Cambiare vita ospitando sconosciuti

Sono tante le persone che hanno cambiato vita viaggiando o trasferendosi in altri paesi. Ma è l'unico modo? E se si provasse a cambiar vita restando a casa e ospitando viaggiatori sconosciuti? È questa la domanda che si è posta Cristiana Magistro, medico omeopata e fitoterapeuta toscana, prima di decidere di provarci. Dopo ogni ospite incontrato, lei cambia almeno un aspetto della sua vita facendosi ispirare dall'esperienza vissuta e condividendo il tutto sul suo blog.

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Ci siamo occupati tante volte di cambio vita. E ogni volta abbiamo chiarito cosa significa per noi. Raccontiamo ogni giorno un Paese fatto di imprese che mettono al centro la sostenibilità umana e ambientale invece del profitto a tutti i costi; di giovani che, con gioia, scelgono di tornare alla terra invece che accettare la precarietà; di associazioni che costruiscono progetti di integrazione invece che steccati; di sindaci virtuosi che realizzano politiche straordinarie su rifiuti, energia e mobilità invece di parlare solo alla pancia dei propri elettori.

 

Ma cosa c’è dietro queste scelte di cambiamento sociale che hanno un’influenza così evidente su lavoratori, cittadini, istituzioni? Quasi sempre c’è un profondo cambiamento personale da parte di qualcuno, generalmente una singola persona, in grado di ispirare altri vicini a sé. A volte la svolta verso uno stile di vita più adatto ai propri ritmi interiori; altre volte la nascita di un figlio; in alcuni casi l’insegnamento di un maestro; o anche un trasloco, un’idea, un incontro, un’apertura al prossimo. Oppure un insieme di tutto ciò, come nel caso di Cristiana Magistro, medico omeopata e fitoterapeuta di Firenze.

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Cristiana Magistro

Dopo la nascita della loro primogenita, Cristiana e il suo compagno Bruno – insegnante di reiki, meditazione e tecniche di rilassamento – decidono di lasciare la città per far crescere la piccola Bianca in un ambiente più salubre. E così traslocano da Firenze a Piombino, sulla costa di fronte all’Elba. Un trasferimento per niente indolore, giacché devono entrambi rilocalizzare le proprie attività professionali, ricominciando da zero e quindi tagliando un po’ di spese. Quelle per i viaggi, per esempio.

 

Non potendo permettersi di viaggiare, ossia di visitare il mondo e i suoi abitanti, e amando molto farlo, Cristiana inizia a coltivare l’idea di invitare il mondo a visitare casa sua, a conoscere il suo compagno e la bambina. “Avevo già sentito parlare di Couchsurfing (letteralmente, fare surf sul divano), il sito internazionale che mette in contatto persone di tutto il mondo desiderose di offrire e/o ricevere gratuitamente un posto letto”, scrive. E così, come altri 6 milioni di persone in tutti i continenti (fra cui il vostro articolista), nell’agosto 2018 anche Cristiana si aggiunge alla più grande rete sociale del mondo e riceve le prime richieste di ospitalità.

 

Fin qui nulla di particolarmente originale, direte voi. E difatti non è questo il punto. È Cristiana stessa a spiegare cosa è accaduto dopo: “I nostri primi tre ospiti, così diversi tra loro, sono stati come una ventata di vita, come una finestra su altre realtà. È stato come conoscere un po’ di mondo attraverso gli occhi degli altri. E allora mi sono detta: abbiamo imparato tanto con i primi tre, chissà quanto ancora impareremo con tutti quelli che verranno.” Da quel momento, Cristiana decide che, dopo ogni ospite, cambierà almeno una cosa nella sua vita prendendo spunto dall’esperienza vissuta. “Dopotutto, se queste persone giungono fino a noi un motivo ci sarà, no?” È l’ottobre del 2018 quando nasce il blog Cambiare vita ospitando.

Cristiana, Bianca e Bruno

Cristiana, Bianca e Bruno

Dopo qualche mese l’entusiasmo per l’inizio di questa esperienza continua a crescere parallelamente a quello della piccola Bianca, che adora la presenza di nuovi compagni di giochi. Il blog si riempie di brevi racconti riguardanti gli ospiti che hanno occupato per qualche giorno il divano nel soggiorno di casa, lasciando ciascuno un minuscolo segno del loro passaggio sulle vite della famigliola toscana, e una piccola ispirazione per il cammino di Cristiana verso il suo personale cambiamento.

 

Per esempio Sara e Simon, coppia francese con lei originaria del Vietnam, lasciano a Cristiana il desiderio di leggere un romanzo ambientato in Vietnam e le insegnano alcune succulenti ricette di cucina d’oltralpe. Dalla giovanissima australiana Rachel, amante del jogging e studentessa di spagnolo, Cristiana si ispira per promettere a se stessa di tornare a dedicare del tempo allo sport e di migliorare il suo spagnolo, gratuitamente, attraverso l’applicazione Duolingo (che non conosceva prima di incontrare Rachel). Dall’incontro col tedesco Carlo, ex giovane calciatore che ha cambiato vita scegliendo di dedicarsi ai disabili, nasce una nuova curiosità per le storie di vita difficili, coraggiose e stupende di persone portatrici di handicap e l’ammirazione per chi deve lottare con il doppio della forza per realizzare i propri sogni.

 

Il primo ospite, però, come il primo amore, non si scorda mai. Per questo un posto particolare nel cuore della nostra blogger lo occupa l’austriaca Maria, collaboratrice di Pioneers of Change, ONG che lavora per diffondere stili di vita in sintonia con i valori di sostenibilità, spiritualità e giustizia sociale. Da lei, Cristiana apprende dell’esistenza di programmi come Pachamama Alliance, che protegge le popolazioni indigene dell’Amazzonia dall’assalto del cosiddetto sviluppo economico, e Service Space, database di progetti basati sulla generosità umana.

La piccola Bianca insieme a Maria, prima ospite di Cristiana e la sua famiglia

La piccola Bianca insieme a Maria, prima ospite di Cristiana e la sua famiglia

Ora, se in questo momento state scuotendo la testa affermando fra voi che un’ispirazione è condizione necessaria ma non sufficiente per un cambiamento (o per un contributo ad esso), abbandonerete subito il vostro scetticismo quando saprete che Cristiana ha già fondato la prima comunità italiana di Pachamama Alliance, sta sottotitolando e traducendo in italiano – da volontaria – video e pubblicazioni presenti sul sito dell’organizzazione, è entrata nel team italiano di Service Space, sta frequentando un corso di spagnolo su Duolingo e così via.

 

E mentre lei e Bruno rotolano sorridenti fra le maglie della ragnatela collegata a vari punti del pianeta sulla quale sentono di essere saliti, la piccola Bianca, ospite dopo ospite, cresce nella ricchezza della diversità e dello scambio culturale, vaccinata fin dall’imprinting contro l’intolleranza per il diverso da sé. Perché uno sconosciuto, per dirla col poeta e drammaturgo irlandese W. B. Yeat, in fondo è solo un amico che non abbiamo ancora incontrato. Un altro insegnamento, forse il più importante di tutti, nella collezione di Cristiana e della sua famiglia.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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