“Sei vegano? E i bambini che muoiono di fame?”

“Non credi che gli animali siano stati creati per questo?”, “Perché non pensi ai bambini che muoiono di fame?”, “Se non li mangi tu non li uccidono comunque?”, “E le proteine per la tua salute?”. Spesso senza senso, accusatorie e poste con tono di derisione. Sono tante le domande che vengono rivolte continuamente ai vegani. Ecco le più frequenti e le relative risposte.

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Chi sono e cosa mangiano i vegani? C’è chi li conosce e li ammira, c’è chi invece li critica, c’è chi non sa nemmeno cosa voglia dire “vegano”, c’è chi si è fatto un’idea distorta e chi non li sopporta. I cosiddetti “vegani” sono persone che hanno scelto di nutrirsi solo di cibi di origine vegetale e che non derivano dagli animali.

 

Le principali motivazioni sono tre: l’amore e il rispetto per gli animali, ritenuti esseri senzienti e in grado di provare emozioni, l’amore e il rispetto per l’ambiente, sempre più compromesso a causa degli allevamenti intensivi, la salute.

 

C’è chi lo fa per tutti questi motivi e chi per uno solo ma la cosa più bizzarra è l’inquisizione cui vengono sottoposte queste persone, quasi sempre mentre stanno mangiando e la domanda sorge spontanea: a voi piacerebbe mentre state gustando un piatto di lasagna (sì i vegani mangiano le lasagne e ce ne sono infinite versioni golosissime con ingredienti naturali) che vi si obblighi a rispondere ad una raffica di domande spesso senza senso, accusatorie o poste con tono di derisione?

 

Le classiche domande che un vegano si sente rivolgere sono quasi sempre le stesse e allora abbiamo raccolto le più comuni (e fastidiose) con le relative risposte. Le motivazioni non sono quelle descritte in moltissime ricerche scientifiche e chi ce le ha date non è un guru che vive nei boschi, hippie ed emaciato che mangia solo insalata scondita ma persone che hanno una vita sociale e frenetica come la maggior parte di noi, che amano la buona cucina e che preparano dei favolosi tiramisù… si perché esistono infinite possibilità di realizzare dolci squisiti e molto più digeribili di quelli ai quali cui siamo abituati.

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1. Ma perché non pensi ai bambini che muoiono di fame anziché agli animali?
Di solito chi pone questa domanda non dona nemmeno un euro alla beneficienza ma posto che lo faccia… allora girerei la domanda a lui/lei chiedendo: “E tu perchè non pensi agli anziani? O alle persone disabili? O all’ambiente?”. Chiunque può fare qualcosa e dare il proprio contributo per rendere questa terra un posto migliore ma una singola persona non può arrivare a tutto e tutti, unendo le forze però si può fare molto. Allora facciamo che io penso agli animali in difficoltà, tu agli anziani, tu ai profughi, tu all’ambiente e così via. Nessuno è migliore dell’altro perché ognuno fa qualcosa per aiutare chi è in difficoltà. Inoltre, è risaputo che gli allevamenti intensivi sono anche la causa della fame nel mondo perché tolgono enormi quantità di terra agli esseri umani, per dedicarli alla produzione di mangimi.

 

2. Gli animali sono stati creati per questo
Hai mai visto un allevamento intensivo? Ti sei mai documentato su come vengono tenuti gli animali?Questo non si avvicina nemmeno lontanamente alla loro natura ed è un inferno. Gli animali sono considerati oggetti, inseriti in catene di montaggio che hanno il solo scopo di produrre il più possibile a costi bassissimi. Chi “maneggia” gli animali non ha la minima considerazione che sotto le sue mani ci sia qualcuno che prova paura, dolore e terrore a cui è stata strappata qualunque dignità e diritto alla vita e l’uccisione è solo la punta dell’iceberg, prima di arrivare a questo gli animali vivono una vita di inferno, comprendono quello che sta succedendo e cercano di ribellarsi (purtroppo inutilmente e diventando ancora di più vittime di chi comanda su di loro), come farebbe chiunque di noi perché loro vogliono vivere e ne hanno tutto il diritto, siamo noi che glielo abbiamo tolto.

