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2 Nov 2018

Paratissima, uno spazio creativo per gli artisti emergenti

Scritto da: Lorena Di Maria

Paratissima nasce a Torino come manifestazione parallela di Artissima, la principale fiera d’arte contemporanea in Italia. E’ un evento che, coinvolgendo l’intera città, racconta e fa vivere l’arte in ogni sua forma e si rivolge a tutti quegli artisti e creativi emergenti che non sono ancora entrati nel circuito ufficiale dell’arte e che in essa trovano un’opportunità per farsi conoscere e dar voce alle proprie opere.

ll novembre torinese prende avvio nella cornice autunnale che molti abitanti del luogo ben conoscono, in cui il cielo plumbeo ed una pioggia passeggera fanno da sfondo ad una città viva e dinamica che non si ferma mai. Il novembre torinese rappresenta il momento dell’anno in cui aprire gli ombrelli e vivere la città alla scoperta delle tante e speciali occasioni che riserva. Una di queste è proprio la nota ed attesa “Contemporary Art Week“, la settimana dell’arte contemporanea che da sempre appassiona i cittadini e che, dall’1 al 4 novembre, offre la possibilità di avvicinarsi all’arte in tutte le sue forme, declinandosi in eventi, mostre, esposizioni legate alle arti visive e performative disseminate nei diversi luoghi della città.

Quest’anno inizio la mia abituale esplorazione recandomi nella suggestiva ed imponente caserma “La Marmora” di via Asti che ospita “Paratissima“, la sempre più nota fiera internazionale degli artisti indipendenti. Mi incontro con Lorenzo Germak, uno degli storici fondatori dell’evento che mi racconta la storia, le caratteristiche e le visioni di questo evento sempre più atteso e radicato sul territorio.
Paratissima nasce come manifestazione off di “Artissima” e si presenta alla città come un’occasione per dare voce agli artisti e ai creativi emergenti, stravolgendo e proponendo un nuovo modello di fiera d’arte caratterizzata da una maggior apertura, accessibilità ed informalità.
Nata nell’anno 2005, “Paratissima” è diventata in pochi anni un evento di riferimento nel panorama artistico a livello nazionale ed internazionale. Rappresentando un’occasione di visibilità per gli artisti che non sono ancora entrati nel circuito ufficiale dell’arte, ha la peculiarità di innescare una partecipazione attiva, una connessione diretta tra il pubblico e giovani, diventando un vero e proprio network della creatività emergente, come mi racconta Lorenzo Germak:

Paratissima nasce come manifestazione off di Artissima. In che modo ribalta il modello tradizionale di “fiera d’arte” e quali sono i suoi elementi caratterizzanti?
“Paratissima nasce come opportunità per gli artisti e i creativi emergenti e permette loro di esporre le opere direttamente nei nostri spazi senza il tramite della galleria, superando l’idea tradizionale di fiera d’arte.
Il fatto di offrire un’occasione di visibilità agli artisti è una delle caratteristiche fondamentali dell’evento, il quale si pone come manifestazione pop e accessibile, quindi destinata ad un grande pubblico che include anche i non esperti e gli operatori del settore.
Il nostro obiettivo è permettere alle persone di avvicinarsi in maniera diversa all’arte contemporanea attraverso spazi espositivi, incontri, workshop, laboratori e performances”.

Qual è stata l’evoluzione che ha permesso a Paratissima di inserirsi e radicarsi sul territorio?
“Paratissima nasce nel 2005 come occasione informale tra artisti ed amici interessati ad esporre le proprie opere. Dal 2008 e per quattro edizioni consecutive ha avuto luogo in San Salvario, organizzata all’interno di luoghi commerciali e spazi sfitti. L’evento negli anni è cresciuto considerevolmente in termini di visibilità, diventando molto popolare ed apprezzato. Il nostro ultimo anno ha contato più di 200 spazi espositivi dislocati in diverse parti del quartiere e ciò ha permesso alle persone di muoversi e spostarsi per le vie, accompagnati da performances artistiche e musica che hanno reso la manifestazione molto street.
Dal 2011 la manifestazione ha assunto la connotazione che mantiene tuttora, quale evento che si sviluppa all’interno di un luogo da valorizzare: ciò è avvenuto negli spazi dell’Ex-Moi all’interno dell’ex Villaggio Olimpico per poi spostarsi l’anno successivo a Torino Esposizioni ed infine nella Caserma “La Marmora” di via Asti.
Cambiare sede è il risultato di un mix di opportunità, scelte ed esigenze che ci ha dato la possibilità di intervenire e agire su diverse porzioni di territorio, dando a molti torinesi la possibilità di interagire con luoghi che ancora non conoscevano.
“Paratissima” ha nel complesso una doppia valenza: è un evento di arte contemporanea ma anche un’occasione per scoprire luoghi di Torino che normalmente non si potrebbero frequentare”.

