foot Print: il 1° agosto 2018 si è celebrato il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra, il giorno in cui l’umanità ha usato l’intero budget annuale di risorse naturali a sua disposizione. Se tutti gli abitanti della terra consumassero le stesse risorse di australiani o americani, avremmo bisogno di 5 pianeti; per il consumo degli italiani sarebbero necessari 3 pianeti mentre per gli abitanti della Guinea, molto meno di mezzo. (fonte Overshoot Day);

 

- infelicità e depressione: sono 200 milioni le persone con problemi di depressione nel mondo con un incremento del 20% secondo l’OMS; 350 milioni soffrono di disturbi legati all’ansia, nevrosi e attacchi di panico. In Italia, l’uso degli ansiolitici è aumentato dell’8% nell’ultimo anno;

 

- cambiamento climatico: l’Intergovernmental Panel On Climate Change (IPCC), V Report 2013, ha ancora una volta confermato che il surriscaldamento globale e il cambiamento climatico è determinato dall’attività industriale degli ultimi 60 anni. I gas serra sono aumentati del 40% dal 1990 al 2016. Il tasso di crescita di CO2 negli ultimi 70 anni è aumentato di 1000 volte rispetto ai dati registrati nell’ultima era glaciale.

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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