“Giro le campagne lavorando in fattoria con i miei figli”

Valeria è mamma di due gemelli di 8 anni e dal 2017 passa le vacanze con loro facendo wwoofing, ovvero lavorando in aziende agricole biologiche in cambio di ospitalità. Tutta la famiglia si è innamorata di questa vita anche grazie a Toebiga, la fattoria toscana che li ha ospitati due anni fa.

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Esiste un modo diverso di educare i propri figli, facendo vivere loro esperienze segnanti a contatto con la Natura e con le buone pratiche. Esistono luoghi magici, in cui i saperi e le passioni si trasmettono ancora fra le vecchie e le nuove generazioni, in un ciclo esperienziale infinito. Ciò che non esiste sono i limiti – presenti solo nella nostra testa – e le scuse.

 

Lo dimostra Valeria, mamma di due gemelli che ha deciso di portarli in giro per le fattorie biologiche del circuito wwoofing e farli lavorare affinché apprendano attraverso la pratica l’arte del “saper fare”: curare l’orto, impastare il pane, compostare gli avanzi di cibo, autocostruirsi giocattoli in legno.

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Cosa ti ha spinto a intraprendere questa esperienza in campagna insieme ai tuoi figli?

 

Dopo aver visto il docufilm Unlearning mi sono fatta la mia l’idea del ‘viaggio baratto’. Mi sono informata e poi iscritta al sito wwoof.it per entrare in contatto con fattorie che ospitano wwoofer. Al di là dell’oggettivo risparmio economico mi affascinava l’idea di una vacanza lavoro in cui mettermi in gioco con attività che nella vita di ogni giorno non svolgo praticamente mai. In più ero certa che passare le vacanze in fattoria potesse essere un’esperienza estremamente educativa per i miei gemelli di 8 anni.

 

Qual è stata la loro reazione? Hanno apprezzato il lavoro nei campi?

 

Durante l’estate del 2017 abbiamo fatto la nostra esperienza di wwoofing in Maremma, a Toebiga. I miei gemelli ne sono rimasti affascinati ed entusiasti. Hanno imparato a raccogliere i frutti dell’orto, ad accudire mucche, vitelli e asini e a occuparsi del pollaio dove convivevano galline e conigli. Grazie a Tonino, ideatore e proprietario di Toebiga, hanno imparato a non sprecare cibo e a eseguire piccoli lavori di falegnameria. Parlaci di Toebiga: com’è nato, con quali obiettivi, quali attività si svolgono qui? Questo luogo, immerso nelle campagne vicino a Scansano, esiste dall’inizio degli anni ’80. Nasce come fattoria e agriturismo, ma piano piano evolve in laboratorio di falegnameria artigiana e luogo dove incontrarsi per corsi di teatro o per una semplice vacanza di meditazione fuori contesto. Tonino lo ha fatto diventare un posto davvero speciale, quasi magico. È sua l’idea del teatro con le 12 colonne zodiacali, dove organizzare spettacoli vista Maremma. Suo il laboratorio di falegnameria dove con rara sapienza costruisce giochi e oggetti in legno. Suo il progetto e la costruzione della sala prenotata da gruppi teatrali, anche stranieri, per condurre sessioni di recitazione o altre attività.

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Il nome Toebiga viene dato più di recente, dopo i viaggi di Tonino in Burkina Faso. Toebiga è il titolo di una fiaba che lui ha scritto durante i suoi primi soggiorni a Ouagadougou, la capitale. Nella lingua del Burkina “biga” significa bambino e “toe” è il baobab. La fiaba si intitola dunque “Il figlio del baobab” e sintetizza benissimo il senso degli interventi che Tonino ha fatto in questo Paese africano: prendersi cura della terra e dei suoi figli più piccoli. Il Baobab in quella parte di Africa è considerato un albero sacro che protegge e un luogo di culto. Ai suoi piedi vengono sepolte persone importanti e si riuniscono i saggi dei villaggi. Dai frutti del baobab, che gli africani infatti chiamano anche albero del pane, si ricava una preziosa farina zuccherina con un alto contenuto di vitamina C. Viene usata per fare dolci, biscotti e pani.

 

In cosa consiste il progetto in Burkina Faso? Perché è fondato sull’agricoltura biodinamica?

 

La situazione oggi in questa parte dell’Africa è sempre più a rischio. Coloni occidentali e cinesi, indifferenti alle culture locali, abbattono alberi, baobab inclusi, e portano questi posti a una progressiva desertificazione. Quest’anno Tonino andrà in Senegal a presentare ai governanti la stessa iniziativa avviata in Burkina. In Senegal ci sono terra e, per ora, più acqua. In più qui si usa dare terre in comodato per 100 anni. L’intento di Tonino è di poter agire e arginare, nei limiti delle sue capacità, questo processo di inaridimento provocato da interventi umani. L’obiettivo principale è salvaguardare la terra e mantenerla fertile attiva, bonificando e piantando nuovi alberi e avviando nuove colture. L’intento è di cercare di contrastare la desertificazione, ma Tonino spiega che porteranno anche tutto quanto serve per allestire una falegnameria e una fabbreria per lavorare legno e ferro.

 

L’educazione alla ruralità, alla cura della terra, al rapportarsi con la Natura sono importanti, specialmente per le giovani generazioni?

 

Una delle prime sere a Toebiga uno dei miei bimbi ha raccolto dell’uva acerba dal pergolato. Tonino lo ha “sgridato” e poi lo ha portato al pergolato e gli ha mostrato di quale colore e consistenza deve essere l’uva per poter essere raccolta. I miei bambini hanno avuto la possibilità di sperimentare e capire che in natura non si spreca nulla. Gli avanzi diventano cibo per alcuni animali e compost per l’orto. Il pane e tanti altri cibi si autoproducono e non serve per forza andare al supermercato. A questa idea si sono appassionati e per loro è diventato un gioco molto divertente mettersi in cucina a impastare il pane, preparare bevande dissetanti e ghiaccioli senza coloranti e conservanti… Penso che educare le nuove generazioni a stili di vita sostenibili sia utile e funzionale,se non nell’immediato, sicuramente sul lungo periodo.

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Cosa ti ha lasciato l’esperienza del wwoofing?

 

Prima di tutto la voglia di ripeterla, come infatti abbiamo fatto nel 2018, andando in una fattoria in Sicilia. E poi la gioia di essere riuscita a svolgere attività estranee alla mia quotidianità e di poter imparare anche ad autoprodurre degli alimenti. L’esperienza di wwoofing ha cambiato molte delle mie abitudini di consumo e rafforzato la mia propensione al non spreco.

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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