Dal nord una storica richiesta contro l’inquinamento da plastica

Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia per primi al mondo hanno chiesto formalmente un trattato globale per affrontare la crisi generata dall’inquinamento da plastica nei nostri oceani. Il WWF chiede un trattato vincolante che stabilisca obiettivi nazionali e meccanismi trasparenti estesi al mondo della produzione e delle imprese.

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I governi nordici sono diventati i primi al mondo a chiedere formalmente un trattato globale per affrontare la crisi generata dall’inquinamento da plastica nei nostri oceani. La storica dichiarazione è stata presentata ìdurante una riunione dei ministri dell’ambiente di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia presso il Consiglio nordico di Reykjavik. Un importante passo avanti nella lotta alla contaminazione dei mari dalla plastica.

 

L’annuncio arriva dopo il sostanziale fallimento dell’Assemblea dell’Ambiente delle Nazioni Unite a Nairobi, dove il mese scorso i leader mondiali non sono riusciti a concordare significative decisioni politiche.

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“Questa dichiarazione dei paesi nordici è una pietra miliare e dovrebbe servire da ispirazione per gli altri governi. L’inquinamento da plastica nei nostri oceani richiede un’azione concertata da parte dei governi mondiali: un trattato globale è l’unica strada possibile per affrontare ogni anno una crisi che vede otto milioni di tonnellate di plastica scaricate negli oceani”, ha dichiarato il Direttore Generale del WWF Internazionale  Marco Lambertini, che continua:  “Esortiamo quindi tutti i paesi che sostengono il trattato ad accelerare il loro impegno verso un accordo sull’inquinamento plastico marino”.

 

“Chiediamo al ministro Costa,  che ha già manifestato il sostegno per un Trattato globale vincolante in occasione della quarta assemblea UNEA (il più importante organismo decisionale globale sull’ambiente) di Nairobi, purtroppo conclusasi con un nulla di fatto, di rilanciare la sua iniziativa su scala europea in vista dell’Assemblea Generale dell’ONU che si svolgerà a settembre a New York”, aggiunge la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi.

 

Il WWF chiede un trattato vincolante che stabilisca obiettivi nazionali e meccanismi trasparenti estesi al mondo della produzione e delle imprese. Inoltre, qualsiasi trattato dovrebbe fornire un supporto finanziario e tecnico ai paesi a basso reddito per aumentare la loro capacità di gestione dei rifiuti.  Quasi 400.000 persone hanno aderito alla petizione globale del WWF per chiedere un accordo giuridicamente vincolante sull’inquinamento da materie plastiche in mare.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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