Sblocca Italia, siamo al “game over”?

Siamo ad un punto di svolta nella storia del decreto “Sblocca Italia” e della gestione dei rifiuti nel nostro Paese? Se ne è parlato nel corso del meeting “Comuni e Comunità contro gli inceneritori si incontrano. L'Economia Circolare parte dai territori”. All'incontro, organizzato dal Movimento Legge Rifiuti Zero, ha partecipato Italia che Cambia, con Daniela Bartolini e Andrea Degl'Innocenti che hanno moderato l'evento.

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Che sia arrivata la fine per lo sblocca Italia? La discussa norma approvata dal governo Renzi che, fra le altre cose, incentiva l’apertura di nuovi inceneritori sembra vacillare fortemente di fronte ad un vero e proprio fuoco incrociato. Un pronunciamento del Tar del Lazio, la mobilitazione su scala nazionale dei movimenti e delle comunità contro gli inceneritori, infine le recenti dichiarazioni del ministro Costa potrebbero segnare una svolta nella storia del decreto e, almeno in parte, della gestione dei rifiuti nel nostro paese. In attesa della sentenza della Corte Europea, che potrebbe estendere a tutti i paesi dell’Unione l’impatto di tale cambiamento.

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Tutto ha inizio con un ricorso contro il decreto attuativo dell’art. 35 dello Sblocca Italia presentato al Tar del Lazio dal Movimento Legge Rifiuti Zero per l’economia circolare assieme all’Associazione Verdi Ambiente e Società. L’articolo 35 assegna agli inceneritori un ruolo di prim’ordine nella gestione dei rifiuti, definendoli “impianti strategici di preminente interesse nazionale”. Secondo i ricorrenti l’articolo – e di conseguenza il decreto attuativo – è  in contrasto con la gerarchia comunitaria in materia di gestione dei rifiuti, che vede riduzione, recupero di materia e riciclo come interventi prioritari rispetto all’incenerimento.

 

Il 24 aprile il Tar del Lazio ha riconosciuto le ragioni dei ricorrenti rimettendo il giudizio di merito alla Corte di Giustizia Europea. Qualora quest’ultima confermasse la sentenza del Tar l’impatto della sentenza sarebbe enorme, dato che andrebbe applicata immediatamente in tutti i Paesi europei.

 

Per accompagnare e sostenere il percorso giuridico europeo il Movimento Legge Rifiuti Zero ha lanciato la Campagna #SbloccaItaliagameover, partita a Giugno con un’assemblea nazionale e una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso e fortemente rilanciata a Parma, il 6 ottobre, con il meeting  “Comuni e Comunità contro gli inceneritori si incontrano. L’Economia Circolare parte dai territori”.

 

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Nella sala Auditorium del Palazzo del Governatore di Parma i lavori sono stati aperti dal saluto del sindaco Federico Pizzarotti e dalle relazioni di Massimo Piras, coordinatore della campagna, Carmela Auriemma, l’avvocato che ha presentato il ricorso al Tar, Patrizia Gentilini di Isde Italia Medici per l’ambiente e dello stesso Pizzarotti. Successivamente si sono alternati al microfono circa trenta rappresentanti di comitati territoriali, movimenti, amministrazioni, esperti provenienti da quasi tutte le regioni italiane e coinvolti in lotte contro gli inceneritori o sperimentatori di nuovi sistemi della gestione dei rifiuti. Nel suo intervento finale, Massimo Piras ha lanciato un ulteriore richiamo all’attivazione: “Dobbiamo portare la campagna contro lo sblocca Italia sui territori, organizzare eventi, farci promotori in prima persona di questa battaglia collettiva”.

 

A dare un’ulteriore possibile spallata al decreto arrivava nel frattempo la dichiarazione del Ministro dell’ambiente Sergio Costa che ha affermato di aver “dato disposizione agli uffici legislativi affinché sia modificato l’art.35 dello Sblocca Italia contro cui tantissimi cittadini e comitati si sono sempre battuti. È arrivato il momento di non puntare più sull’incenerimento ma sulla differenziata di qualità e sull’economia circolare”.

 

Resta forte l’attesa per la pronunciazione definitiva della Corte europea che stabilirà una volta per tutte il futuro del discusso articolo 35 dello Sblocca Italia e indicherà con maggiore chiarezza la strada che l’Europa vuole intraprendere in materia di gestione dei rifiuti.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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