Il Poliambulatorio Solidale: una cura per tutti

È di pochi giorni fa la notizia che anche Villadossola aprirà un ambulatorio medico in cui svolgere visite specialistiche gratuite. Un'esperienza che si aggiunge a quelle già consolidate nella regione Piemonte, di Borgomanero e Vercelli. Iniziative promosse dalle sezioni locali dell'Auser per garantire l'accesso alle cure alle persone in difficoltà e fuori dal circuito sanitario.

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“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, così recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana, eppure sono milioni le persone che oggi, per problemi economici, rinunciano alle cure, a cui si aggiungono i rifugiati che risiedono nel nostro Paese.

 

A Borgomanero, in provincia di Novara, il Poliambulatorio Specialistico Solidale è nato nel 2010, all’inizio della crisi che ha ampliato la fascia degli indigenti in Italia.  L’iniziativa è partita da un’idea di Maria Bonomi, presidente dell’ Auser locale, Associazione di volontariato e di promozione sociale, impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo degli anziani e nella valorizzazione del loro ruolo nella società. Già, perché il servizio è stato reso possibile, oltre che grazie alla solidarietà dei bogomaneresi che hanno reso fattibile l’acquisto delle apparecchiature diagnostiche, alla disponibilità di medici in pensione e volontari dell’Auser .

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Sono ben 23 i primari che hanno deciso di rimettere in gioco la propria professionalità, permettendo all’ambulatorio di offrire molte specialità mediche: cardiologia, pediatria, ortopedia, medicina interna, neurologia, dermatologia, otorinolaringoiatria, chirurgia, reumatologia, ginecologia, odontoiatria, radiologia, otorinolaringoiatria, urologia etc.

 

I primari in pensione sono affiancati da infermieri e psicologi e si praticano anche ecografie ed ecodoppler, Ecg holter. Dal 2017 è attivo anche l’“ambulatorio odontoiatrico diffuso”, che offre visite su segnalazione dei servizi sociali locali a persone selezionate in base all’Isee.

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Sono oltre 1500 i pazienti che annualmente usufruiscono del servizio, di cui l’85% italiani, con tempi di attesa per le visite di pochi giorni e con un approccio diverso, con ritmi più lenti che permettono di conoscere e ascoltare i pazienti come il servizio pubblico spesso non permette, coprendo così una funzione sociale che va ben oltre quella meramente medica.

 

I primi a offrire le proprie competenze a questo innovativo progetto sono stati il Professor Piero Sacchi, Primario Cardiologo, il Professor Felice Fortina, Primario Nefrologo, e il Professor Sergio Cavallaro, Primario Urologo.
È stato proprio Sergio Cavallaro, insieme a Grazia Camellini, presidente dell’Auser di Vercelli, ad aprire lo scorso febbraio le porte dell’ambulatorio sociale al Centro di Incontro in Via Restano a Vercelli dove prestano servizio insieme ai volontari dell’Auser, dieci medici e 6 infermieri.

 

A Villadossola il poliambulatorio, in fase di allestimento presso il Centro culturale La Fabbrica, ha già ricevuto varie adesioni da medici in pensione.

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Nella foto di copertina alcuni dei dottori: da sx Frediani, Macchi, Sergio Cavallaro, Zanetta, Maria Bonomi presidentessa dell’Auser, Giustina, Carmelo Cavallaro e Farina.

 

 

Foto copertina
Didascalia: Poliambulatorio Solidale Borgomanero
Autore: Associazione Auser
Licenza: Associazione Auser

 

Articolo tratto da Piemonte che Cambia

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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