Quali opportunità offre Paratissima agli artisti e creativi emergenti?
“Coloro che partecipano a “Paratissima” hanno la possibilità di incontrarsi e confrontarsi con altri artisti, di interagire col grande pubblico e percepire come quest’ultimo si pone davanti ad un’opera. Tutti questi elementi sono fondamentali affinchè l’artista possa progressivamente migliorarsi, trasmettendo le proprie intenzioni ed il proprio messaggio alle persone.
Il motivo per cui ci sentiamo diversi è dato dalla nostra capacità di stimolare e facilitare la crescita degli artisti, offrendo loro la possibilità e gli strumenti per crescere e confrontarsi efficacemente con il grande pubblico.
Attraverso il percorso di iscrizione a “Paratissima” l’artista riesce a maturare e prendere maggior consapevolezza dei suoi mezzi e delle sue potenzialità”.

Il tema scelto quest’anno è “Feeling different”. In quale modo volete celebrare la differenza e la diversità?
“Il tema è stato scelto perché quest’anno abbiamo compiuto 14 anni e per noi i 14 anni sono proprio l’età del cambiamento, della pubertà e della trasformazione. “Feeling different” è nato da quest’idea, dalla presenza di una maggiore connessione con la nostra identità.
Quando abbiamo iniziato a ragionare in quest’ottica, ci siamo confrontati con i grandi argomenti del dibattito pubblico in Italia e abbiamo voluto dare agli artisti la possibilità di lavorare sul tema delle differenze, interpretandole, valorizzandole e dimostrando che ciò che è diverso è un arricchimento e non un problema”.

Come si relaziona Paratissima col grande pubblico?
“Io credo che il nostro pubblico sia sicuramente cresciuto insieme noi. E’ un pubblico che ha iniziato ad acquistare da cifre piccole a cifre importanti, che comincia a essere attento, che giudica, che rimane piacevolmente stupito quando la qualità delle opere cresce e da questo punto di vista io penso che Torino si meriti una settimana all’insegna dell’arte contemporanea, nella quale ci sono tantissimi eventi da conoscere e scoprire”.

Qual è la responsabilità dell’arte e dell’artista nei processi di mutamento sociale?
“L’arte e le attività ad essa legate sono in grado di contribuire alla nascita di processi di contaminazione, di scambio e di crescita. La sua importanza sociale e culturale è grandissima, offre un valore aggiunto ed una ricchezza ad un territorio e alle persone che lo vivono.
Noi siamo un’impresa sociale e a maggior ragione nella nostra mission c’è la volontà di favorire l’artista nella comunicazione di messaggi diretti e rivolti all’intera comunità.
Nei nostri 14 anni di attività abbiamo portato l’arte in mezzo alla strada, nei luoghi del quotidiano, abbiamo valorizzato spazi e immobili e quindi non potrei che dire che il suo valore è immenso”.

Dopo il successo delle passate edizioni Paratissima si è ampliata in Italia e all’estero. Quali città ha coinvolto?
“Paratissima è un format che può essere replicato in altre città, sia in Italia che all’estero perché è un evento molto fluido che può coinvolgere pochi artisti locali come molti. Il principio e le visioni su cui si basa sono sempre le stesse mentre possono cambiare i luoghi, le modalità espositive, il numero di artisti.
La manifestazione è stata portata recentemente a Milano e Bologna, mentre da alcuni anni è presente anche a Napoli e Cagliari, grazie alle collaborazioni con altre associazioni locali. La prima esperienza internazionale ha poi avuto luogo a Skopje, in Macedonia e successivamente a Lisbona”.

Siete soddisfatti del risultato raggiunto e avete progetti per il futuro?
“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti. Noi ci poniamo come punto di riferimento per gli artisti creativi emergenti: ci impegniamo nel valorizzare la formazione personale dell’artista, nello sviluppare strumenti e opportunità per più soggetti possibili. Guardiamo con molto interesse ciò che succede nel mondo web, nello sviluppo digitale e nelle tecnologie perché in questi ambiti si gioca una partita molto importante per i soggetti che come noi si rivolgono ad un pubblico molto giovane. Nel nostro futuro abbiamo intenzione di diventare un hub ancora più consolidato, un centro di formazione, di crescita e di servizi per i nostri creativi”.