Il muro della gentilezza diventa virale e si diffonde nel mondo

Un muro dove chi non ne ha bisogno può lasciare cappotti e altri indumenti a disposizione di chi è in difficoltà e non ha niente per coprirsi. Lanciata in Iran, l'iniziativa di solidarietà chiamata “muro della gentilezza” ha spopolato sul web e in pochissimo tempo si è diffusa “offline” di città in città.

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Che cos’è il “muro della gentilezza”? È una bellissima iniziativa che sta nascendo sempre in più città e che arriva dall’Iran, è un’idea che ci parla di solidarietà, gentilezza e gesti apparentemente piccoli ma che per qualcuno possono significare molto.

Credits: Excelsior/Shakeel

Credits: Excelsior/Shakeel

 

A Mashhad, una metropoli da 2,5 milioni di abitanti nel nord est dell’Iran dove i senzatetto sono ancora moltissimi, qualcuno ha appeso ad un muro dei semplici ganci e un cartello con la scritta: “Se non ne hai bisogno lascialo. Se ne hai bisogno prendilo”. È infatti questo lo slogan di questa iniziativa che vuole essere un aiuto concreto per le persone che vivono per strada o per chi è talmente in difficoltà da non potersi permettere un cappotto o una sciarpa. Sono iniziate ad apparire giacche e indumenti caldi e il passaparola sui social è stato velocissimo.

 

Altre città hanno creato muri colorati con ganci e cartelli condividendo l’idea e invitando tutti a ripetere il gesto. Un muro, usato quasi sempre per dividere, è diventato invece un simbolo di unione. Questa iniziativa, ha dato una mano concreta alle moltissime persone che vivono ancora per strada, offrendo loro un aiuto enorme sopratutto durante l’inverno. L’idea e si è diffusa velocemente online ed è stata ripetuta in Cina, Indonesia e India. In Svezia prima del Natale, un’agenzia immobiliare ha deciso di unire il suo messaggio pubblicitario alla solidarietà, creando un nuovo “muro della gentilezza”.

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Anche l’Italia non è rimasta indifferente e da Nord a Sud sono iniziati a comparire i muri con cappotti e indumenti caldi appesi.

 

A Latina proprio sulle pareti di legno che volevano impedire l’accesso ai senza tetto al mercato coperto, sono stati appesi ganci e cappotti, con cartelli scritti in diverse lingue rivolti proprio a queste persone per dare loro un messaggio di solidarietà e speranza. A Monza, gli indumenti caldi sono stati appesi agli alberi e a Catania oltre a cappotti e guanti, sono stati predisposti dei contenitori per le coperte.
Anche Cerrento Sannita, ParmaPalermo e Borgo San Lorenzo hanno risposto all’iniziativa.

 

A Bologna il “muro della gentilezza” è stato creato all’esterno di un asilo nido e oltre agli indumenti vengono lasciati giocattoli, libri e oggetti che possono dare un grande aiuto a chi vive per strada e coinvolgendo i bambini e le loro famiglie a donare ciò che non usano più.

 

Così come per i “frigorifero solidali” e il “panino” o il “caffè sospeso” anche i “muri della gentilezza” possono essere un valido mezzo per equilibrare un po’ di più l’enorme disparità tra lo spreco di cibo, denaro, indumenti e oggetti e la disperazione in cui vivono milioni di persone che non hanno più nulla.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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