Una rete di contadini per salvare l’agricoltura naturale della Sicilia

Nasce da un giovane di Catania laureato in economia l'idea di salvare l'agrumeto di famiglia creando un circuito di collaborazione tra piccoli produttori. Responsabilità sociale e ambientale, coltivazione naturale e filiera corta sono le linee guida di NaturalMente Contadini.

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«A noi non interessa solo vendere le arance, a noi interessa raccontare il nostro territorio e il nostro lavoro: con i nostri prodotti consegniamo anche una storia». Che è quella di Carmelo e del suo agrumeto di famiglia a Catania. E di come da piccolo produttore schiacciato dalle leggi di mercato è diventato promotore di un circuito di collaborazione e supporto fra contadini, chiamato NaturalMente Contadini.

Carmelo, ideatore di NaturalMente contadini

Carmelo, ideatore di NaturalMente contadini

Tutto inizia quattro anni fa: Carmelo, all’epoca 29enne, laureato in economia, decide di riprendere la tradizione agrumicola familiare e di utilizzare le proprie competenze per creare un nuovo circuito che potesse opporsi alla rete della grande distribuzione organizzata. «Nel corso della nostra esperienza avevamo constatato, purtroppo, la “non-sopravvivenza” all’interno di quel contesto a causa di leggi di mercato imposte dalla grande distribuzione, vessatorie nei confronti dei piccoli produttori», racconta Carmelo parlando di come ha avuto origine l’idea. La sua famiglia, infatti, produce arance di varietà tarocco dagli anni ‘60, quando questo agrumeto venne piantato nella Valle del Simeto a pochi passi dall’Etna, a metà fra i comuni di Paternò e Centuripe in provincia di Catania. Un posto speciale, che conferisce una pigmentazione rossa unica alle arance del posto proprio grazie alla presenza del vulcano.

 

«Abbiamo cominciato a rapportarci ad altre realtà simili sul territorio e per i primi due anni abbiamo collaborato con loro, finché nel 2017 non è nata la rete di NaturalMente Contadini», spiega Carmelo, che assieme alla sua famiglia manda avanti il progetto. Con lui c’è Francesco, definito “contadino digitale”, che si occupa di tutta la parte comunicativa su internet e sui social network. «Partiamo dall’idea che non bisogna necessariamente sfruttare la terra e l’uomo per produrre». E così opporsi al mercato della grande distribuzione e creare un circuito alternativo significa anche rispettare questi principi.

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C’è infatti un grande rispetto per i tempi della natura: da dicembre fino alla primavera si raccolgono i frutti, mentre poi inizia la stagione del risveglio (con la concimazione, la potatura e l’irrigazione) e ci si dedica alla parte organizzativa e distributiva. L’agrumeto è trattato in modo completamente naturale, Carmelo e la sua famiglia non usano pesticidi o diserbanti chimici. «Togliamo le erbacce manualmente o meccanicamente, mentre nel caso di infestazioni usiamo degli insetti (Aphytis melinus) che servono proprio a contrastarle».

 

Anche i tempi del lavoro sono umani, si adattano a quelli della natura (seguendone il ciclo) e non c’è alcuno sfruttamento lavorativo: evitare le imposizioni delle leggi di mercato significa anche garantire una paga equa a chi lavora, che non è sottopagato o sfruttato. «Questo modello di vendita diretta ci garantisce un prezzo equo, che ripaghi il frutto e il lavoro che noi riusciamo a fare per spedire questi frutti da qui. È possibile farlo perché abbiamo creato questa rete di filiera corta».

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Quando la raccolta è finita, Carmelo e la sua famiglia organizzano le spedizioni di casse di arance. La maggior parte dei clienti di NaturalMente Contadini, infatti, è del Nord Italia, lì dove le arance non sono così ‘scontate’ come in Sicilia: «Il 70% del nostro raccolto viene spedito, mentre cerchiamo di destinare il minimo possibile al mercato convenzionale. I nostri clienti apprezzano quello che facciamo e spesso ci chiedono anche di venire a trovarci».

 

La garanzia di prodotti di qualità cresciuti grazie ad una coltivazione naturale e provenienti tutti dalla Sicilia convince. E funziona non soltanto per chi compra, ma anche per chi vende: NaturalMente Contadini, infatti, svolge un altro ruolo fondamentale, che è quello di mettere in rete i piccoli produttori che come Carmelo e la sua famiglia rispettano certi canoni. «Noi facciamo un po’ da volano di questa idea e abbiamo innescato un meccanismo virtuoso, sia nella clientela che nei produttori». Infatti già due piccoli produttori si sono aggregati a questa iniziativa e tramite NaturalMente Contadini è possibile acquistare anche “i limoni di Irene” e gli “avocado del signor Sorbello”. Tutti rigorosamente siciliani e coltivati in base a metodi naturali.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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