Premiare chi fa bene è un bene per tutti

Premiare chi fa bene per promuovere le pratiche consapevoli di gestione di una comunità. Nasce con questo obiettivo per iniziativa dell'associazione Buon Governo e Senso Civico ONLUS il Premio Res Publica, giunto quest'anno alla sua seconda edizione.

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Chissà come mai in un Paese che è stato culla della civiltà si parla più di inciviltà che di un diffuso senso civico di cui le azioni di tanti sono quotidianamente impregnate? Il ben agire è una pratica diffusa e capillare, che passa spesso attraverso piccole azioni quotidiane e consuetudini apprese in famiglia; mentre in altri casi si tratta di pratiche tenacemente ricercate, volute e sperimentate per realizzare qualcosa di superiore.

 

Proprio con l’obiettivo di valorizzare e portare ad esempio le buone pratiche in Italia e nel mondo è nata nel 2017 l’associazione Buon Governo e Senso Civico ONLUS. I soci fondatori – un gruppo appassionato di professionisti, imprenditori, gente comune e grande al tempo stesso – ha voluto portarle sotto i riflettori ideando il Premio Res Publica, giunto quest’anno alla sua seconda edizione. Per entrare nel database dell’associazione ed essere considerato tra le candidature basta compilare un semplice form.

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Tre le sezioni del premio: una didattica che valorizza iniziative, progetti, storie individuali o di gruppo che trasmettano ai giovani il valore del senso civico; una artistica per un’opera d’arte, un libro, un film o un documentario che contribuisca a divulgare la cura della res publica; una imprenditoriale, per dar risalto al benessere economico prodotto da professionisti o imprenditori il cui successo testimoni anche un chiaro plusvalore per le persone e il territorio.

 

“Vogliamo premiare storie che esistono e di cui poco si parla, a cui raramente si dice grazie – scrivono i promotori del Premio Res Publica – L’obiettivo ultimo è premiare il merito per spingere al desiderio di esser meritevoli con le proprie azioni”.

 

“Il premio Res Publica vuol far emergere il ritratto del paese di chi fa, più di chi dice di fare, di chi nel quotidiano agisce con integrità, attenzione per sé e per gli altri con un pragmatico senso del dovere, consapevole che un mondo migliore si costruisce partendo dal basso, grazie a ogni singola nostra azione, atteggiamento, iniziativa. Premiare, in altre parole, per promuovere le pratiche consapevoli di gestione di una comunità”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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