 

3. Noi abbiamo bisogno della carne
Questo è molto opinabile, ci sono sempre più studi che dimostrano che non è così e che una dieta naturale è molto più sana, ma lasciamo le risposte a chi ha le competenze per farlo. Chiunque però può documentarsi e scoprire le enormi quantità di antibiotici e medicinali che vengono iniettati a questi animali ogni giorno. Sono state spesso portate alla luce situazioni in cui gli animali venivano “gonfiati” per essere mandati prima al macello perché più restano in allevamento e più i costi si alzano e se per te è sano mangiare un animale allevato in quelle condizioni…

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4. Ma io la carne la prendo dal contadino
Va bene ma posto che il consumo di carne non è comunque sano per il nostro organismo come la mettiamo con la parte etica? Riusciresti mai ad allevare un vitello, vederlo crescere nei campi, farlo affezionare a te, illuderlo che tu gli vuoi bene per poi ficcargli un coltello in gola? Ah è vero… tu no.. però paghi qualcuno che lo fa al posto tuo.

 

5. E allora il latte? Se non le mungi alle mucche scoppia la mammella
Come tutti gli altri mammiferi, anche la mucca produce latte per il suo piccolo e quindi solo quando è gravida. In natura ne produrrebbe una minima parte rispetto a quello che è costretta a produrre in un allevamento e come fanno a farle produrre tutto questo latte? Ovviamente ingravidandola continuamente (tralasciando i modi poco gentili) e strappandole il suo piccolo subito dopo perché il latte serve alla grande distribuzione e all’uomo che è l’unico animale in natura che beve latte dopo lo svezzamento e per di più di un altro animale.

 

Il vitellino che avrebbe tutto il diritto e bisogno di quel latte, non ci si può nemmeno avvicinare e questo causa a lui e alla sua mamma una sofferenza atroce, senza contare che il vitellino è carne fresca da macello dove viene mandato quasi subito e la madre vive una vita legata a delle macchine che la spolpano letteralmente causandole mastiti etc e quando non serve più viene mandata al macello pure lei. Anche dietro al consumo di latte e di suoi derivati, dunque, c’è tanta sofferenza, morte e bugie. La scusa del calcio è un’altra bella bugia conclamata.

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6. Ma le galline le fanno le uova
Stesso discorso… hai mai visto una gallina ovaiola? Sai come vive? Dentro una gabbia grande come un foglio A4, tutta la vita, in capannoni con gabbie che arrivano al soffitto e quando smette di essere produttiva ovviamente viene uccisa. Dimentica le pubblicità ingannevoli che mostrano galline che scorrazzano su verdi prati, queste creature non vedono nemmeno la luce del sole, non possono aprire mai le ali e spesso vengono accecate letteralmente da lampi di luce perché è stato dimostrato che in questo modo producono di più. Anche loro devono subire tantissime sofferenze, dalle mutilazioni del becco etc. Inoltre i pulcini vengono divisi subito dopo la nascita e i maschi uccisi (spesso gettati vivi dentro delle macchine che li trasformano in mangime) perché non servono alla produzione e le femmine, diventano galline ovaiole a vita. Così come le mucche, anche le galline in natura non farebbero mai le quantità di uova costrette a fare in allevamento e come si fa ad ottenerlo? Certo non in modo naturale e indolore…

 

7. Ma se avessi le tue galline?
Ok non è questo il caso, quasi nessuno di noi ha una gallina ma se le avessi sinceramente non sentirei il bisogno di mangiare le uova, sono pur sempre il mestruo della gallina.

 

8. Ma anche le piante soffrono
Certo e ne sono consapevole, non hanno però le terminazioni nervose che hanno gli animali.

 

9. Ma allora dovresti stare attento a non schiacciare le formiche
A questa di solito nemmeno rispondo.

 

10. Ma se fossi su un’isola deserta?
Magari! Non è questo il caso, vivo in una parte di mondo fortunata dove posso nutrirmi di tutto ciò che offre la terra senza sentire minimamente l’esigenza di causare sofferenza e morte a un essere vivente ma se dovessi finire su un’isola deserta, ti farò sapere promesso!

