Mygrants: un’app per valorizzare i talenti degli immigrati

Fare in modo che l’immigrazione possa diventare un’opportunità, sia per gli immigrati che per le comunità ospitanti. È questo l'obiettivo dell'innovativa app Mygrants ideata per far emergere i talenti e sviluppare le potenzialità degli immigrati al fine di un loro inserimento sociale e lavorativo.

Chris Richmond -Photo by Valentina Primo

Con origini ivoriane, cresciuto negli Stati Uniti e trapiantato in Italia, si autodefinisce “migrante atipico” e ha alle spalle un’esperienza di lavoro per Frontex, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera che fa capo alla Commissione Europea. Abbiamo intervistato Chris Richmond, fondatore di Mygrants, un’app che fornisce un’innovativa risposta alla gestione dei flussi migratori, proponendo un percorso online per passare, realmente, da un problema alla soluzione.

Chris Richmond (Foto di Valentina Primo)

Chris Richmond (Foto di Valentina Primo)

Perché hai fondato Mygrants e perché in Italia?
L’Italia è il cono d’entrata principale dei migranti dal Mediterraneo centrale. Per questo motivo oggi ci rivolgiamo sia agli immigrati che si trovano dentro, che fuori dai Centri di Accoglienza in Italia.

 

Per Frontex mi sono occupato per 5 anni dell’analisi predittiva sui flussi migratori. Durante quest’esperienza professionale mi sono reso conto che a livello locale, nazionale, comunitario e internazionale non c’erano vere risposte concrete per la questione dei flussi migratori; nel contempo mi sono reso conto che gli immigrati hanno del potenziale, delle competenze da offrire, ma che la percezione delle comunità ospitanti verso gli immigrati andava peggiorando.

 

Ho deciso così di provare a strutturare uno strumento che potesse dare risposte concrete non solo agli immigrati per le loro necessità ma anche fornire un servizio agli enti gestori dei Centri di Accoglienza, alle aziende, ai Centri per l’Impiego, al Governo, per fare in modo che l’immigrazione possa diventare un’opportunità, sia per gli immigrati che in generale per le comunità ospitanti.

 

Gli immigrati passano di media, dopo lo sbarco e l’identificazione, 600 giorni tra prima e seconda accoglienza e questo è un problema, perché per ogni giorno che i migranti rimango in accoglienza c’è un Governo che copre dei costi.

 

Cos’è Mygrants e quale obiettivo si prefigge?
Mygrants è un ponte tra il mondo dell’educazione e il lavoro. È un’App strutturata su un percorso di formazione basato su moduli tematici a quiz, che offre informazioni agli immigrati su diritti e doveri e funzionamento del sistema d’asilo in Italia e nel resto d’Europa, per creare consapevolezza su quali sono le regole del gioco e anche sugli aggiornamenti in corso.

 

Inoltre offre un percorso di formazione con uno screening preliminare delle competenze pregresse, facendo in modo di individuare i punti di forza, di debolezza e gli interessi degli immigrati. Mygrants permette di fare un percorso di formazione gratuito secondo ciò che più serve in base al profilo del migrante e in base al fabbisogno occupazionale. Così facendo, nei 600 giorni, ma anche prima, possiamo rafforzare le competenze e aggiornarle secondo ciò che serve al mercato del lavoro.

 

In questo modo, siamo in grado di capire esattamente cosa gli immigrati sono in grado di fare, cosa potrebbero imparare e dove sono più forti, al fine di velocizzare l’inserimento lavorativo dei soggetti più talentuosi e motivati, che è poi il nostro obiettivo.

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Come si presenta esattamente l’App?
I moduli, come detto, sono sviluppati sotto forma di quiz. Ogni modulo propone 10 concetti con una domanda e diverse opzioni di risposta corretta e questo ci fa capire per ogni singolo concetto qual è il grado di conoscenza pregressa del soggetto o la sua capacità di acquisire nel tempo quel concetto.

 

 

La prima parte della formazione si focalizza sulle competenze pregresse, poi c’è una parte di formazione per aggiornare e potenziare le competenze, sempre mediante dei quiz. L’App è disponibile in italiano, inglese e francese. L’utente semplicemente crea un suo profilo mediante username e password ed entra in un mondo dove ha diversi macro-temi, diversi sottotemi e può scegliere in libertà che cosa fare e quando farlo. Una volta scelto un modulo, legge le domande e sceglie l’opzione di risposta: se è corretta accumula 1 punto, se è sbagliata riceve una nota esplicativa. Alla fine del modulo un’apposita pagina gli indicherà il voto, i punti accumulati, la posizione in classifica e quanto è stato veloce a completare quel modulo paragonato agli altri. A questo punto potrà decidere se ripetere il modulo per migliorarsi, o cambiare tema e fare un altro modulo.

 

Cosa succede dopo la valutazione delle competenze?
La reportistica ogni mese paragonata al mese precedente ci permette di vedere se c’è un gap positivo o negativo, una curva di apprendimento o di dimenticanza su uno o più temi o anche una conoscenza approfondita; così abbiamo l’opportunità di individuare i soggetti più preparati su un tema o di capire dove devono essere supportati per il mese successivo di formazione.

 

I più preparati verso uno specifico ruolo o settore economico, vengono messi in contatto con le aziende supportando il matching tra il fabbisogno aziendale e il soggetto più preparato e motivato per quello specifico ruolo, in quella specifica località.

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Raccontaci delle storie di successo.
Storie di successo ce ne sono almeno 920, che è poi il numero di inserimenti lavorativi che abbiamo effettuato l’anno scorso! Comunque per citarne una, ad esempio un ragazzino del Gambia che era arrivato in Italia a 16 anni anni, dopo 4 mesi di formazione in Mygrants è stato inserito come aiuto generico in un ristorante e dopo il tirocinio ha avuto una conversione in contratto a tempo indeterminato. A vent’anni, oggi è responsabile e coordinatore di tutti i dipendenti di quel ristorante.

 

Per fare un altro esempio di storia di successo potrei citare un ragazzo tunisino che ha fatto un percorso di qualità straordinario che ci ha permesso di scoprire le sue doti da ingegnere informatico e quando l’abbiamo presentato alle aziende, abbiamo avuto ben sette proposte di lavoro. Alla fine si è aggiudicata il suo talento un’azienda di Bologna che l’ha inserito come collaudatore di impianti elettronici: il primo contratto di lavoro da apprendista è stato a 1300 euro, c’è stata un’asta al rialzo per poterselo aggiudicare.

 

Quindi, a quanti sostengono che i flussi migratori possono solo portare ad un peggioramento delle condizioni di lavoro, voi dimostrate il contrario?
Noi lavoriamo sul talento, vorremmo creare un processo che possa portare un maggior benessere per tutti. Dopotutto non vedo perché un ingegnere informatico dovrebbe rimanere 600 giorni ad aspettare, quando dopo 100 potrebbe produrre benessere per se stesso e per altri, riducendo il tempo di permanenza nei Centri di Accoglienza e permettendo di investire maggior tempo e risorse sui soggetti più bisognosi e vulnerabili, con un minor esborso economico per il Governo. Noi vogliamo che ogni persona possa svolgere un’attività lavorativa che rispecchi le sue abilità e capacità, senza andare al ribasso, anzi, cercando di ottenere il miglior impiego possibile, sfruttando al massimo le potenzialità di ciascuno.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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