Ricette #20 – Formaggella vegan di anacardi alle erbe provenzali

“Se non è fatto di latte non è vero formaggio”, dicono in molti. Eppure anche senza utilizzare prodotti di origine animale è possibile ricreare un prodotto versatile e buono che ricordi il formaggio per l’uso che conosciamo. Ecco una ricetta proposta dalla dottoressa Giulia Napolitano: formaggella vegan di anacardi alle erbe provenzali.

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In questo clima di feste, complice il tempo a disposizione e le cene con amici e parenti, mi cimento sempre in nuove sperimentazioni culinarie senza badare troppo al quantitativo calorico della pietanza: d’altronde è pur sempre festa! Sono sempre stata molto curiosa dal punto di vista di ricette e mi ha sempre affascinata come si potessero creare i cibi più comuni: ricordo che da universitaria avevo improvvisato un laboratorio di formaggi creando in casa ricotta, primo sale e yogurt (con risultati poco convincenti) e che molto spesso andavo a dormire dalle amiche portando dietro il mio barattolo di fermenti o la pasta madre! 

 

Da quando mi sono avvicinata alla cucina vegana, mi diverto quindi moltissimo a sperimentare diversi piatti e pietanze prima sconosciute. La cosa che più mi affascina della cucina vegana è come si riesca a creare qualcosa di molto simile a quello che conosciamo come “formaggio”. Sia chiaro, non è mia intenzione aprire la diatriba accademica del “se non è fatto di latte non è vero formaggio”: l’idea è quella di ricreare un prodotto versatile e buono che ricordi il formaggio per l’uso che conosciamo.

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Attraverso varie ricette ho scoperto che esiste una vera e propria scienza a riguardo e che riuscire a riprodurre stagionature e consistenze (oltre che sapori) è davvero un’arte. La base di queste creazioni è generalmente qualcosa di grasso, qualcosa di molto saporito e qualcosa che dia la consistenza più o meno solida. Nei miei primi tentativi, la consistenza la davo con l’aggiunta di un gelificante, come ad esempio l’agar agar, ma i risultati non erano dei migliori. Un’altra parte difficoltosa è stata quella di farlo senza l’aggiunta di grassi troppo particolari (molti finti formaggi sono a base di olio di cocco) mantenendo una consistenza compatta e, magari, cremosa.

 

Per molto tempo non ho mai trovato una ricetta che mi convincesse e che fosse semplice da fare e quindi ho quindi accantonato l’idea. Recentemente però ho deciso di sperimentare e ho trovato una ricetta molto facile e veloce, dal risultato garantito! La cosa che più mi ha colpita è stata la semplicità degli ingredienti che sono sicuramente alla portata di tutte le credenze.

 

La base di questo finto formaggio è data dagli anacardi, semi oleosi ricchi di acidi grassi insaturi, potassio, calcio e magnesio. Risultano inoltre ricchi di zeaxantina, un antiossidante prezioso per proteggere la vista, e di triptofano, il conosciutissimo amminoacido precursore della serotonina che ci permette di mantenere alto il tono dell’umore.

 

In questa versione ho ricoperto l’esterno della formaggella con un mix di erbe provenzali (in cui è presente anche la lavanda), ma è possibile fare numerose varianti: con pepe nero, pepe rosa, rosmarino, timo… a voi la scelta!

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Ingredienti
75 gr di anacardi
150 ml di acqua
4 cucchiai di amido di mais
3 cucchiai di lievito alimentare in scaglie
2 cucchiai di succo di limone
1 cucchiaio di olio evo
un cucchiaino di sale
½ cucchiaino di polvere di aglio
erbe secche “provenzali”

 

Preparazione
Unite gli ingredienti (tranne le erbe) e frulla in un mixer fino a che non è ben cremoso. A questo punto trasferite in un pentolino antiaderente e fate cuocere mescolando finché non prende una consistenza pastosa (tipo pongo). Mettete quindi in un contenitore ermetico per alimenti leggermente unto e livellate con le mani, chiudetelo e mettetelo in frigorifero per un’ora. Poi tiratelo fuori e ricopritelo con le erbe provenzali facendole aderire bene. Servite subito a fette: ottimo sul pane, per guarnire dei crostini di pane di segale da servire per il cenone di capodanno.

 

Per conservarlo (se proprio non lo finite) riponetelo in frigo, in un contenitore ben chiuso, altrimenti secca.

 

Attenzione a non esagerare: è molto calorico!

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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