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11. Se non li mangi tu li uccidono comunque
Beh ci sono tantissime brutture di questo mondo che capitano continuamente senza che noi possiamo farci nulla, ma per questo bisogna alimentarle? Io preferisco sapere che in cuor mio ho fatto delle scelte ragionate e sentite da me. Per me non c’è alcuna differenza tra il mio gatto e un maiale, solo perché non siamo abituati a considerarlo come animale da compagnia abbiamo il diritto di infliggerli tutte le sofferenze più orribili? Perché ti indigni se qualcuno fa del male a un cane ma non muovi un dito contro chi massacra questi animali ogni secondo? Non serve aspettare il politico di turno per portare il cambiamento, ognuno può iniziare dalle proprie scelte quotidiane per iniziare a fare la differenza, “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva Gandhi.

 

12. Non ho tempo
Io sì invece! Come in tutte le cose ci vuole organizzazione. Chiunque sia attento ad una dieta sana ed equilibrata e non ha molto tempo a disposizione, si organizza con dei menu settimanali e in molti altri modi. Noi vegani facciamo uguale. Sì magari serve più tempo per cuocere dei legumi rispetto a una bistecca alla griglia ma tutti abbiamo a disposizione 24h, ognuno scelga di impiegarle come meglio crede.

 

13. Mangiare vegano costa
In realtà non è così, la maggior parte dei piatti è composta da verdure di stagione, frutta e cereali se poi ti riferisci ai cibi pronti vegani… non c’è poi molta differenza con quelli onnivori. Ti confesso che la maggior parte di noi nemmeno li considera e comunque vale come il tempo, ognuno scelga liberamente quali sono le proprie priorità.

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14. Sì ma allora cosa mangi?
Pensa a tutti i piatti della tradizione contadina, i nostri nonni si nutrivano di legumi, cereali, verdure di stagione e la maggior parte di loro svolgeva lavori molto più pesanti di quelli a cui siamo abituati oggi eppure, erano tutto il loro nutrimento, pochi mangiavano la carne e solo in occasioni speciali. Ci sono moltissimi piatti buonissimi che gustiamo ogni giorno senza farci caso ma sono completamente privi di elementi di origine animali… dalle zuppe, alle verdure cucinate con moltissime varianti gustose ai dolci, si perché ci sono tantissime ricette per dolci buonissimi con ingredienti naturali e ti assicuro che sono molto più digeribili e leggeri.

 

15. Sei un’estremista
Beh se essere estremista vuol dire amare la vita e fare di tutto per difenderla va bene, secondo me è molto più estremo il modo in cui vengono trattate queste povere creature.

 

La domanda in più…

 

Non è sano, soprattutto per i bambini
Ricordatelo quando li porterai al fast food o quando darai loro la merendina per la scuola piena di additivi e conservanti e tu, mentre addenti il tuo panino stai mentalmente contando tutte le proteine, le vitamine etc vero? Ogni volta che cucini qualcosa misceli in modo perfetto e matematico tutti gli elementi essenziali per una dieta equilibrata e soprattutto conosci quali sono meglio di un nutrizionista?

 

Queste sono solo alcune delle domande e accuse rivolte ai vegani, speriamo che in queste risposte, anche un po’ ironiche ci si possa fermare a riflettere e almeno a comprendere ciò che spinge queste persone a nutrirsi in un certo modo e ad evitare di criticarle o a fare di tutto per “prenderle in fallo”, sopratutto durante momenti piacevoli come cene tra amici che spesso si trasformano in una gara a chi fa le domande peggiori.

 

A volte infatti non sembrano domande poste per creare un dialogo costruttivo ma delle accuse da rosiconi che sono consapevoli che qualcosa di giusto ci sia ma non hanno la voglia o l’intenzione di mettersi in discussione e come diceva Einstein: “Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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